venerdì, 24 aprile 2009

Mike Bongiorno

Ad esempio quando io morirò sarà un fatto abbastanza grave e l’unica consolazione che ho trovato sinora è che non mi dovrò anche seppellire. Per il resto sono abituato che accendo il televisore, metto sul telegiornale e lì assisto terrorizzato all’incessante elenco di catastrofi d’ogni tipo. No, non è vero, non sono terrorizzato. Mentre dei tizi senza scarpe con asciugamani arrotolati in testa sparano missili terra-aria in faccia ad altri tizi poveri disgraziati che poi piangono e digrignano i denti e risparano a loro volta, io taglio la mia bistecca.
Le cose gravi della televisione sbattono contro lo schermo e rimbalzano via per sempre.
Avevano detto che sarebbe arrivata la nuvola radioattiva assassina di Chernobyl e che ci avrebbe ammazzato tutti, ma non è mai arrivata. Mi ricordo bene quando il telegiornale ha mostrato un alone che avrebbe sorvolato la mia casa, come facevano sempre le nuvole, solo che fino a quel giorno tutte le nuvole erano venute dalla direzione opposta e non erano mai state lampeggianti fucsia. Sono uscito di fuori a giocare a pallone e ho guardato il cielo e mi sono detto che, niente paura, quand’avessi visto l’alone sarei rientrato, proprio come con le nuvole. Nessuno mi ha mai spiegato né prima né dopo che l’alone fucsia era solo un artificio grafico del telegiornale per spiegare un fenomeno fondamentalmente invisibile, e adesso posso accendere la televisione senza telecomando.
Avevano detto che sarebbe arrivata la Sars. Neanche due giorni ed ero a letto con una severa difficoltà respiratoria acuta e due preoccupanti occhi a mandorla. Avevo la febbre. Avevo la tosse. Avevo la letargia (non se n’è mai più andata). Avevo la diarrea. Ho chiamato il medico sapendo già il responso e mi vedevo in quarantena, primo caso in Italia, spregevole untore della nazione tutta. Il medico mi ha detto che non avevo niente e che doveva andarsene perché aveva altri quindicimila casi di Sars da vedere, giù in paese.
Poi avevano detto che sarebbe arrivata l’aviaria. Mi ricordo bene la stima di 150.000-200.00 vittime, come se far ballare cinquantamila vittime avanti indietro fosse roba da niente. Ora a qualcuno sembrerà una storia inventata, ma andate a controllare. 150.000-200.000 vittime. Non è più morto neanche il pollame.
Al massimo, alla fine, c’è una leggera sovrapposizione, questo sì, come quando tanti anni fa è piovuto per un mese filato, un mese filato di acqua battente incazzata nera, e a tutti sono venute le pupille strette per la consuetudine al cielo grigio e alle nuvole, e un giorno è arrivata la voce che il fiume era uscito, che chi era di là rimaneva di là e chi era di qua, di qua.
Qui dove sono io il fiume divide noi emiliani dai lombardi. Quando esce il fiume, ogni volta che esce il fiume, l’acqua va giù dalla parte dei lombardi, solo dalla parte dei lombardi, almeno qui da noi. Jisus è lombarda di origine e mio padre è emiliano e noi siamo nati e viviamo nella parte emiliana e ci sentiamo emiliani, anche Jisus è costretta a suon di scudisciate a sentirsi emiliana e a dire che si sente emiliana e a cantare l’inno emiliano tutte le mattine, anche se io so che lei è rimasta lombarda dentro, che quando è sola telefona ai suoi parenti lombardi e parlano in lombardo stretto senza capirsi nemmeno tra di loro e tramano chissà quale complotto alle spalle del popolo emiliano.
Quella volta, come tutte le volte, noi emiliani siamo andati sul lato emiliano a vedere i lombardi sul lato lombardo inondato che lavoravano di bestemmie e di secchio, e io, mentre Ii guardavo,  ho guardato anche il Padre e ho guardato Jisus e ho detto che “l’acqua sa dove deve andare”, solo questo, mentre loro non mi hanno guardato e non hanno detto niente.
Tornati a casa, accesa la televisione, la cosa grave del telegiornale era la stessa che avevamo visto noi poche ore prima, le stesse immagini, lo stesso ponte, la stessa gente, e il giorno dopo un parente lombardo di Jisus è arrivato a casa nostra alle tre del pomeriggio, tutto sporco di fango, ha buttato il suo cappotto bagnato sul tavolino del soggiorno, si è acceso una sigaretta e ha sibilato in dialetto lombardo un comprensibile vaffanculo.
Lì è stato il momento in cui lo schermo televisivo si è incrinato e ha lasciato passare di qua quello che era sempre stato di là. Non che io considerassi il problema del tizio lombardo un mio problema, è chiaro. Però mi ha fatto lo stesso effetto di veder entrare in casa mia, senza preavviso, in smoking e tutto, Mike Bongiorno. Vederlo entrare e vederlo che si butta sul divano, si sgancia due bottoni e la pancera, si toglie la parrucca e sospira un vaffanculo.
Mike Bongiorno, cazzo. Chi l’avrebbe mai detto?

