Oh, sob.
Tu fai una mezza smorfia e non rispondi. Lei intanto sta sistemando i bagagli: una grossa valigia nera, due borsoni da viaggio e una custodia da violino che ha pochissime probabilità di non contenere, per l’appunto, un violino.
Osservi la smisurata mole di suppellettili e deglutisci faticosamente. Poi chiedi, con malcelata preoccupazione, “ma… quanto ti fermi?”.
Lei sorride e fa spallucce.
Non appena ti riprendi dallo sbigottimento, però, reagisci.
Depressione: “Devi?”
Chinaski: “Beh. Studiare.”
Depressione: “Buh-ah-ah-ah!”
Chinaski: “Scrivere?”
Depressione: “(ininterrotta)… ah-ah-ah! Sì, (asciugandosi una lacrima) certo. Magari posso darti una mano. Che cosa scrivi adesso?”
Chinaski: “Tipo barzellette.”
Depressione (pensosa): “Uhm… non è proprio il mio genere…”
Chinaski (illudendosi): “Infatti!”
Depressione: “… Ma possiamo provare.”
Chinaski: “Ma sono le 9 del mattino.”
Depressione: “Come vola il tempo!”
Dopodiché si mette a sedere sulla poltrona e rimane immobile e ferma.
Al pranzo pensa lei. Quando è ora, comincia a trafficare in cucina, poi ti chiama: “In tavola!”.
Ti trascini di là e contempli per qualche istante un tramezzino col tonno. Lei se ne sta lì, tutta sporca di farina e con indosso il grembiule. Sorride.
Chinaski (sconsolato): “Veramente non ho fame.”
Depressione: “Capisco. Magari una sigaretta?”
Chinaski (prendendo la sigaretta): “Non mi sembra salutare.”
Depressione (porgendo un’altra sigaretta): “Povero caro.”
Chinaski (mostrando la sigaretta che ha in mano): “No, grazie.”
Depressione (imbarazzata): “Oh, scusa. Questa la teniamo per dopo, allora.”
Quando proprio ne hai abbastanza, ti alzi dal divano, prendi le chiavi della macchina e fai per uscire di casa. Lei ti saluta e dice “divertiti”, per nulla preoccupata che tu possa farlo davvero.
Una volta al bar, sei finalmente libero. Le persone ti parlano, muovono pezzi sulla scacchiera, fumano sigarette e ordinano da bere. Per un po’ ti senti sollevato e non è troppo difficile ignorare i suoi sms (“torna presto”, “se tornando passi in pizzeria ti preparo una bella cenetta”, “non dimenticare la nicotina”).
Depressione: “Bravo.”
Depressione: “Mi raccomando: niente Screwdriver.”
Chinaski (sventolando la banconota): “Questa dove l’hai presa?”
Depressione: “Era in un portafogli che ho trovato nei pantaloni che indossi.”
Sogni una festa di compleanno. Palloncini colorati, torta al cioccolato, tu che dai un pugno al tuo vecchio amico Carciofo.
Quando ti svegli, il mattino dopo, sembra che ti abbiano spolpato degli organi interni usando un badile e poi ti abbiano cacato nelle cavità corporee.
Il tuo primo pensiero è di finire quella deliziosa torta al cioccolato.
L’apice della tua giornata, prima che qualcuno ti punzecchi le palpebre con una sigaretta spenta.