giovedì, 09 agosto 2007

Dei delitti del pene

Secondo un recente studio che mi sono inventato, il trenta percento dei preti ha cercato o pensato di abusare di un minorenne, di un maggiorenne o di entrambi contemporaneamente, il sessanta percento ha avuto rapporti sessuali con organismi bipedi e quadrupedi consenzienti, mentre tutti quanti si masturbano regolarmente, specie nel confessionale:

Donna: e ho fatto sesso con il mio ragazzo.
Prete: uhm, capisco. Davanti o dietro?
Donna: ma…
Prete: mi serve per calcolare la penitenza.

È risaputo, però, che secondo il regolamento interno della religione cristiana, in nessun caso i preti dovrebbero fare uso del proprio pene a scopi libidinosi o carnali, e poco importa se la maggior parte di essi sostiene di provare un vago senso di disgusto quando, vedendolo lì con gli occhi chiusi e la bocca aperta in attesa di ricevere il sacramento, penetra oralmente il proprio chierichetto.
La Chiesa, d’altro canto, pur stigmatizzando simili comportamenti, non è mai intervenuta con la forza e la decisione necessarie, limitandosi a dire che, per quanto riguarda gli abusi sui minorenni, forse certi sacerdoti hanno applicato con eccessivo zelo il famoso ‘lasciate che i pargoli vengano a me’ (tanto che si è pensato di cambiare la traduzione del passo in ‘lasciate che i pargoli giungano a me con le proprie gambe o con un qualsiasi altro mezzo di locomozione’).
Personalmente non sono molto indignato o stupito dalle pratiche sessuali dei preti, prima di tutto perché combinano quotidianamente guai notevolmente peggiori predicando ogni genere di scemenza e, in secondo luogo, perché alla fine sono uomini come tutti gli altri, dotati di istinti come tutti gli altri e capaci di commettere qualsiasi schifezza – e non – come tutti gli altri. Ne faccio più un problema di coerenza, diciamo, nel senso che se mi vieni a dire che non dovrei fare sesso prima del matrimonio, poi non ti puoi scopare mio figlio. A meno che tu e mio figlio non siate sposati, intendo. Così, pensando e ripensando a tutte queste cose, mi è venuta in mente una soluzione niente male, ovvero logica ed efficace: siccome per diventare prete occorre una forte vocazione; siccome diventare prete significa non sposarsi più e soprattutto rinunciare per sempre ai piaceri della carne; siccome diventare prete significa quasi sempre venire a contatto con minorenni innocenti e indifesi, e siccome coi minorenni innocenti e indifesi va spesso a finire malissimo, ho pensato che la cosa più sicura e naturale, quella che accontenterebbe tutti indistintamente, è castrarli (non i minorenni). Proprio così. Vuoi davvero diventare prete e dedicare la tua vita a Dio e alla misericordia? Allora hai un pene in eccedenza.
In questo modo, inoltre, riusciremmo anche a capire chi ha davvero la vocazione:

Commissione teologica: allora lei vuole prendere i voti.
Uomo (con sguardo sognante): oh, sì!
Commissione: non le dispiace non sposarsi, non metter su famiglia, non portare i bambini al…
Uomo (felice): no.
Commissione: ma… non le interessa nemmeno il sesso?
Uomo (estatico): penso solo a Dio!
Commissione: bravo. Allora ci vediamo martedì mattina per l’evirazione.
Uomo (vomitando la colazione ma tenendo tutto in bocca): uhmb
Commissione: problemi?
Uomo (mostrando il pollice alzato): mno…

Ovviamente lo stesso rimedio andrebbe a poco a poco applicato anche ai credenti, magari rendendolo inizialmente facoltativo: ti sposi, fai sesso una volta sola per riprodurti, poi vai nella tua parrocchia e ti fai evirare dal tuo prete con un tosaerba. Al che, torni a casa e se tua moglie è incinta, bene, altrimenti si vede che Dio non ti voleva moltiplicare.
Tuttavia, per quanto queste soluzioni siano tutte buone, applicabili e coerenti, ho il sospetto che l’unica possibilità di vederle realizzate la si avrebbe se venisse trovata qualche precisa disposizione nella bibbia. E forse, a pensarci, è stato davvero così, ma i compositori del testo sacro hanno probabilmente pensato a un refuso:

Sofronio: uh, Gerolamo, guarda qui.
Gerolamo: cosa?
Sofronio: questo passo che dice ‘tutti i figli di Dio, dopo il primogenito, devono recidersi immediatamente il pene. Se il primogenito non nasce dopo il primo congiungimento carnale, il pene va reciso egualmente e dato in pasto alle nutrie’.
Gerolamo: uhm. Fa un po’ vedere.

Sofronio passa il papiro a Gerolamo. Gerolamo lo mangia.

Gerolamo: ce ne sono altri?
Sofronio: ci sono quelli incisi su pietra.
Gerolamo: da’ qua.

postato da chinaski77 alle ore 14:50 | link |

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