chinaski77 alle ore 09:36 | link |
lunedì, 20 aprile 2009

Siamo sopra e manca un minuto

Ah, beh, da tre settimane Ristorantopoli è nella Top10 dei più venduti su Ibs, reparto cucina, casa e biscotti, il che vuol dire che siamo andati vicino a prendere o forse possiamo ancora prendere Rosanna Lambertucci. Siamo stati anche terzi, ma poi è venuta su gente come Bigazzi e, insomma, mi sa che tutti guardano me e Ristorantopoli e pensano ma chi cazzo sono questi, soprattutto considerando che noi non vendiamo ricette e non insegniamo come far addormentare (per sempre) bambini o come diventare magri (ma che ci vuole, poi? Ecco dieci infallibili metodi per diventare magri: 1) smettere di mangiare; 2) invertire il senso di utilizzo dell’apparato digerente; 3) introdurre il cibo non in bocca ma nelle orecchie; 3) mangiare solo libri per dimagrire; 4) andare in Zimbabwe e bere molta acqua (o anche niente);  5) fare sesso con molte prostitute seguendo scrupolosamente le direttive della Chiesa in fatto di contraccezione, 6) laurearsi in filosofia; 7) poi voler fare lo scrittore; 8) leggere Ristorantopoli; 9) dormire su un tapis roulant; 10) invitare a cena il Bortecca).
Nel frattempo, il sempre meno meno noto blogger Woland ha scritto una lusinghiera recensione del libro, se non ho capito male paragonandomi a David Foster Wallace, che starà rullando nella tomba come una stecca di calcio-balilla. Chi volesse farmi pervenire recensioni lusinghiere o anche così così può farlo e io raccoglierò il tutto in un futuro spazio dedicato alla mia vita, alle mie opere e a tutte le mie memorabili imprese. Le recensioni negative, invece, mi devono essere ugualmente spedite, ma verranno condotte in uno spazio segreto e fatte brillare.



[nella foto, la preoccupazione di Rosanna Lambertucci]
chinaski77 alle ore 09:25 | link |
giovedì, 16 aprile 2009

