Calcolo impreciso sulle possibilità di avere un futuro
27 anni.
Calcolando che la vita media gira sui 70, se tu fossi un essere umano medio, potresti dire con buona pace di essere neanche a metà del tuo cammino (ma più che cammino, la sensazione è come quando si viene inghiottiti dalle sabbie mobili).
Ma tu non sei un essere umano medio.
A volte, tipo quando mangi 750 grammi di yogurt, pur sapendo che ti cagherai addosso, fai spallucce, e poi ti caghi addosso, augurando la morte ai fermenti lattici vivi, ecco, lì non sei nemmeno un essere umano.
Ma un essere, quello sì.
È l’unità minima di esistenza.
Se poi ci metti le 30 sigarette al giorno, che poi, quando fumi d’inverno, non hai voglia di andare sul pianerettolo e così le sigarette, da 30 che sono, diventano almeno il doppio, per l’effetto serra. Quel po’ di vodka quanto basta, e che ogni volta, ha un grado meno. Le radiazioni elettromagnetiche, e la brutta abitudine di dormire con in bocca il cellulare. Tutta la carne di maiale, le uova, le lattine di coca cola come fossero chupa chups, i chupa chups, e la curiosa tendenza dei tuoi parenti a morire di morti orribili, ecco, dovresti arrivare a fatica ai 40 anni.
Salvo imprevisti.
La quasi assoluta mancanza di movimento, che grazie al cielo hai un metabolismo che brucia tutto, subito. Altrimenti saresti un ciccione ributtante che indossa taglie forti e beve caraffe di sanguinella sporca.
Calcola ora il buco nell’ozono e le guerre sante, le tendenza a pigiare un po’ troppo forte sul pedale, soprattutto nelle strade di paese, dove il marciapiede diventa un cordolo e i passanti, commissari di percorso. Mettici poi che quando prendi il sole in giardino, spesso ti dimentichi la crema solare. Che la torta al cacao del mulino bianco, la mangi tutta in meno di due colazioni. E che sì, è vero, bisognerebbe fare tanti piccoli pasti, durante la giornata, però una banana e una merendina e un vasetto di maionese, ecco, non lo chiameresti propriamente pasto, se avessi quel po’ di cervello.
Per cui, alla fine, probabilmente ti rimangono ancora sei o sette anni di vita.
Salvo imprevisti.
Ma come diceva quel tizio, la macchina perfetta è quella che si rompe un metro dopo il traguardo.
O era un metro prima?
Comunque sia, tenendo presente tutto questo, ecco la nuova direttrice:
Vai forte, in macchina. Pigia quel dannato pedale, scoda, sterza, sgomma, schioda, salta e schiaccia. Vai forte, figliolo. Più forte che puoi, perché quando sbatti, meglio non prendere botte intermedie, E se ti fai male, pensa che ti saresti fatto male comunque, in qualche altra occasione.
Fuma venti o trenta sigarette al giorno, bevi vodka, gin, lemon, grappa, birra e scotch. Meglio se tutti assieme.
Fai uso di sostanze stupefacenti, prendi eccitanti e tranquillanti, mischia bene in vaso di gerani, e bevi.
Mangia carne rossa sanguinolenta. Carne di maiale, di pollo, di vacca, di cavallo. Mangia tutto quello che si muove, anche se ti fa schifo il sapore. Se aumenti di peso, tagliati un braccio.
Abusa del tuo corpo, perché lui non si farà scrupoli, e abuserà di te, di quando in quando.
Mettilo sotto, mandalo in panne, in corto. Gioca in controtempo, prendi la morte in controbalzo.
Non pensare bene o male.
Non pensare, punto.
Non tenere a bada l’istinto. Eri una scimmia, tempo addietro. Non dimenticarlo.
E se un giorno qualcuno dovesse venire al tuo funerale, che sulla tua lapide sia scritto:
non piangete per me, ero già morto.