Come ti senti?
Questa mattina, mentre faccio colazione, lo sguardo mi cade per un istante sulla confezione di cereali che sto mangiando ultimamente. Sul retro ci sono immagini raffiguranti una donna infelice e relative domande retoriche:
Scatola: ti senti gonfia?
Chinaski: sì.
Scatola: ti senti svogliata?
Chinaski: già
Scatola: ti senti assonnata?
Chinaski: yawn.
Scatola: potresti aver bisogno di eliminare delle tossine
Chinaski: l’ho fatto ieri sera
Scatola: ma no, non intendevo quello!
Chinaski: ti assicuro che erano tossine.
Scatola: se fai colazione 15 giorni con me, potrai liberarti delle vere tossine!
Per un attimo la scatola mi convince e decido di continuare a leggere (pensateci, giovani copywriter. Scrivere il culo di una scatola è un lavoro di grande responsabilità. lo stesso dicasi per le etichette di saponi e di shampoo. Io, ad esempio, li leggo quando sono sul cesso e non vorrei leggere altro: mi appassionano. Per cui, se un giorno state sull’autobus o in treno e vedete un tizio immerso nella lettura di un tubo dentifricio, quello sono io).
Secondo i nutrizionisti dell’agenzia pubblicitaria che cura il prodotto, pochi accorgimenti sono sufficienti a regolarizzare l’intestino. Decido dunque di vedere quali mi mancano (perché appare chiaro che qualcuno devo averlo azzeccato, anche per caso).
1) Bere succo di limone appena alzati: uhm, succo di limone appena alzati. Questa suona come quei precetti autoflagellanti tipo dire le preghiere prima di andare a letto o fare le scale rinunciando all’ascensore durante il lavoro. Il succo di limone non ha effetto alcuno (non preoccupatevi: produciamo cereali per la gastrite!), ma soffrire fa bene: dà la sensazione di non meritare altro dolore, altre tossine.
2) Fai colazione con i nostri cereali: ci mancherebbe! Ma devono essere i nostri, eh. Altrimenti esplodi.
3) Bevi tè verde: succo di limone, cereali, tè. Non ho capito da dove dovrebbero uscire le tossine. Forse si aspettano che trasmigrino per evaporazione.
4) Dedica mezz’ora a ogni pasto: ieri ho mangiato un’insalata di mare in 6 minuti. Era una porzione per tre persone, gelida di frigo. Per ogni forchettata, una fetta intera di pane in cassetta, senza masticare. Stamattina ho tossito e mi è uscito un tentacolo di polipo dal naso. Credo di non aver digerito.
5) Consuma ogni giorno almeno uno dei seguenti alimenti (segue lista): rimango a fissare allibito il curioso elenco: credo di non aver mai mangiato nessuno di quegli alimenti; alcuni nemmeno sapevo lo fossero. A mia parziale discolpa, però, vorrei far notare che uno di essi è il rosmarino. Mmm… me lo immagino proprio un bel pranzetto a base di rosmarino. Che cosa sarebbe, un secondo? Che c’è per cena? Rosmarino arrosto.
6) Bevi come minimo 8 bicchieri d’acqua: otto. Così. C’è gente che ha studiato una vita per stabilire con assoluta precisione il corretto numero di bicchieri d’acqua al giorno per smaltire le tossine. Otto. Pensate la soddisfazione dei ricercatori, dopo trent’anni a fare tentativi.
Scienziati: Signor presidente? Ce l’abbiamo fatta!
Presidente: avete scoperto la cura contro il cancro?
Scienziati: non ancora. Però abbiamo individuato quanti bicchieri d’acqu…
Presidente: click.
Otto precisi. Se ne bevi sette, muori.
7) Prima di lavarti strofina una spazzola sulla pelle asciutta: adesso chiamo e voglio che mi spieghino la correlazione tra le mie feci e la spazzolata alla schiena. Quale sarà il prossimo consiglio? Fai una capriola in soggiorno? Vai a messa tre volte al mese? Questo dovrebbe aiutarmi a cacare meglio? (alcuni credono che protegga anche contro il cancro al colon, in effetti)
8) Dedica almeno mezz’ora a te stessa: ah, eccolo qui! Il precetto che seguo per mio conto, senza saperlo. Almeno mezz’ora. Almeno. Quindi anche di più, volendo. Bene, bene… dunque, facendo un rapido calcolo al 20 settembre 2005, grossomodo, 28 x 365 x 24 x 60=… sì, dovrebbe essere giusto:
Finora, nella mia vita, ho dedicato a me stesso 14.716.800 minuti.
Quasi 15 milioni di minuti di puro, gioioso, indimenticabile cazzeggio.
Ah, che bello. Fanculo il rosmarino.
Ripongo la scatola di cereali, prendo una manciata di biscotti al cioccolato con scaglie di zabaione preparati con tuorlo d’uovo e fritti nel burro caldo, e mi abbuffo, mi strafogo, frantumando cibo a duecento all’ora, felice di essere al mondo.