domenica, 27 aprile 2008

Oral pro nobis

Questa mattina, durante la consueta lettura del catechismo, mi sono imbattuto nella parte che tratta della  castità (che io mi sono giocato a nove anni con un tubo di palline da tennis), delle offese alla castità, della castità tra fidanzati e dell’amore – se così si può chiamare - degli sposi, e ne ho dedotto che sono ormai quasi del tutto estinte le mie già flebili chance di entrare nel regno dei cieli. Ma sono preoccupato anche per i giovani, e intendo dire tutti quei giovani che sono stati confusi a suon di bizzarre teorie mistico-metafisiche e chissà come convinti a fare un non uso o un uso pervertito dei propri organi genitali.
Non starò qui a criticare l’idea che il sesso sia un peccato e che si debba farlo solo al fine di procreare, perché sarebbe come prendere a calci un bambino cieco su una sedia a rotelle senza ruote. D’istinto verrebbe da dire che non ha molto senso creare un essere con un arnese capace di scaricare settecento grammi di dopamina a botta (letteralmente) e poi dirgli che è la sua parte peggiore e che sarebbe alquanto spregevole usarla:

Dio: sai, Gerolamo, ho pensato di aggiungere all’uomo un pulsante per scariche dirette di dopamina purissima.
Gerolamo: molto generoso da parte sua, Signore. Questo potrebbe aiutarlo a sopportare meglio le avversità della vita.
Dio: certo. E ho pensato anche di mettere una legge che ne vieti l’uso.
Gerolamo: …
Dio: buahah! E senti questa: a un certo punto le cellule possono impazzire, produrre palline e ucciderlo dopo una tremenda agonia!
Gerolamo: temo che così si suicideranno tutti, Signore.
Dio: vietato anche quello! Ah ah… sarà uno spasso, vedrai.

Sono più interessato, invece, a come i cattolici, nel distinguere una sessualità buona da una cattiva, promuovano caratteristiche a dir poco inquietanti, come l’ordine e la tenerezza.
L’uso della coppia concettuale ordine-disordine, dal sapore marcatamente psichiatrico, rende difficile immaginare come dovrebbe essere un ordinato rapporto sessuale tra ordinati coniugi cattolici:

- tutto bene, cara?
- sì, grazie, continua pure.
- abbiamo quasi finito.
- molto bene.
- cara?
- sì, amore?
- pensi che sarebbe troppo disordinato spostare per un po’ la nostra unione nel tuo sedere?
- temo proprio di sì, amore.
- non che mi andasse.
- lo spero bene.

Vi sono altre attività umane dove l’ordine è molto importante. Ad esempio gli scacchi

- mano sinistra sul tuo culo, tesoro.
- mano destra sul tuo fianco, amore.
- mano destra sulle tette.
- lingua nel tuo orecchio.
- pene nella tua vagina.
- arrocco.

Anche la tenerezza esprime il rifiuto per il lato istintuale dell’uomo. Travolgente non è ordinato, passionale non è tenero. Il preservativo non è tenero. Però, a pensarci, non usarlo sarebbe disordinato. E più coinvolgente, no? Coinvolgente va bene? Coinvolgente ma non travolgente? Va beh. È risaputo che i cattolici si servono di una logica a cubo di Rubik, dove mettere a posto una faccia significa incasinare tutte le altre. Comunque l’idea che il sesso debba essere tenero mi fa venire i brividi:

- è bellissimo rimanere abbracciati per ore con te, caro.
- bellissimo.
- quando ci abbracciamo così non ho bisogno d’altro e sento le nostre anime che si fondono.
- anch’io sto fondendo.
- come dici?
- niente. Senti, che ne diresti di fare un gioco?
- uh, sì! Che gioco?
- un gioco.
- e come funziona?
- funziona che tu chiudi gli occhi, apri la bocca e io ci metto dentro una cosa e tu devi capire che cos’è succhiandola per una mezzora.
- …
- è facile.

Uno potrebbe pensare che tutto questo avviene prima del matrimonio, quando non bisogna sbilanciarsi. Cioè, no. Non riesco a immaginare una motivazione logica per questa cosa, ma facciamo finta. E invece, secondo loro, questo sarebbe il dopo, il sesso tenero e ordinato, dico. Prima c’è la continenza, ovvero abbracciarsi per anni facendosi venire probabilmente chilometri di erezioni inutili e senza nemmeno la possibilità di masturbarsi (mancava una pianta di peperoncino nel culo e il servizio era completo).
La continenza è proposta (con gaudio) come una prova. Come le dodici fatiche di Asterix, insomma, ma senza la pozione. In teoria due fidanzati dovrebbero stare per tutto il tempo del fidanzamento senza fare sesso. Si possono abbracciare ogni tanto, persino baciare (teneramente), ma niente fornicazione o che altro. Perché è una prova. Dopodiché si sposano e lei scoprirà non solo il reciproco rispetto, ma anche che lui aveva un pene grande quanto un omino dei Lego. Anche quella è una prova. Ci sta insieme cinquant’anni senza tradirlo e cercando di adoperare il minuscolo aggeggio, finalmente ce la fa, in qualche modo, e si consola con l’idea che almeno avrà un figlio, ma viene fuori che lui è sterile. Altra prova. Poi muore (prova), e c’è il paradiso e in paradiso niente sesso perché è come nei saloon, che si entra senza la pistola. Altra prova, stavolta infinita. E poi basta.
Alla luce di tutto questo, ho pensato di venire in aiuto ai giovani cattolici per aiutarli a capire meglio alcuni errori che commettono senza però rendersene conto, ma per ragioni di spazio non lo faccio adesso.

postato da chinaski77 alle ore 21:47 | link |

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