La signora Clelia e la signora Maria
La signora Clelia e la signora Maria, sono amiche di lunga data.
Nonostante vivano nello stesso piccolo paese di campagna, a duecento metri l'una dall'altra, finiscono per sentirsi quasi esclusivamente al telefono.
Questo perché una delle due è sempre impossibilitata a muoversi.
Se la signora Clelia si è rimessa dal raffreddore, la signora Maria ha una caviglia storta.
Se la signora Maria ha sconfitto quel brutto virus intestinale, la signora Clelia ha i geloni ai piedi.
E così, anche d’estate, sempre al telefono, dove l’argomento di conversazione principale sono le malattie, i medici, e le cure.
E tutto viene trattato come fosse un campionato, come se i medici fossero giocatori professionisti da collezionare in figurine, e le malattie, terribili avversari da sbaragliare, mentre le cure, mirabolanti azioni acrobatiche, o tatticismi esasperati.
Signora Clelia: “come va quel tuo spasmo muscolare?”
Signora Maria: “Oh, sai. Ho provato con il Perizol Sulfacrato Ultra, me l’ha consigliato il dottor Zarilli.”
Signora Clelia: “Zarilli? Ma non è quello che viene dal Policlinico di Verona?”
Signora Maria: “Sì, proprio lui. Adesso sta all’ospedale maggiore di Lecce. Gli danno molti più soldi, e un posto macchina gratuito.”
Signora Clelia: “E’ bravo, Zarilli. Una volta avevo un po’ di scabbia, e lui me l’ha guarita con del Propilene Fast.”
Signora Maria: “Io non posso prenderlo, il Propilene Fast. Mi fa venire le piaghe da decubito in faccia.”
Signora Clelia: “Allora prova il Cortisan Plus. Ci vuole la ricetta, ma io ne ho cinque o sei scatole in cantina.”
E così, con il passare del tempo, la signora Clelia e la signora Maria si sono fatte una cultura. Conoscono tutti i farmaci esistenti, e si tengono costantemente informate sui nuovi prodotti, tanto che da loro non vanno i rappresentanti di pentole, a far dimostrazioni, né quelli di cosmetici. Da loro passano direttamente gli informatori farmaceutici.
Informatore: “signore, abbiamo oggi questa nuova crema al Butano. Fa passare le macchie della pelle, ed è anche un ottimo digestivo. Provatela.”
Queste sono le rare occasioni in cui la signora Clelia e la signora Maria si incontrano.
Per il resto, sempre al telefono, come vi ho detto.
Telefonate lunghe ore.
Vite raccontate, e mai realmente vissute.
Quando non parlano di melanomi e carcinomi, rimane ben poco, a stimolarle.
I posti che non vedranno mai, e che si raccontano l’un l’altra, per sentito dire.
I ristoranti tipici, dove si mangia dell’ottimo cinghiale, ma sempre troppo cari o pieni di spifferi, o camerieri maleducati.
E i pettegolezzi, chiaramente.
Le vite emozionanti e immorali dei compaesani, o dei personaggi famosi, sempre e comunque degli altri.
Vite disprezzabili, perché invise a dio, o piene di controindicazioni.
Vite che la signora Clelia e la signora Maria preferiscono rinchiudere in un cavo telefonico, sbirciandole attraverso un apparecchio, specie di sfera di cristallo del passato, per chi col passato riempie il futuro.
Mi chiedo se non abbiano qualche rimpianto.
Loro non possono sentire il mio dubbio.
Ma se potessero, so già che risposta mi darebbero:
Signora Clelia: “Rimpianto, figliolo?”
Signora Maria: “Prova col Tetrabenzanolo.”