venerdì, 26 dicembre 2008

Regali troppo, troppo azzeccati

Venticinque anni fa io avevo sei anni e la mia famiglia, come credo molte altre famiglie, aveva un Atari, un Atari con molti giochi, e anche se il bambino di sei anni ero io, ricordo che l’Atari era quasi sempre occupato da mio padre - un uomo che non ama giocare e che non ama i videogiochi, né i computer, né insomma la tecnologia in generale – che per qualche motivo a me tutt’ora ignoto aveva una completa fissa per un unico gioco in particolare: Miss Pacman. Cioè in casa nostra Pacman non se l’è mai filato nessuno, non l’abbiamo mai neanche visto e non vogliamo vederlo, mentre Miss Pacman, che credo sia la moglie o la fidanzata o la sorella di Pacman (esteticamente è uguale solo che ha un fiocco in testa), bene, Miss Pacman è diventata una vera e propria leggenda, una cosa che ogni tanto uno tira fuori e tutti diventano malinconici e sospirano con gli occhi lucidi. Proprio così. “Ti ricordi Miss Pacman?”, e giù con gli occhi lucidi.
Venticinque anni dopo, allora, mi viene in mente che per Natale a mio padre potrei regalare Miss Pacman. Uno pensa una cosa così e si immagina di regalare un sorriso a una persona, magari anche più di un sorriso e basta, e io sono il tipo che ama fare i regali molto più che riceverli, sono proprio una persona speciale, cazzo, perciò mi sono documentato e mi sono messo a cercare e ho scoperto che c’è un sito che li vende ancora, gli Atari, compresi i giochi e i joystick e gli attacchi per i televisori moderni (i televisori moderni). Prezzo abbastanza alto, per un sorriso, però, insomma. Anche su Ebay naturalmente c’era qualcosa, ma ho un problema con l’usato e mi sono detto “e se poi non funziona bene? Cioè, venticinque anni di console, dio bono, magari mi arriva un carter di Atari con dentro, che ne so, un ratto, e mi prendo la toxoplasmosi o che”, insomma, le cose che pensano tutti, e allora alla fine mi è venuta l’idea degli emulatori, che forse era da subito la più ovvia ed economica (9 euro per un joypad): scarico l’emulatore, scarico Miss Pacman, attacco il portatile alla televisione e ricreo perfettamente per mio padre la situazione di venticinque anni fa, con la piccola differenza che mio padre non ha mai visto e sono sicuro che non avrebbe mai voluto vedere un joypad in vita sua, ma va beh, alla fine si impara.
A Natale allora gli impacchetto il telecomando della sua televisione e glielo metto sotto l’albero. Per qualche strano motivo di corrispondenza telepatica o che cosa, mio padre appena vede il pacchettino punta il dito e dice “cos’è quel salsicciotto?”. Io cerco di depistarlo verso un altro pacco ma niente, vuole proprio il salsicciotto, dunque lo prende, lo scarta, vede il telecomando della sua televisione e ci rimane male, proprio male, mi guarda con una faccia che mi fa capire che non m’insulta solo perché sono suo figlio ed è contemporaneamente Natale,  ma va da sé che l’insulto arriva lo stesso. “Accendila, no?”, gli dico. Lui non capisce ma si siede sul divano, accende la televisione, poco convinto, e, dopo venticinque anni, gli riappare questo:





Qui succede qualcosa. Mio padre apre impercettibilmente la bocca e produce un suono soffuso che potrebbe essere e che somiglia molto a un “no...” del tipo “non è possibile” o “non ci credo”, il che va di molto oltre ogni mia più rosea aspettativa. Sconvolto è la parola. Gli passo il joypad e lui prende il joypad senza nemmeno chiedersi cosa sia un joypad, si carica nel cervello all’istante tipo Matrix il libretto d’istruzioni di come si usa un joypad e la storia dell’evoluzione delle periferiche dal 1960 a oggi, pigia un tasto e comincia immediatamente a giocare a Miss Pacman e da quel momento l’abbiamo perso, ha staccato orecchie, occhi, naso e tutto e non ha fatto altro che giocare a Miss Pacman come un ossesso, senza aver mai più richiuso completamente la bocca, non ha più smesso fatta eccezione per un rapido pranzo natalizio durante il quale si lamentava per la scarsa precisione del joypad e per il suo non riuscire ad arrivare allo schermo della banana. Venticinque anni di voglia arretrata di giocare a Miss Pacman, venticinque anni con il ricordo di un unico, grande, ineguagliabile divertimento, venticinque anni di occhi lucidi e sospiri, ecco, li ha recuperati in un giorno. Ho descritto il fenomeno a Smeriglia e Smeriglia dice che non c’è da stupirsi e che non c’è niente da fare, perché Miss Pacman è la più perfetta incarnazione della Volontà Schopenhaueriana.
Verso sera, vado da Jisus. Jisus sta affettando nervosamente delle zucchine.