Gravidanza isterica

Sarà l’età, ma ormai il pensiero di cose riguardanti un mio eventuale futuro figlio è una costante, e devo dire che mi impegna così tanto che facciamo che mi farò bastare giusto il pensiero.
Ad esempio ho pensato a come mi comporterò quando Pompelmo tornerà a casa e puzzerà di fumo, puzzerà di alcol, avrà del rossetto sulla guancia e, completamente avvolto in un tappeto persiano, cercherà di convincermi che è stato solo al cinema però vomitandosi nel frattempo manciate di smarties nel colletto della camicia.
Ora, io non sono tanto preoccupato dal fatto che Pompelmo fumi o beva o faccia uso di sostanze stupefacenti, perché la vita mi ha insegnato che non c’è modo di fermare le idee stronze che vengono a un adolescente e che se cerchi di fermarle lui penserà che per qualche motivo sono importanti per la sua auto-affermazione e non ci sarà più modo di farlo smettere anche quando lui sarebbe il primo a volerlo fare. Quello che mi preoccupa, invece, quello che, se ci penso, mi fa venire una specie di formicolio alla schiena per l’incazzatura, è che quel piccolo sottosviluppato possa davvero pensare di fregarmi. Voglio dire, fregare me, ah.
So bene che non è un pensiero realistico, che “un padre poi non si preoccupa di questo ma della salute e della morale e dello sviluppo”, però, insomma, mettiamo che fumi, no? Mi spiacerebbe molto vedere che mio figlio ogni venti minuti si incide irrimediabilmente il Dna con quattromila sostanze cancerogene sintetiche (se usasse catrame biologico, almeno) e di sicuro cercherei di spiegargli tutto quello che penso adesso del fumo, magari tacendo che ho fumato per quindici anni e che a nove raccattavo mozziconi di sigaretta dai marciapiedi, però non sarei arrabbiato, non avrei il formicolio, sarei forse, non so, dispiaciuto.
Invece, se penso che Pompelmo torna a casa e ha qualche segno distintivo di chi ha fumato e io me ne accorgo e glielo dico e lui cerca di fottermi con qualche patetico ragionamento adolescenziale o rifilandomi qualche balla imbevibile o non so che altro, ecco, questo mi fa incazzare parecchio. Quello che sta succedendo o potrebbe succedere al suo Dna è davvero il mio ultimo pensiero.
Dunque consiglio vivamente a Pompelmo di non fare il furbo con uno come me, perché io sono esattamente il tipo di persona che può stare sul divano a grattarsi la pancia fregandosene di dove va, con chi va e cosa fa, ma se per caso mi trascina in una guerra dove è  in gioco il riconoscimento della maggiore intelligenza o furbizia, allora la pigrizia e la rilassatezza scompaiono e divento capace di tutto. Di tutto. Sono capace di spendere dei soldi per mettergli alle costole un investigatore privato. Sono capace di essere io l’investigatore privato, di pedinarlo, di fotografarlo, di mettermi una parrucca bionda ed essere io la bionda che cerca di portarsi sul sedile posteriore della macchina, che quando mi infilerà la lingua in bocca io mi toglierò la parrucca e gli dirò “ah! Hai fumato, brutto bastardo, ti ho beccato” e lui dirà “papà! Che schifo!”  e io dirò “e hai pure baciato un uomo, pervertito!” e lui, non so, a quel punto dovrà ammettere di avere un papà fottutamente scaltro. Sono capace di tendergli delle trappole che neanche s’immagina e se devo essere sincero non vedo l’ora.
Quando avrò saputo tutto quello che c’è da sapere su quello che lui ha fatto quand’era fuori, lo aspetterò a casa. Svuoterò il soggiorno dei mobili e lascerò solo un grosso tavolone centrale da dodici e lo farò entrare e lo farò sedere e gli chiederò di dirmi minuziosamente tutto quello che ha fatto, pronto a smascherarlo al primo passo falso:

-    dove sei stato oggi pomeriggio, Pompelmo?
-    ehm, al cinema.
-    al cinema.
-    sì.
-    a vedere?
-    a vedere Bowler.
-    ah, bello.
-    l’hai… l’hai visto anche tu?
-    visto? L’ho diretto.
-    …
-    allora? Ti è piaciuto?
-    …sì.
-    qualche commento?
-    …no… cioè… bello.
-    ok. Ti vedo un po’ agitato, rilassati. Senti, dopo il cinema?
-    sono stato da Michele.
-    ah, Michele…
-    sì.
-    questo Michele?!
-    oddio!
-    ehm… ciao, Pompelmo.
-    ciao, Michele…. che cazzo ci fai qui?
-    eh, no, niente… tuo padre mi ha, diciamo, preso e allora…
-    allora non sei stato con Michele, Pompy.
-    eh? Ah, nooo… ma io dicevo non questo Michele.
-    e che Michele dicevi, figliolo?
-    Michele Panzarini.
-    ma ho anche lui, cosa credi? Eccolo qui.
-    oh.
-    Pompy…
-    Michele…
-    Ci siamo tutti. Allora, Pompelmo, ti ripeto la domanda: dopo il cinema?
-    Sono stato…
-    Intanto non ti spiacerà se Michele ti prende un campione di sangue, vero?

