Nel corso del tempo si sono diffuse diverse leggende sul conto di queste chiacchierate. Le fonti spesso si contraddicono e sono incerte, però sembra abbastanza sicuro che il principale argomento di conversazione siano i giochi di ruolo, quelli con i maghi e le saette e gli incantesimi forza quattro.
La prova si è quasi avuta quando, un giorno che il sottoscritto e certi altri ceffi si era braccia conserte sulla soglia del bar, i due ci sono passati davanti e quello alto ha distintamente detto a quello piccolo (che è il capo):
Ma.
Una sera, mentre si era al bar (un altro bar) e si beveva più o meno il solito, ci è venuto da dire che, forse, le cose potrebbero stare diversamente.
Pensate che cosa significhi, in fondo, essere giudicati da un frammento di conversazione vecchio di un paio di lustri: poche parole decontestualizzate che vi marchiano a vita, che vi imprigionano in un personaggio o in uno stereotipo che magari non vi appartiene. E così, ci siamo immaginati in che modo quella frase, ricontestualizzata, potesse non significare che i due fossero necessariamente due sfigati senza speranza, ma addirittura, che so, il contrario. Per una chiara comprensione del meccanismo, bisogna suddividere la scena in tre segmenti, come rappresentato in figura

Dove i tre pallini azzurri saremmo noi del bar (io sono quello più alto), i pallini rosso e verde rispettivamente Soglia (S) e Mezzasoglia (MS) e la freccia la loro direzione di movimento. La frase incriminata, quindi, è tutta la parte del discorso percepita: corrisponde al segmento B e rimane invariata.
1. Riportato
S (con voce tipo Clark Gable): ah, non me ne parlare, ti prego.
MS: che è successo? Era uno schianto.
S: sì, ma poi cerco di fare un po’ di conversazione e lei si mette a parlarmi dei giochi di ruolo, ti rendi conto? Con la sua vocina stridula mi dice…
S: macché. Mi è caduto l’uccello.
MS: ah ah.
2. Lap dancer
S (voce stridula): ah, è bellissimo. Ci sono tutte le lap dancer con i privé…
MS: ma te le puoi fare?
S: beh, ci sono tre stanze con dei nomi strani fatte apposta per quello.
Ms: strani come?
S: ovvio. E senza pagare.
3. Controbalzo
S (Gable): ah, niente male… ehi, aspetta, ci sono quegli sfigati davanti al bar, sei pronto?
MS: sì, sì…vai!
S: Ah ah! Sì. Li tiriamo scemi. Tra dieci anni ne parleranno ancora.
MS: ah ah…
4. Soprannomi
S (Gable): ah, niente male… ehi, aspetta, ci sono Soglia, Mezzasoglia e Sogliamarina davanti al bar, sei pronto?
MS: sì, sì…vai!
S: Sì, li odio. Soprattutto quel Soglia.
5. Signs
S: suhoshd dsid (mboh)
MS: ushdush djj!!! (uh, guarda: umani. Cerca di dire qualcosa di sensato)
S: usdhd odffd (ci penso io)
S: shuus (sì)
6. Raptus
S (Gable): abbastanza bene, anche se sono un po’ preoccupato dall’andamento incerto dei titoli a media capitalizzazione…
S (disorientato, tastandosi la gola): giuro che non lo so…
7. Fantasy
S (voce stridula): ti assicuro, poi apri la botola e scendi al livello sotterraneo.
MS: ma quanti livelli ci sono?
S: cazzo, guarda…
S: dai scendiamo.