- sai dirmi dov’è tuo padre?
- tecnicamente…
- adesso basta. Vado a staccarlo da quel coso.
- ma è Natale, dai.
- no, basta. Rivoglio mio marito.

Così dicendo lascia la stanza e poi cominciano a passare i minuti e lei non torna, al che decido di andare a vedere, pensando che, non so, forse lei gli ha intimato di lasciare Miss Pacman e lui ha detto “no!”, o lei gli ha detto “scegli: o me o Miss Pacman” e naturalmente lui deve aver detto “Miss Pacman!” e allora lei lo ha strozzato, sì, lo ha strozzato con il filo del joypad, perché c’è troppo silenzio ed è passato troppo tempo e lui era davvero troppo, troppo ipnotizzato e fulminato da Miss Pacman per averle dato ascolto, ed è tutta colpa mia, e allora vado a vedere, dicevo, aspettandomi qualche scena raccapricciante che avrei fatto una fatica boia a spiegare e a rendere plausibile agli occhi della scientifica, soprattutto per il movente, e invece li trovo entrambi davanti al televisore, che si divertono come matti, Jisus che gioca e mio padre che le fa tipo da allenatore dicendole con la massima serietà e professionalità che deve aspettare i fantasmini prima di mangiare la Forza e, niente, lunedì mi compro un nuovo portatile.
chinaski77 alle ore 08:27 | link |
martedì, 23 dicembre 2008

Come diventare il mio cane - Concorso


lbrA febbraio ci saranno gli ottavi di Champions League e tra poco è Natale, perciò (?) chi azzecca i risultati precisi dell’eliminazione dell’Inter contro il Manchester United vincerà una copia dell’ormai introvabile e ricercatissimo “Come diventare il mio cane”, opera mai troppo elogiata del mai troppo elogiato autore di questo mai troppo elogiato blog, e in particolare una copia autografata da Jisus, che ormai tutti conoscono e amano.
Le regole sono poche e semplici e in parte sono già state espresse nei commenti del post precedente. Comunque le esplicito meglio:

Regolamento

1. Il pronostico va lasciato nei commenti a questo post o spedito via mail o tramite volatile ammaestrato entro il 1 febbraio 2009 e andrà ad aggiungersi ai pronostici già pervenuti nei giorni scorsi. Farà fede la mia opinione.

2. Il pronostico deve essere un pronostico che comporti l’eliminazione dell’Inter. Possono partecipare anche i tifosi dell’Inter, naturalmente, sempre che non siano tifosi che prendono così sul serio il fatto di tifare per dei milionari in mutadoni che se ne strasbattono di loro e di quel che fanno o che pensano e se vivono o muoiono, da lasciarsi stizzire per così poco. Comunque hanno tutto il diritto di lasciarsi stizzire e in quel caso eventuali insulti o maledizioni o che altro potranno essere scritti ugualmente nei commenti ma, va da sé, non verranno considerati pronostici calcistici a tutti gli effetti. I commenti saranno come sempre sottoposti a una censura stronza e irrispettosa perché questa è casa mia, e la moderazione sarà effettuata da Jisus o dal mio cane quando Jisus è impegnata. Tutte le lamentele per questo sistema poco democratico potranno essere indirizzate a un qualsiasi indirizzo email che non sia il mio.

3. Non è necessario indicare i marcatori ma se uno vuole può farlo. Se uno vuole può indicare anche il minuto o qualsiasi altra informazione e/o previsione e/o visione gli salti in mente e in caso di spareggio per decidere l’assegnazione del premio la precisione e la ricchezza dei dettagli potranno anche avere un peso.

4. Oppure no, non ho ancora deciso.

5. Un pronostico a testa, è ovvio, e si può esprimere un pronostico già espresso. Non c’è un limite di gol che l’Inter può subire e se i gol subiti totali passano i dieci è previsto anche un premio in denaro.

