Cose da fare in caso di stupidità
Ma supponiamo che, magari in seguito a un’esplosione atomica, al morso di un ragno radioattivo o a un incidente di laboratorio, uno stupido capisca finalmente di esserlo. Certo: nel momento in cui lo stupido, dopo aver detto una di quelle cose che è solito dire, si rendesse conto di essere solito dire cazzate, sarebbe ipso facto un tantino più intelligente e allora da quel preciso momento eviterebbe di dirle, forse. E infatti questa rivelazione non è possibile (e no, i ragni radioattivi non esistono e, se mordono, le tele di ragno ti si formano nel cervello). Ecco, allora, che potrebbe essere utile qualche dritta per autodiagnosticarsi un’eventuale stupidità congenita (non ce n’è d’altro tipo).
Prima di tutto, occorre dire che, purtroppo, lo stupido ha opinioni. Il problema, però, non consiste nella qualità di tali opinioni, ma nel modo in cui lo stupido le formula e nel modo in cui poi le difende alla morte perché ci si identifica. Dire che “solo gli stupidi non cambiano idea” non è solo un bieco stratagemma ideato dagli intelligenti per convincere gli stupidi a cambiarla, ma è anche una necessità di vita, perché in mancanza di un’autosufficienza logica lo stupido ha bisogno di opinioni preconcette che gli garantiscano una personalità minima. Un’ altra verità ben conosciuta è che “la ragione si dà agli stupidi”: lo stupido intraprende qualsiasi discussione soltanto per avere ragione e questo fa di lui uno stupido. Anche la persona intelligente intraprende qualsiasi discussione soltanto per avere ragione, solo che non è stupida. La differenza è molto sottile e solo un non-stupido se ne può accorgere. Non accorgersi delle cose è invece tipico degli stupidi, così come non accorgersi del non accorgersi delle cose. In terzo luogo, lo stupido basa quasi tutto il proprio bagaglio di opinioni su proverbi, frasi fatte, più quello che sua madre o sua nonna gli hanno insegnato da piccolo, cosa di cui non sa rendersi conto, come di tutto il resto, del resto. E ancora: gli stupidi commettono una quantità sterminata di errori di calcolo. Quando si vuole prevedere qualcosa che preveda la reazione di un essere umano, occorre chiedersi come quell’essere umano potrebbe reagire a un determinato evento. Per farlo, bisogna riuscire a pensare come l’essere umano in questione, cosa peraltro piuttosto difficile. Lo stupido risolve il problema pensando che tutti pensino come pensa lui e si chiede, dunque, come reagirebbe lui a quel particolare evento, sbagliando. Infine, lo stupido crede in un’entità superiore (ma di poco) che ha creato tutto l’universo all’unico scopo di potergli permettere di passare la domenica pomeriggio in poltrona a guardare il gran premio di formula uno.