giovedì, 16 febbraio 2006

La Juventus non è favorita dagli arbitri

La reazione spontanea a questo titolo sembra ovvia: i tifosi juventini penseranno amen, i tifosi non-juventini penseranno stocazzo.
Tutto questo è oltremodo noioso.
Superiamo dunque per un attimo certe infantili faziosità e vediamo di capire come stanno davvero le cose. Onde evitare che qualcuno consideri certi miei ragionamenti alla stregua di banali sofismi, faccio la seguente premessa rivelatrice: la Juventus è favorita dagli arbitri.

Le polemiche fatte seguire da dirigenti e giocatori interisti dopo Inter-Juventus, culminate nell’attacco alla dirigenza bianconera da parte del presidente Moratti (tutti gli uomini sapranno di che parlo. Per le donne, invece, consiglio questo sito), mi hanno portato ad alcune considerazioni.

1. Favoritismi e incantesimi

Secondo alcuni, la Juventus compra gli arbitri.
Come con il Parma, ad esempio, anche se non si capisce che interesse avrebbe a comprare un pareggio. Ma con l’Udinese i bianconeri hanno vinto grazie ad un gol in fuorigioco, evento senza precedenti nella storia del calcio (a parte il mondiale del 1986 che Maradona comprò da un bagarino, poco prima dell’inizio del torneo).
E si potrebbe andare avanti all’infinito: in ogni partita dei torinesi ci sono diversi errori arbitrali abbastanza sospetti, tanto che, stilando una classifica purificata da certe manomissioni, la Juventus domenica prossima dovrebbe affrontare il Cervia, fuori casa.
Per quanto riguarda lo scontro diretto di domenica scorsa, Recoba ha colpito l’incrocio dei pali in pieno recupero. I tifosi interisti accusano il suddetto incrocio di sudditanza psicologica e sembra che Guariniello l’abbia convocato per un colloquio ufficioso. Figo, peraltro, giura di aver visto Moggi parlare con i legni poco prima dell’incontro.

2. Ingiustizia è fatta

Al 41esimo del primo tempo di Inter-Juve, Adriano ha calciato una meravigliosa punizione a giro. Dopo un’esultanza di tardelliana memoria che ha coinvolto tutti i compagni, l’allenatore, il pubblico e persino il sottoscritto (che per protesta è andato a chiudersi in bagno), l’arbitro ha cercato di spiegare al brasiliano che la punizione era di seconda. Persone vicine all’arbitro Paparesta giurano che sia avvenuto il seguente dialogo:

Adriano: (sempre con forte accento brasiliano): gooooooooooul!!!
Paparesta: ehm… era di seconda.
Adriano: eh?
Paparesta: la punizione. Era di seconda.
Adriano: goul!
Paparesta: no, non hai capito. Non vale. Hai tirato direttamente in porta.
Adriano: tirato in porta e fatto goul.
Paparesta: sì… sei stato bravo. Però devo annullarlo.
Adriano: nooooouuuuu…
Paparesta: Mi spiace. Avevo alzato il braccio.
Adriano: arbitro giuventus.
Paparesta: eh? Cosa?

Adriano viene portato via

Pochi minuti dopo, mentre le squadre rientravano negli spogliatoi, la curva interista ha esposto uno striscione che recitava “ingiustizia è fatta”. Sapevano che sarebbe successo. Il regolamento, dico.

3. Fuorigioco

Sempre nello stesso incontro, l’arbitro non ha fermato Del Piero, in evidente fuorigioco. Poi la palla è andata a Camoranesi, che ha fatto le solite tredici finte e ha poi perso il pallone. L’Inter ha battuto la rimessa laterale, perdendo il pallone a sua volta, il quale è stato ballonzolato a destra e a sinistra prima di finire a Nedved, atterrato da Cordoba. Sulla seguente punizione, lo stesso Del Piero ha segnato il gol-partita.

Gli interisti sostengono innanzi tutto che Del Piero, avendo tirato la punizione, era da considerarsi in fuorigioco attivo. A parte questo, il fatto che siano passati 50 secondi tra la svista arbitrale e il gol, con cambio del possesso palla e due interruzioni del gioco, dovrebbe smorzare almeno in parte le polemiche, ma i tifosi (nessuno escluso) sono affetti dalla cosiddetta sindrome di Sliding doors, per la quale qualsiasi evento determina un destino unico e imprevedibile. Il ragionamento è solo apparentemente corretto. Se è vero che, avesse l’arbitro fischiato il fuorigioco, la vita di tutti noi sarebbe ora incanalata su binari assolutamente diversi (e, in teoria, adesso potrei avere un pene di quaranta centimetri), questo non significa che, al fondo di quei binari, non possa esserci ugualmente un fallo su Nedved e una punzione trasformata in gol da Del Piero. O anche peggio. Faccio un esempio:

l’arbitro fischia. Samuel va sulla palla per battere la punizione, scivola e si rompe i legamenti. Il pallone, nel frattempo, colpisce sul naso Cordoba, che va in coma istantaneo. Di fronte a simili, tragici eventi, Recoba viene colpito da infarto. L’inter rimane in 8, segna comunque il gol del pareggio che l’arbitro però non vede (nonostante i giocatori interisti indichino il pallone in rete, Paparesta si tappa gli occhi con le mani e sentenzia ‘giocate’. Sulla seguente mischia, Paparesta fischia una punizione a due da battere all’interno della porta. Kily Gonzales tira e segna, ma l’arbitro annulla perché l’argentino ha calciato di prima). Sul capovolgimento di fronte, Del Piero segna tre gol contemporaneamente, Moratti dice una cosa intelligente e il papa si converte all’Islam.

4. Nedved il simulatore

Nedved non sta in piedi, è assodato. Durante Juventus-Udinese un giocatore avversario gli ha urlato ‘checca’ e lui è caduto ululando e tenendosi il viso tra le mani. Nessuna persona di buon senso può restare impassibile di fronte a certe sceneggiate e non arrivare alla conclusione che il giocatore ceco sia un poco di buono. Tuttavia, il fallo di Cordoba, onestamente, ci stava (anche se, citando il saggio Oscar Damiani, ‘i capelli lunghi e biondi accentuano la caduta’). Viste le proteste di Mancini e di tutti i nerazzurri, però, viene davvero il dubbio che gli interisti fossero un po’ prevenuti. Il che è ironico, perché hanno trascorso le due settimane precedenti la partita cercando di convincere tutti che la Juventus manipola gli arbitri, con il risultato però di convincere anche se stessi, con il risultato di andare in campo nervosi e prevenuti, con il risultato di perdere e arrabbiarsi, con il risultato di attirarsi tutte le antipatie fino a quel momento indirizzate ai bianconeri.
Invece, bastava dire ‘porca vacca’, e farla finita.

5. Ironia

Mancini, nelle ultime settimane, ha continuato a dire ‘la Juve è imprendibile’.
Pensavano fosse ironico.

6. Iuliano-Ronaldo, 1998

Ok. Era rigore.


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