6. Si può fare qualsiasi altro pronostico ma questo non comporterà nessun premio. I pronostici di morte verranno cancellati e, tramite una scientifica e meticolosa pratica vudù, rispediti al mittente e ai famigliari o animali domestici del mittente, nel caso le due cose siano distinte.

7. Possono partecipare anche i giocatori dell’Inter. Nessuno li perseguirà per aver perso volontariamente la partita col Manchester al fine di assicurarsi una copia del Cane firmata da Jisus, ne sono sicuro.


Questi i partecipanti ad oggi:


Mario: (1-1),(3-0);
Behemot: (1-1),(3-1);
Corvo: (1-1),(2-0);
Tette: (1-3),(0-1);
Fiore: (2-2),(1-0);
Leplusebel: (1-3,(1-0);
Vinarelli: (1-1),(3-1);
Faina: (1-2),(2-0);
C.Tomatohead: (1-1),(2-0);
Alan: (1-2),(2-1);
Topperblog: (1-1),(2-1);
Artemisio: (1-7),(7-1);
michaelmcd: (1-1),(0-0);
idm: (1-1),(2,0);
Anonimoimbustato: (1-1),(2-1);
Sansuino: (2-1),(3-0).

In bocca al lupo e speriamo che vinca il migliore.
chinaski77 alle ore 10:08 | link | commenti (217)
sabato, 20 dicembre 2008

Il WM di Mourinho

Ieri hanno sorteggiato gli accoppiamenti degli ottavi di Champions League e l’Inter ha preso il Manchester United. Penso che il tifoso medio dell’Inter, e intendo il tifoso medio sano di mente – e intendo sano di mente nei limiti del possibile, considerando che cosa deve essere stato tifare Inter negli ultimi trent’anni -, non abbia esultato, perché il Manchester United, lo dico per chi non segue il calcio, oltre a essere la squadra che detiene il trofeo è anche una squadra che in generale e storicamente ha altissime probabilità di fare il culo a chiunque (giusto un paio d’anni fa ha vinto solo 7-1 con la Roma, per dire)(7-1). E se il tifoso medio sano di mente non ha certo esultato, i dirigenti non saranno da meno, nel non esultare dico, perché sarà anche vero che il fascino della sfida e che tanto prima o poi bisogna incontrarle tutte eccetera, però, voglio dire, il Manchester United.
Che poi il Milan, sempre due anni fa e dopo il 7-1 (sette) del Manchester alla Roma, con il Manchester ha vinto 3-0 e buonanotte, ok, nel calcio non si può mai dire, ma siccome stiamo parlando dell’Inter, che ha vinto l’ultima Champions quando si chiamava in un altro modo e il calcio si chiamava giuoco e c’erano i palloni di pezza e non solo le immagini ma la realtà stessa era effettivamente in bianco e nero e i giocatori avevano la pancia e giocavano con la canotta, ecco, no, ok, non voglio sembrare di parte, anche l’Inter in linea teorica può vincere tre (sette) a zero con il Manchester United (in linea teorica poteva vincere tutte le ultime Champions League o Coppe dei campioni dal 1955 a oggi).
Comunque sia, a differenza del tifoso medio, Mourinho ha esultato (non posso fare altre precisazioni per chi non segue il calcio. E poi tanto chi non segue il calcio se n’è già andato). Dopo la qualificazione stentata nel girone era arrabbiato e ha detto che gli sarebbe piaciuto trovare il Manchester United, per tenere alta la tensione e cose così, e mentre lui lo diceva i suoi dirigenti guardavano verso il lampadario e scuotevano timidamente il capo come a dire “dice per dire” e tutti gli altri allenatori e calciatori e presidenti alla stessa domanda ma riferita alla loro squadra rispondevano senza ombra di dubbio Sporting Lisbona o, se possibile, Lokomotiv Pizzighettone.
Ma lui no, sappiamo com’è fatto e grazie al cielo che è fatto così, perché è una vita che mi chiedo “ma che cosa potrebbe mai succedere se uno, una volta, invece di rispondere le solite cazzate diplomatico-scaramantiche tipo bisogna rispettare l’avversario ed è una squadra ben organizzata e non abbiamo paura ma rispetto, eccetera, rispondesse con quello che pensa veramente o, se proprio crede alle cose che dice, almeno con una frase simpatica e/o originale, tanto per rompere la monotonia e regalare un sussulto allo spettatore?
È una vita che me lo chiedo e grazie a Mourinho ho risposto, e la risposta è che succede che dopo un po’ uno si stufa di sentire le risposte originali esattamente come si era stufato di sentire quelle non originali, e infatti quando vedo Mourinho in televisione, se prima mi fregavo le mani aspettando la sparata del giorno:

