Il mio amico Gesù
È arrivato l’altro pomeriggio, mentre fumavo al cesso. Gli ho fatto un fischio e lui è venuto. Beh, gli ho spiegato la situazione, ovviamente. Lui mi ha ascoltato in silenzio. Sembrava anche perplesso, però poi mi ha detto “vediamo cosa si può fare”. Tenete a mente che lui può tutto, ma non sempre ha voglia di farlo.
Quindi non è che io gli chiedo una bistecca ai ferri e lui tira fuori un cilindro e dal cilindro tira fuori un miracolo. Non funziona così. Non so come funziona, a dire il vero, comunque lui fa tutti i suoi conti. Credo che debba sistemare ogni evento in relazione con gli altri. Ecco perché magari il tuo cane si prende la rogna e tu accendi una candela e chiedi a Gesù (non a Dio, mi raccomando) di farlo guarire e il tuo cane muore ugualmente. Sempre per quella storia del bene più grande. Però, se gli sei amico, fa il possibile. È un po’ come se chiedeste al tizio delle ferrovie che compila le tabelle di farvi un favore, di far passare un treno dieci minuti dopo, così non perdete la coincidenza e tutto quanto.
Poi siamo andati al bar. Un altro dei nostri problemi è quel suo buonismo. Non che io non sia buono o che non mi piaccia il fatto che lui lo sia. Però esagera, è proprio una fissa. A volte sembra di leggere la posta di Topolino, se capite cosa intendo, cose come “ama il tuo prossimo”, “perdonalo”, “no, grazie, prendo solo un Crodino”.
Io provo a spronarlo un poco, gli dico “ehi, dai, rilassati. Non fai male a nessuno se bevi un paio di bicchieri e ti fumi una sigaretta, no?”. Ma lui dice che l’ultima volta ha sbagliato una moltiplicazione di pani e gli è venuto un panino periodico, “come quando ti si aprono tutte quelle finestre di Windows”, mi ha detto. Insomma, un casino. Allora ho lasciato che bevesse il suo analcolico.
Quindi abbiamo giocato a scacchi.
Giocare a scacchi con Gesù è come giocare con Fritz8, bendati, senza regina e con lo svantaggio del tratto. Frustrante, insomma. Poi lui si annoia perché prevede tutto quanto. Non solo nel senso che calcola tutte le possibili varianti in una frazione di secondo, ma nel senso che sa già tutte le tue mosse, precisamente, e le sue risposte, e chi vince, cioè lui. Al che entra in gioco il suo incrollabile buonismo, e mi propone un pareggio. Sempre.
Gesù: “Bella mossa, bravo!”
Chinaski: “Va beh.”
Gesù: “No, dico sul serio! Una mossa spettacolosa!”
Chinaski: “Scusa, te lo dico con il maggior tatto possibile. Se lo fai con me va bene, ma se lo fai con uno che non ti conosce sembra che lo prendi per il… ehm. Naso. La prima mossa non può essere bella, capisci? Può essere brutta, magari. Ma bella no.”
Gesù: “Scusa.”
Chinaski (alzando gli occhi, rassegnato): “Niente.”
Gesù (gioioso): “Però a me piaceva, davvero. Mi piace questo gioco!”
Chinaski: “Ok, ok. Va bene così. Tocca a te adesso.”
Gesù: “No, davvero, voglio fare questa.”
Chinaski: “Così non c’è gusto.”
Gesù: “Ti senti preso in giro?”
Chinaski: “Ah ah… ma no. Ti conosco, ormai. Dai, fai una mossa vera. Non c’è problema se mi batti.”
Gesù: “Sei molto sportivo. Mi piace questo gioco.”
Chinaski (dando i primi segni di irritazione): “Ok. Piace anche a me. Dai.”
Chinaski (alzandosi): “Ok. Basta.”
Gesù (allarmato): “Ti ho offeso? Scusa!”
Chinaski: “Vado a prendere da bere.”
Gesù: “Ama il tuo pross…”
Chinaski: “Sì ma non per tutto il tempo!”
Gesù: “Scusa se…”
Chinaski (rivolgendosi al tizio): “Anche tu, però. Che cazzo.”
Tizio (imbarazzato): “Ma me lo ha chiesto lui!”
Gesù (addolorato): “Non litigate, vi prego.”
Chinaski: “Scusa, arriva uno sconosciuto, ti chiede di lavarti i piedi e tu accetti? Cos’è? Sei una specie di pervertito?”
Tizio (nervoso): “Oh, bello, fatti i cazzi tuoi!”
Gesù (agitatissimo): “No, no… non dite le parol…”
Chinaski (a Gesù): “Dai andiamo via.”
Tizio: “Ma sì. Tienilo tutto per te lo sciroccato!”
Gesù: “Perché mi percuoti?”
Chinaski (tirando gesù per la tunica): “Non ti ha percosso. Vieni via.”
Lui ha questa compassione infinita che gli crea grossi problemi in società. E non serve che gli ricordi com’è andata l’ultima volta: l’uomo gli piace troppo, ne va pazzo.
Chinaski: “Ne vuoi ancora un pezzetto?”
Gesù: “C’è l’ala?”
Chinaski: “C’è il gomito.”
Gesù: “chomp… uhm… no… chomp… troppo stopposo.”