Addestramento di un cagnolino vergine
Il nuovo cucciolo di cane è identico al cane attualmente in carica (età umana stimata: quattrocentomila anni), cioè un pastore tedesco, il quale, mentre tutti giocavano e facevano le feste al nuovo cucciolo, si è fatto vedere in giro come a dire “ohi, sarei ancora vivo” (abbiamo provato a mettergli della paglia in bocca, ma la sputa).
Il nuovo cucciolo, appena uscito dall’uovo, ha cominciato a mordere tutto. Oggetti, caviglie, persone, se stesso. Inutile l’uso della forza: s’incazza. Nemmeno dirgli “no!” serve a granché, né altre cose come “basta”, “no, dai” o “ahia”. Il cane non sembra in nessun modo comprendere la nostra lingua.
Pessimo anche il metodo del biscotto inteso come riscatto, visto che l’animale ha abbastanza intelligenza da capire che devi essere tu l’ostaggio. Dare un biscotto al cane per farlo desistere fa sì che il cane ti morda non solo quando ha voglia di morderti, ma anche quando non ne ha voglia e invece ha fame, che nel suo caso è sempre. Scartato anche il metodo del cercare di non farsi mordere, fuggendo: il cane lo interpreta come un “dai, voglio giocare a farmi inseguire e poi farmi mordere le caviglie” - nella logica canina questo è divertente e sensato - quindi si agita, il liquido blu e il liquido rosso si mescolano e il cane esplode e diventa sensibilmente più agitato e incline a mordere più in profondità ogni tipo di tessuto umano.
Dicono che bisogna dirgli “bravo” quando fa una cosa giusta e “no!” quando ne fa una sbagliata. Mi hanno suggerito di dire “lascia!” pinzandogli le orecchie quando morde, per fargli mollare la presa, e “seduto!” per farlo sedere, subito seguito da “bravo” e/o da un croccantino, come premio. Poi ci sono “andiamo”, per farlo spostare, e “fermo!” per farlo fermare, altrimenti lui ti seguirebbe fino a letto, sotto le coperte, a morderti le chiappe tutta la notte. E comunque ci prova ugualmente e l’ho visto mordere il vetro verticale delle porte.
Ma tutti questi consigli non tengono conto della velocità con cui il cane agisce. Lui ti morde e tu “no!”, ma lui continua a morderti e tu intanto soffri e allora “no! no! no!” ma lui morde con maggior soddisfazione, poi ti viene in mente che ti hanno detto che il comando deve essere secco e unico, altrimenti perde efficacia, ma nessuno ti dice che cosa devi fare se il cane se ne strafrega. “No! Figlio di grandissima! NO!”. Nota: pessima idea chiamarlo Pentolino, a questo punto. Senti come suona? Pentoli-NO! Pentoli-NO! Siccome la bestiola memorizza solo le ultime sillabe di tutto quello che gli viene detto, quando mi morde e sente “no! no!” probabilmente pensa che stia facendo solo il tifo e che lo stia incitando a mordere più a fondo. Allora gli pinzo un orecchio e gli dico “lascia!” e lui lascia, sì, ma solo per mordermi la mano che lo pinza, e quindi: “No! Cazzo, no! Pentoli-NO!”. Un male boia, e il bastardo morde e intanto scodinzola, come fai ad avercela con lui? Prendo un croccantino per sfruttare il suo gastrocentrismo e finalmente lui molla tutto, in adorazione totale del cibo, e allora vorrei farlo sedere con un “seduto!” e, quando si siede, dargli il croccantino, poi dirgli “bravo!” e accarezzarlo, come premio, in modo da fissare il comando e da usare “seduto!” per staccarlo tutte le volte dalle caviglie e dalla mano, ma lui è già seduto, Dio buono, e io non ho altri comandi, dovrei farlo alzare e poi sedere in modo da potergli dire “bravo!”, ma se comincio a muovermi lui mi insegue e mi morde e siamo da capo e se gli do il croccantino troppo vicino al mordermi lui penserà che lo sto incitando e premiando per il fatto che mi sta mordendo e mi morderà con tutto l’amore e la gioia di cucciolo di cane che ha dentro.
Intanto lui continua a mordere. “No! No! Aaargh! No!!!”. “Seduto!”, si siede, “Bra…”, mi morde, “…vo! Ahi! No! Stron-ZO!”, lo pinzo e dico “lascia!”, ma non lascia, “seduto”, ma non si siede, “basta, ahi, ferma! Prendi un biscotto, toh!”, gli do il biscotto, lo mangia in tre millesimi di secondo, faccio un passo, mi è di nuovo addosso, da dietro, mi infilza il polpaccio. “Ma non ti va mai di fare altro?”, gli dico, e lui morde e sta zitto.
In effetti morde tutto, tutto il giorno. Penso che sia il diavolo. Ho chiesto lumi al veterinario e il veterinario, con la tipica faccia da veterinario, cioè quella di uno che una volta ha estratto un dente a un rinoceronte o che infila le mani dentro le mucche, mi ha guardato e mi ha sorriso, accarezzando Pentolino e brandendo una grossa siringa spaventacani (Pentolino, nel frattempo, buonissimo, immobile, coi boccoli e il saio).
“È perché gli stanno spuntando i dentini, povero caro”, mi ha detto. “È come un bambino piccolo”.
Pentolino ha annuito, io l’ho guardato sorridendo e lui ha strizzato gli occhietti come a dire facciamo i conti dopo.
“Allora gli starò alla larga quando arriva all’età puberale”, gli ho risposto, ma non so se ha capito.