- stasera partita facile sulla carta ma da non prendere sotto gamba, vero mister?
- vinciamo facile. Due, tre a zero, ora non ti so dire, ma facile. Segnano Ibra (due) e credo Cambiasso di testa, al 32esimo. Probabile fuorigioco attivo di Adriano.
- sulla formazione il solito gran segret…
-juliocesarcordobasamuelmaiconmaxwellcambiassomuntarizanettistankovicadriibra. Cambi: Adri/Cruz, 73esimo; Muntari/Jimenez, 87esimo. Questi sono gli schemi, tieni…no, no, tieni, guarda, ho già inviato schemi a loro, settimana scorsa, non ti preoccupare.

beh, ora cambio canale.
I difetti – per me che sono lo spettatore – dell’atteggiamento di Mourinho sono principalmente due: primo, lui fa il bastian contrario gradasso originalone a tutti i costi, il che a prima vista può essere scambiato per il comportamento eccentrico e geniale (cazzo, ora che ci penso anch’io faccio il blogger bastian contrario gradasso originalone a tutti i costi. Però vi giuro che io sono sincero e… beh, forse allora anche lui è sincero. Uhm. Ok) di un individuo molto intelligente (comincia a piacermi, questo Mourinho), ma in realtà è il comportamento di una persona intelligente che cerca di figurare molto intelligente in un ambiente dove l’intelligente è sempre un outsider. Secondo, è troppo facile. Davvero. È troppo facile fare il gradasso con la squadra che ha lui, soprattutto considerando che la squadra che ha lui è la squadra che aveva il povero Mancini, spurgata delle modifiche di Mourinho. Stessi giocatori, stessi risultati, stessi pregi e stessi difetti (togli Ibra, cominci a perdere e pareggiare, metti Ibra, vinci tutte le partite con due gol di Ibra. Nemmeno a Championship Manager era così facile). Quindi per me spettatore sportivo e imparziale e amante delle grandi personalità, Mourinho non è più divertente ma è stucchevole e per questo motivo sarà un piacere vedere Inter-Manchester Utd (1-1) e soprattutto Manchester Utd-Inter (3-0), che sarà il momento in cui anche Mourinho, come i suoi predecessori, finirà nel grande frullatore nerazzurro, che tante più o meno innocenti vittime nel corso del tempo ha mietuto.
chinaski77 alle ore 08:25 | link | commenti (100)
giovedì, 18 dicembre 2008

Di norma

Se è vero che a volte il disprezzo può generare inaspettate reazioni di dipendenza emotiva o rendere persino succubi – la persona disprezzata desidera con tutte le forze rovesciare il giudizio negativo che la tormenta e la destabilizza, trasformandolo in approvazione e amore in modo da ricavarne soddisfazione personale o anche solo per spegnere una fonte di angoscia incontrollata che non la fa dormire né vivere bene, perciò si convince di essere effettivamente inferiore all’altro, il quale diventa una specie di guru o mentore o punto di riferimento senza nemmeno saperlo, e cerca in ogni occasione, anche quando l’altro non è presente, di essere all’altezza o di meritarsi una pacca sulla spalla o una buona parola, con tutto che, proprio perché l’altro spesso non è presente, può arrivare a crearne una copia virtuale nella sua fantasia, elevandola a pubblico giudicante permanente e sottoponendole ogni tipo di performance o prestazione – nella maggior parte dei casi genera semplicemente odio.
chinaski77 alle ore 15:32 | link |
domenica, 14 dicembre 2008