No, non c’è davvero modo di fottermi, Pompelmo. Te lo dico ancora prima che tu venga al mondo.
Il fatto è che mentre  io sarò lì a fare gli esami del sangue a Pompelmo per vedere se si è drogato, lui dentro di sé riderà di me e penserà a quant’è stato bello indossare quei polli morti o giocare a sbriciolanziani, perché la regola generale dice che un genitore, quando cerca di difendere suo figlio da un pericolo, manca sempre il bersaglio, e questo perché i due mondi non coincidono.
Quand’ero giovane (più giovane), Jisus era preoccupata che al liceo non studiassi (ho scelto una trasgressione blanda perché so che Jisus legge il mio blog e non potrei dire della droga e degli omicidi e delle testate nucleari, ma ero un vero duro, credetemi) e non immaginava quanto la sua preoccupazione fosse distante dalla preoccupazione che avrebbe dovuto avere, cioè lei temeva che io non studiassi e che poi mi interrogassero e che mi mettessero un brutto voto, ad esempio in geografia astronomica, ma non c’era da aver paura, Jisus, perché io non ero nemmeno a scuola, in quinta ho saltato tutte le lezioni di geografia astronomica da novembre a giugno, grazie alla magica firma da neomaggiorenne sul libretto delle assenze! Mi veniva il raffreddore il martedì, guarivo il mercoledì, giovedì stavo bene, poi ricaduta il venerdì, il martedì dopo arrivavo con un’ora di ritardo perché avevo forato, il venerdì successivo avevo un accesso di scorbuto. Il professore di geografia astronomica, poi, era convinto che io fossi un altro, anche se io non ero diventato l’altro e perciò non ho idea di chi pensava che io fossi e non so bene a chi abbiano messo il mio 4 perpetuo, quell’anno, ma a me non ha detto mai niente nessuno.
chinaski77 alle ore 07:57 | link |
venerdì, 10 aprile 2009

Drunk bloggers meet drunker books



Il noto libro Ristorantopoli mostra una copia del noto blogger Livefast (clicca sulla foto se sei proprio sicuro di volerla ingrandire).

Errata corrige suggerita dal meno noto blogger Woland in una mail con oggetto "Ma porco di quel":

Il noto libro Ristorantopoli, proprietario di Woland, mostra una copia del noto blogger Livefast, che non è posseduto dal libro ma vi sosta solo nelle vicinanze.
chinaski77 alle ore 10:34 | link |
lunedì, 06 aprile 2009

Belle pensate

Oggi mi è sembrata una buona idea andare sul blog di Grazia al cospetto di non so quante donne e mettermi a parlare di cose come istinto di maternità e quanto sarebbe bello non fare figli. La stessa cosa dovrebbe succedere martedì e venerdì, ma cambieranno gli argomenti, sempre che io abbia ancora i polpastrelli.
chinaski77 alle ore 13:19 | link |

mail
hcchinaski77@gmail.com
link
comablog
arkmode
cloridrato di sviluppina
peggiore
bandini
controkarma
il mio libro


Ristorantopoli
leggo


la mia libreria su anobii


Ristorantopoli su anobii
best of
ho scritto un libro
Chinaski alla radio
hoc est sim sala bim
mike bongiorno
arripati d’joucu
consigliami un libro
il blog ansiolitico
no, prego
wololo
soglia, mezza soglia, soglia marina
uh,uh
non c'è gioia nel mio pad
cose più alte
la signora Maccellow
tutto ok a parte le ruote
i nuovi arrivatei
genealogia fallimentare
la montagna dei culi rotti
oh, sob
non riesco a capire quale sia la vagina
morte di un blogger metropolitano
la signora Clelia e la signora Maria
diritto di recesso
campioni del mondo
come ti senti?
fumare è pericoloso
e questo lo chiamiamo teologo
questo post è come un figlio
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mai dire quando si laurea Chinaski
si è laureato Chinaski
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