Cento modi di perdere a scacchi
Il pedone
Il pedone è lì pronto a morire e il pezzo ha un’anima suicida. Si pensi ad esempio alla promozione. Non c’è niente negli scacchi di più nobile ed eroico della promozione di pedone. Il pedone procede mano nella mano con qualche altro pedone suo amico per tutta la scacchiera, una mossa dopo l’altra, ogni due minuti rischia di essere trucidato, ma qualcuno alla fine resiste, entra nel territorio avversario, se la fa sotto, stringe i denti, arriva finalmente a destinazione e che cosa? Muore. Muore e scompare dal tavolo e finisce nella montagnola di cadaveri lì a fianco, lasciando il posto a un pezzo più importante (lo sono tutti). È un po’ come un giocatore di calcio che si fa tutto il campo scartando tutti i giocatori avversari, compreso il portiere, poi viene atterrato sul più bello e l’arbitro fischia il rigore. A quel punto l’allenatore lo sostituisce, entra un brasiliano, segna e poi fa il giro di campo con la Coppa del mondo. Oppure, allo stesso modo, è come fare una corte spietata alla donna di cui siete innamorati. La invitate a cena e lei accetta. La invitate a salire e lei accetta. La invitate a spogliarsi e lei accetta. Poi entra un vostro amico, vi butta giù dal terrazzo e se la scopa. E lei accetta.