Io sono calmissimo

No, calmati, gli oggetti non sono dotati di una volontà propria. Né impropria. Non sono dotati di nessuna volontà. Sono pezzi di ferro o di plastica e comunque di materia non-viva con dentro dei fili e dei contatti elettrici che sfrigolano o non sfrigolano ma in ogni caso non provano mai emozioni, non meditano vendetta, non sono lì per un motivo diverso dallo svolgere la funzione che dovrebbero svolgere e non determinano i propri comportamenti sulla base di un piano o un disegno più grande a te sconosciuto. Devi capire che non possono avere un interesse nel non funzionare, così come non possono trarre vantaggio dalle tue arrabbiature. Per inciso loro nemmeno lo sanno, quando ti arrabbi, né se ti arrabbi, non hanno occhi o sensori acustici e anche se li avessero non avrebbero gli strumenti per elaborarli e anche se avessero gli strumenti per elaborarli non avrebbero la possibilità di comprendere i risultati. No, fermo, non colpirli. A parte che non possono sentire dolore. Ragiona. Prendi il lettore Dvd, ad esempio. Tu hai inserito il Dvd, come dice il manuale. Non ci voleva un manuale per inserire un Dvd ma tu hai usato il manuale ugualmente, come sempre, e io per questo ti rispetto. Sei un tipo preciso. Magari un po’ schizzato, ma preciso. Forse hai un problema con le responsabilità, con pensieri del tipo oddio ho saltato un passaggio della procedura e ora l’arnese si è rotto, ma non importa. Sei andato a sederti sul divano e hai aspettato che la scritta reading… se ne andasse dallo schermo, proprio come dice il manuale. Ok. La scritta è ancora lì. Nessun problema. Vediamo il manuale che dice. No, fermo, lanciare il manuale contro la vetrata non farà materializzare nuovo inchiostro tra il punto 3 e il punto 4, farà soltanto produrre la necessità di alzarci e andarlo a riprendere e tornare indietro e ritrovarci da capo. La scritta reading… è ancora lì? È un bene che sia ancora lì. Respira. Tu non sei una persona irascibile. Che dice il passo 4? Premere play. Ricordi quando ti aggiustavi il computer da solo intuendo soluzioni che nessun tecnico avrebbe mai immaginato e scaricando quei piccoli programmi sconosciuti ma così portentosi? E quando poi la ventola esplodeva all’improvviso, ti sei mai scomposto? No. Andavi a comprare una ventola nuova e la sostituivi tu stesso, fischiettando. Perché eri un tipo calmo. Cal-mo. Perciò ora non ti farai mettere sotto da un lettore Dvd, questo è certo. Premi il tasto Play, andiamo. Succede niente? Allora forse dovremmo estrarre il Dvd e inserirlo di nuovo. Su, prova. Vai al lettore e premi il tasto Eject. Non succede niente nemmeno qui? No, fermo. Rimetti giù lettore. Rimettilo giù. Non ha una volontà, ricordi? Non ti sta facendo uno scherzo. Non ti sta facendo un dispetto. Non ha un carattere, né senso dell’umorismo. Lui è un povero stupido difettoso pezzo di plastica che si è bloccato. Si è soltanto bloccato. Bisogna avere compassione, bisogna avere pazienza e, se possibile, un pizzico d’astuzia. Ora noi staccheremo la spina e gli resetteremo la memoria. Lui smetterà di cercare di leggere il Dvd e quando riprenderà - prima che riprenda, a dire il vero - noi ci faremo gentilmente restituire il Dvd che peraltro non è nostro ma è a noleggio, ti ricordo, ma non ci pensare adesso. Coraggio, stacca la spina. Aspetta qualche secondo… così… rimani calmo… hai visto che bella la neve, fuori? Poi magari andiamo a farci un giro, va bene? Ecco fatto, ora puoi attaccare di nuovo la spina e provare ad estrarre il disco. Ok. Così. Benissimo. Ok. Ok. Aspettiamo ancora un attimino, uhm, ancora niente… sì, ho visto, ancora la scritta reading…uhm.
Sai, è strano, perché tecnicamente avrebbe dovuto ripartire e darci il tempo di estrarre il disco. No che non lo fa apposta, non essere sciocco. Stacca ancora la spina e riproviamo, forse non siamo stati abbastanza veloci, forse dovresti portare il lettore vicino alla presa di corrente, staccare la spina, riattaccarla e premere immediatamente Eject. Che ne dici, proviamo? Magari stavolta aspettiamo cinque minuti, per far resettare la memoria per bene. Ok? Vai.
