I nuovi arrivatei
Questo è un quartiere molto cattolico, me ne sono accorto subito. Quando sono arrivato mi sono imbattuto nel parroco (un cinquantenne con i capelli grigi, la testa quadrata e un alito che sapeva di polluzione notturna) il quale mi ha tempestato di domande abbastanza personali per poi minacciarmi dicendomi “ci conosceremo meglio” (sul fatto dell’alito che puzza di polluzione notturna ho una teoria. Siccome è una caratteristica di tutti i preti, anche quelli giovani, mi è venuto in mente che, forse, siccome non possono scopare e siccome non possono nemmeno farsi le seghe, beh, magari non è tanto l’atto in sé a dar fastidio alla Sacra Romana Chiesa, quanto l’eiaculazione. Voglio dire: stanno tutto il tempo a trovare precetti per rovinarsi la vita, questi cattolici, e poi, come al solito, la natura del corpo umano incasina tutto sognando Cicciolina che lo succhia a un cavallo. No, non potevano proprio accettarlo. Così, per farla breve, potrebbe essere che il Vaticano obblighi i preti a dormire con un catetere per la raccolta dello sperma (a quanto sto dalla scomunica?) e il tubicino del catetere finisca in un bicchiere che sta sul comodino e… Sarebbe in linea con la filosofia di quella religione, no? Stanotte ti sei divertito e adesso la paghi).
Quel “ci conosceremo meglio” mi sta tormentando.
Che cosa avrà voluto dire? No, perché sembra una di quelle frasi ambigue che preludono alla penetrazione (“perché non entriamo, così ci conosciamo meglio?” disse quella prostituta in quel film. Ma forse non era un film. Forse era la tizia che mi dava ripetizioni di educazione civica al liceo. “Non ho soldi”, le dissi. “Fa niente, pagherà tua madre quando viene”, mi rispose. “Gulp”, conclusi) oppure non so che altro, ma ha quel tanto di morboso che mi fa accapponare la pelle. Nella migliore delle ipotesi suona come le frasi che ci dicevano ai raduni dell’Acr (azione cattolica ragazzi. Sì, ne ho fatto parte e ne vado fiero: sono convinto che un uomo debba conoscere gli abissi in cui potrebbe farlo cadere la religione, prima di dirsi ateo responsabilmente), sapete, quelle cose che sembrano prese per il culo ma non lo sono, tipo “dobbiamo essere tutti amici”, “Gesù ci vuole bene”, “non c’è niente di male se lo tocchi”.
“Ci conosceremo meglio” ha fatto scattare lo stato di sicurezza su “Bravo” e così ho elaborato dei possibili sviluppi per difendermi.
Prete: “Ciao. Posso entrare. Così ci…
Chinaski: “… conosciamo meglio. Certo. Prima però voglio chiederle una cosa.”
Prete: “Dimmi, figliolo”.
Chinaski: “Dio ha creato l’universo, giusto?
Prete: “Sì.”
Chinaski: “Poi ci ha messo dentro l’uomo.”
Prete: “Sì.”
Chinaski: “Tutto qui?”
Prete: “Non ti seguo.”
Chinaski: “Voglio dire: non mi sembra questa gran cosa.”
Prete: “E’ l’opera più bella che…”
Chinaski: “Per forza, è l’unica. Anche mia cugina è la più bella figlia che sua madre abbia mai avuto. E L’Italia è la più bella Italia che c’è nel mondo. Oppure ha vinto qualche premio? Cos’è, c’è un concorso di creazioni universali, ogni dicembre, e noi non lo sappiamo?”
Prete: “Beh… ecco… forse è meglio se torno un’altra vol…”
Chinaski: “E poi non mi sembra mica tanto perfetto, il creato. E nemmeno l’uomo. Guardi, stamattina mi sono alzato e mi sono trovato questo brufolo sulla punta del naso. Lo vede il puntino giallo? C’è del pus, lì dentro… le sembro perfetto?”
Prete: “Ciao. Posso entrare. Così ci…
Chinaski: “Certo. Venga.”
Prete: “Cosa?”
Chinaski: “Si spogli, ho detto.”
Prete (facendo come per alzarsi, indignato): “Non ci penso proprio, lei dev’essere…”
Chinaski (fermandolo con una mano sulla spalle, calmo): “Faccia come le dico o giuro che userò impropriamente il mio Mocio Vileda.”
Il prete piange sommessamente. Chinaski lo consola e gli accarezza la testa, dicendo: “non ci devi venire qui, hai capito? Non ci devi venire più”. Il prete fa cenno di sì con la testa e tira su col naso.
Poi Chinaski lo fa rivestire e lo lascia andare.
Prete: “Ciao. Posso entrare. Così ci…
Chinaski: “Certo. Venga.”
Prete (nervoso): “Come pensi che il soffitto possa aiutarti, figliolo?”
Chinaski: “Ah, adesso è un soffitto, eh?”
Chinaski: “Salve, posso entrare?”
Prete: “Ma certo!”
Poi si rivolge al prete.
Prete: “Come dici?”
Chinaski (mostrando la scimmietta): “Dove vuole che la metta?”
Prete: “Non capisco. Che cos’è?”
Chinaski: “E’ il simbolo della nostra religione. La scimmietta. Non ha mai sentito parlare della religione della scimmietta?”
Prete (stranito): “No.”
Chinaski: “Oh, è una bella religione, ed è molto più antica della sua, padre, visto che le scimmie erano su questo pianeta prima dell’uomo. Ecco. Noi crediamo che, siccome l’uomo discende dalla scimmia, è molto più probabile che Dio somigli a una scimmia, piuttosto che a un uomo? Non lo trova meravigliosamente logico?”
Prete: “E’ una religione che vi siete inventati voi!”
Chinaski: “Senti chi parla.”
Prete: “Se è uno scherzo non fa ridere. Stai bestemmiando, figliolo. Sei drogato?”
Chinaski: “Macché. Allora, dove la posso mettere?”
Prete: “Da nessuna parte! Per Diana!”
Chinaski: “Va beh. Noi non amiamo insistere.”
Prete: “Ti prego di andartene.”
Chinaski (sorpreso): “ Ma proprio non le interessa la nostra religione?”
Prete: “Va via.”
Chinaski (dispiaciuto): “Va beh, nessun rancore. Noi non vogliamo convertire la gente a tutti i costi. In fondo potremmo anche sbagliarci, no? Eh eh…”
Prete: “Infatti.”
Chinaski: “Comunque le lascio la scimmietta, caso mai ci ripensasse.”
Prete (rabbonito): “Grazie, grazie. Ti devo qualcosa per la… ehm…?”
Chinaski (indignato): “Cosa? Oh no. Non lo facciamo per i soldi.”
Prete: “Ciao. Posso entrare. Così ci…
Chinaski: “Sono l’Anticristo.”