Questo post è come un figlio
Bello perchè ti costruisci le gabbie e poi passi la tazza sulle sbarre, cantando il tuo lamento come se fossi vittima di un destino impietoso. Bello perchè dici che non te ne frega un cazzo di quel che pensa la gente, e poi stai al cinema in fila e ti cade una moneta e tu la raccogli come se raccogliere una moneta fosse una cazzata. Bello perchè ti credi un duro che fa la coda per la doccia al campeggio nella pineta, e uno davanti a te aspetta un altro tizio che si sta lavando, e questo esce e l’altro gli dice quanto poco ci metti a fare una doccia, e il tizio risponde che è solo una doccia e che ci vuole porco dio? Bello perchè tu pensi che per te una doccia al campeggio tra le piante e le persone, è come raccogliere una moneta che sembra lontana un chilometro. Oppure credi che ci sai fare, con le persone, e invece un giorno scopri che sono le persone, a saperci fare con te. Bello perchè una mattina ti svegli e senti come una specie di nostalgia per tutto quello che hai lasciato andare, e poi il mattino dopo ti svegli e senti nostalgia per la nostalgia del mattino prima, mentre le cose che hai lasciato andare, scrolli le spalle e ti sento stanco solamente. Bello anche che sei irresponsabile dove ci vuole responsabilità, e prudente dove c’è solo da scivolare. Oppure che guardi un musical e canti ubriaco ma dici che la musica è tutta uguale. Che la gente ti costruisce un ideale addosso, e tu costruisci la gente sulla base del tuo ideale. Poi quando vai a vedere rimani come deluso, e quello ti guarda e ti dice ma che cazzo ti aspettavi? Bello che l’anafora è come battere un pugile suonato, ma non troppo forte, perchè hai paura che vada al tappeto. Bello che per un secondo vedi oltre le sbarre, raccogli la moneta, ti fai la doccia e ci sai fare. Che poi ti svegli un giorno e non senti più niente. Come una colata di cemento che ti lascia respirare dalle mani. Come scrivere per sembrare affascinante, e dire che scrivi per sembrare affascinante perchè poi magari ti riesce pure, di fottere chi guarda e legge. Belle, belle davvero, tutte queste cose. Ma tu non sei quello che arriva a Manhattan con trentacinque dollari in tasca, e fa carriera. Tu non sei quello che pesta i pugni sulla scrivania dell’editore e gli dice che sei l’unico al mondo a poterlo fare. E no, tu non sei quello che rompe un bicchiere e poi paga da bere. Tu sei quello che arriva al massimo al bar della stazione. Quello che paga in euro perchè gli hanno tolto le lire. Quello che l’unica cosa pestata è la sua testa che tiene a stento le idee. Quello che mette assieme qualche frase presa a caso dal cervello, e poi fuma e si rilegge soddisfatto. Ma come ci si prende per il culo, non lo capisci neanche se te lo dici da solo.