Così, tanto per ingannare l’attesa, vogliamo prepararci una frase per introdurre eventualmente il problema al tizio del videonoleggio? In fondo non è colpa nostra. Potremmo dirgli “salve (un bel sorriso), purtroppo…”, no, “purtroppo” no. Pessima idea partire con “purtroppo”. Già uno lo indisponi, gli fai capire che c’è un cucchiaino di merda da mangiare, gli fai preparare un fiala di bile da scaricare e lui poi la scaricherà comunque, oppure gli fai allestire uno schema mentale negativo e poi, quando gli darai la notizia, lui, per interpretarla, avrà lì bell’e pronto che cosa? Esatto: uno schema mentale negativo, quindi la prenderà male per forza. Meglio andare giù lisci con la verità nuda e cruda e dare per scontato che tanto non è colpa nostra, perciò un “ciao. Il mio lettore si è mangiato il tuo Dvd che…”, aspetta, no, non diciamo “tuo”, non ricordiamogli e non suggeriamogli l’idea che sia una cosa sua. In realtà non è il suo Dvd. È un Dvd che abbiamo preso dal suo negozio. Se gli avessimo incendiato il negozio, ok, ma non gliel’abbiamo incendiato, no? Non ancora. Quindi la formula definitiva sarà “ciao. Il mio lettore si è rotto (fatalità indipendente dalla nostra volontà) e non mi restituisce il Dvd”. Ecco. E basta. Se proprio vogliamo essere onesti al massimo potremmo aggiungere un “mi spiace” e un “quanto ti devo?”. Ok? Allora stai calmo. Problema numero 2 risolto, eventualmente. Ora vediamo di risolvere il numero 1. E poi quanto vorrà per un Dvd? 50 euro? Pensi che i Dvd da noleggio siano Dvd speciali che magari loro pagano 500 euro? O 5000 euro? Beh, in quel caso apriremo il Dvd con un cacciavite e recuperiamo la merce. Ora prova ad accenderlo, però. Così. Presto! Schiaccia Eject! Veloce!
Reading…
Ok, ok, ok. No, calma. Sì, lo sento che gira. Uhm. Lasciami pensare. Prova a capovolgerlo. Sì, capovolgilo e stacca e riattacca la corrente più volte. Premi tutti i tasti. Premi tutti i tasti del telecomando. Scuotilo un po’. Così. Su e giù, sinistr destr. Ok. Non so. Ma come cazzo è possibile che niente abbia effetto? Dobbiamo aprirlo. Voglio che tu sappia che ti stimo moltissimo per come stai mantenendo la calma. Sono fiero di te. So che dentro hai una voglia matta di spaccare tutto e sono commosso nel vedere come ti stai trattenendo. Non so come andrà a finire con questo coso, qui, ma non importa, per me è un onore essere al tuo fianco, voglio dirtelo. Ora lasciamo qui questo rottame e andiamo a prendere un cacciavite e due pinze. Riprenderemo il nostro Dvd, lo riporteremo al tizio del noleggio e poi torneremo a casa e passeremo la serata a dare una lezione al nostro lettore. Ho una cura medievale per il suo sportellino.
Bene, hai staccato la corrente? Procediamo allo svitamento! Dai che ce la facciamo! Togli quelle quattro viti lì… così… togli anche quelle altre quattro ai lati, sì… anche quelle due grosse viti e, toh, guarda, ci sono anche due chiusure a scatto… uhm, queste mi sa che dobbiamo proprio romperle, fai leva con il cacciavite… ok, ci siamo quasi, vedrai che ora la carcassa o il case, come lo chiamano, verrà via e potremo recuperare… il nostro… il nostro… ma che cazzo è quello? Che cazzo è quel cazzo di specie di secondo involucro protettivo nero opaco? Sembra una lega marziana o qualcosa del genere. Cazzo, questo merdoso sembra una cassaforte. Guarda se trovi altre viti, dai, sto perdendo la pazienza. Niente viti? Il lettore deve essere lì dentro. Sì, l’ho visto l’adesivo con il teschio. Senti, non ci sono le viti? Non ci sono le viti? Sono fiero di te, per la tua calma, per il tuo self-control, e pensare che volevi romperlo. Volevi romperlo, vero? Beh, rompiamolo. Sì, mi hai sentito. Faremo senza viti. Spacca questo figlio di puttana e spaccalo in pezzettini così piccoli da poterli scopare sotto il tappeto senza che nessuno se ne accorga. Voglio proprio che lo sbricioli come un Oro Saiwa. No, non serve un martello. Lo si prende e lo si lancia contro il muro della casa, presto, andiamo sul retro. Lancialo con tutte le forze che hai, mi raccomando. Come “sto esagerando”? Brutto stronzo, spacca questo coso o ti faccio venire un herpes o un'ulcera ti sbudello dal di dentro e poi quando ho finito con te comincio con lui e poi prendo il Dvd e lo uso per tagliare l’uccello del tizio giù al negozio. Spaccalo, ti dico, è l’unica cosa che ti chiedo, per favore, spaccalo. Sì, così mi piaci! Andiamo! Sarà uno spasso, vedrai! Spaccalo, spaccalo, spaccalo!!!
Ah…
Che bello.
Bene. Ora andiamo a setacciare i resti… eccolo lì! Prendilo. Soffiaci sopra è un po’ di polvere che sarà mai. Ok è graffiato. Ah ah ah! Figlio di puttana non ci credo. Direi che è irrimediabilmente graffiato! Sei fottuto, amico mio! Sei in un cazzo di casino! Ed era pure un film pietoso, andiamo. Hai rotto il lettore, hai rotto il Dvd, hai rotto anche il muro! Questa cosa ti costerà duemila euro! Da non credere e, beh... io me la filo.
chinaski77 alle ore 06:41 | link |
mercoledì, 10 dicembre 2008

