Resto al novantanove percento (se ne va). Al novantanove virgola novantanove percento (se ne va). Al novantanove virgola novantanove virgola novantanove percento (se ne va). Resto al cento percento (se ne va). Resto (se ne va). Forse me ne vado (se ne va). Forse me ne vado al mille percento. Al mille per mille. Al duemila per mille. È incedibile. Incedibilissimo. Ho un contratto fino al 2030 che rinnovo tutti i giorni quindi non vedo dove sia il problema. Insomma, (si ferma a metà della scaletta dell’aereo) basta con questa storia! Carletto non si tocca. Guai a chi mi tocca Carletto. Io e Carletto sentiamo queste voci e ridiamo. Kakà? Ah! Kakà. Come osate parlare di Kakà. Kakà resta. Sì, resta. Non ho mai detto che resta. L’ho detto? Non l’ho detto. Non ho mai detto che non l’ho detto (gli fanno vedere la registrazione). Non sono io. Non sei tu. Non è una registrazione. Preghiamo. Siete davvero seccanti con questa storia della realtà. Io ti ordino di diventare un coniglio! (non succede nulla). Sentite, vi ho detto che è incedibile. Kakà è il Milan. Carletto è il Milan. Pato è il Milan. Io sono il Milan (se ne vanno tutti). Mi sento l’allenatore del prossimo anno al cento percento (lo licenziano adesso). Non ci interessa (mentre gli fa un’ecocardio). Costa troppo (mentre esce dallo stadio a bordo di un panfilo installato su un rimorchio trainato da un cacciabombardiere dell’esercito). Sono incedibile (mentre palleggia davanti ai fotografi spagnoli). Non volevo andarmene ma non è colpa mia e non è colpa della società che mi ha venduto e non è colpa di quella che mi ha comprato, non è colpa di nessuno, nessuno voleva che accadesse questa tragedia, sono cose che capitano, sono scivolato su una buccia di banana e cadendo mi sono aggrappato a una penna e ho tirato una riga su un contratto di novantanove milioni di euro, tutto qui. Ma non è per i soldi. Non è mai per i soldi. Come osi pensare che sia per i soldi? Io appartengo a Gesù (Gesù l’ha ceduto nella notte allo Shaktar Donetzk). Al Milan devo tutto, ho pianto, giuro, ieri mi è uscita una lacrima dal sedere mentre defecavo sopra Milano mentre ero sul volo charter diretto al Bernabeu. Non dimenticherò mai i tifosi di quella squadra di prima. Quando le segnerò una tripletta non esulterò. È il codice d’onore di noi calciatori. Sono un professionista. Non bacerò la maglia. È un gesto istintivo. Mi stavo asciugando la bocca. Voglio diventare il capitano del Milan e chiudere la carriera qui. Voglio invecchiare al Milan. Non è per i soldi. È che sono uno che ha bisogno di stimoli ed è solo un caso che mi stimolino i soldi. Ma è per gli stimoli. Io volevo rimanere a giocare in serie B contro il Crotone. La serie B è l’unico trofeo che mi manca. Era nei miei obiettivi: campionato, champions, mondiale, pallone d’oro, battere il Crotone.