The day after
“Ma no! Cosa fa?! Quella è la mia sedia!
Prof. di Storia Moderna
E così, ieri mi sono laureato, per cui questo dev’essere uno di quei momenti in cui il blog appare nella sua più nitida essenza, ovvero in quanto diario personale dove parlo di me stesso e delle cose che mi succedono. In ogni caso, si tratta certamente di un post commemorativo, uno di quelli che scrivo per quando sarò vecchio, anche se quando sarò vecchio non ci sarà più Internet ma una cosa attualmente inimmaginabile chiamata Sgobliz o qualcosa del genere.
Comunque sia.
So che adesso le università sono cambiate e ci sono 76 esami in tre anni e gli studenti di facoltà umanistiche vengono e ti dicono quanto è dura, perché questo mese devono preparare ben “sei esami!”, ma poi, a dirla tutta, sono “sei esami!” da “sessanta pagine!” l’uno, quindi, ecco, visto che quando mi sono iscritto io il centravanti della nazionale di calcio era Pierluigi Casiraghi, gli esami di filosofia sono solo 19. Il che va bene, voglio dire, visto che li sto per elencare in ordine sparso, scegliendo per ciascuno il momento più significativo. Si tratta di esami tutti passati, anche quando non sembra.
#1 “Lei mi mette in una situazione difficile”.
#2 “Sì, ma Aristotele va saputo…”
#3 “Contento lei…”
#4 “Lei è un impunito.”
#5 “Secondo me qui dovrebbe modificare la risposta” (Chinaski non modifica la risposta. La risposta di Chinaski è sbagliata).
#6 “Le tolgo due punti perché non ha frequentato”.
#7 Chinaski si finge religioso e molto devoto per ingraziarsi il professore.
#8 “Fermiamoci qui prima che succedano dei disastri.”
#9 “Complimenti.”
#10 “Non si può fare l'università così.”
#11 “Contento lei...”
#12 Chinaski si fa una domanda e poi non sa rispondere.
#13 Chinaski si finge attivista politico per ingraziarsi il professore.
#14 “Ma nessuno di noi è Goethe, giusto?" (tutti ridono, tranne Chinaski).
#15 (Ridendo di gusto per una serie di battute) “Ah ah… non mi faccia ridere, la prego!”
#16 (Serio) “Non mi faccia ridere, la prego.”
#17 Chinaski va dai frati spacciandosi per uno studioso di Sant’Agostino per accedere ai testi di Sant’Agostino. I frati non se la bevono e lo cacciano.
#18 “È già finito?”
#19 “Ma no! Cosa fa?! Quella è la mia sedia!”
Dopodichè, i necessari ringraziamenti per chi ieri è stato lì a impedire che me la battessi:
Ema: non basterebbe un blog, onestamente. Limitandomi al caso specifico e immediato: per avermi tranquillizzato, agitandosi per tutti e due e anche per un numero imprecisato di altre persone, facendomi così credere di non essere io quello nei guai fino al collo, ma lei. La sua agitazione è cresciuta esponenzialmente fino a farle perdere i sensi intorno alle ore 16, ovvero cinque minuti prima che mi chiamassero, per poi recuperarli cinque minuti dopo la fine della seduta.
Smeriglia: per aver indossato la mia giacca lungo i tragitti, per avermi tranquillizzato trascorrendo tutta l’attesa gironzolando per l’università e fotografando dettagli di muri e lapidi da usare come sfondo per il desktop del suo nuovo portatile e per avermi dato preziosi consigli, come: “perché non entri e durante il discorso ti fotografi da solo con il cellulare?”.
Ragazza di Smeriglia: per aver abbandonato il suo lavoro di controllore del cosmo e per avermi fatto un servizio fotografico completo, sin da quattro ore prima e sino a quattro ore dopo la discussione, registrando accuratamente il degrado psico-fisico del sottoscritto, fotografandomi fin dentro i buchi del naso.
Genitori di Chinaski: per essersi complimentati con se stessi, invece di farmi i complimenti, ricordando forse un mio vecchio discorso sul fare finta di avere un figlio handicappato. Per la tenacia, dicono loro.