Essere ignoranti oggi
[post commentabile]

Bah. Ormai in televisione film non ne danno più, che io sappia, né sulla Rai, né su Mediaset. È normale, visto che al pubblico televisivo piacciono i reality show e le sediate di comari pseudo-maschi e femmine che demoliscono ogni possibile prospettiva di qualsiasi argomento immaginabile e le fiction, Dio santo, le fiction, loro e chi le pensa e le propina, potesse venirgli un ciclo mestruale in bocca.
La televisione avrebbe avuto la possibilità di essere un mezzo per offrire qualcosa di buono e forse in certi momenti storici qualcuno ha anche pensato di farlo – qualcuno, oddio, lo sta davvero facendo – ma poi devono essersi guardati, lui e tutti gli altri, e devono essersi detti “naa…”, per poi virare o degenerare rapidamente nella peggiore scelta possibile, cioè usare la televisione per trasmettere la televisione, far sì che fossero gli uomini della televisione a fare la televisione, a determinarne i contenuti, per una nuova, merdosa, televisione autosufficiente.
Beh, poco male. I film uno se li procura in altro modo.
Detto questo, ho comunque tre precisi ricordi di tre film passati sulla Rai e tagliati secondo i criteri più diversi. La censura è fastidiosa, si sa, ma in fondo non è che uno possa fare affidamento sull’intelligenza di quella gente lì, è tutto un flusso bidirezionale esclusivo di essere teste di cazzo, dal produttore al consumatore, non lo puoi mica fermare. Tre film sono anche pochi, in fondo, ma non è che negli ultimi cinque o sei anni ne abbia visti molti di più, sulla Rai o su Mediaset: i film sono Fargo, Quei bravi ragazzi e Brokeback Mountain. Cioè. Non che abbia rivisto Brokeback Mountain, dopo la prima volta, ci mancherebbe. Però ho letto che è stato tagliato, e dunque.
Fargo (mi tolgo il capello immaginario in segno di ossequio), l’hanno dato alcuni anni fa e hanno tagliato se non ricordo male una scena dove i due tizi scopavano due puttane, scena nella quale non si vedeva niente di che se non per l’appunto i due tizi nei rispettivi letti con le rispettive puttane sopra (tra l’altro era una scena comica e non di sesso) e poi una scena dove, uhm, non ricordo più, forse dove uno dei due tizi sparava a una donna, che, oh, roba forte per le nostre meningi. E sicuramente altro.
Quei bravi ragazzi, ricordo d’averlo registrato dalla Rai per rivederlo, ma forse non era la Rai, era un'altra emittente, non fa differenza, e comunque il punto è che avevano tagliato la scena dove Joe Pesci pugnala un tizio alla gola con una penna, scena memorabile, peraltro.
E poi Brokeback Mountain, a quanto ho letto ieri.
Pare che la Rai abbia deciso di trasmettere questo film che narra le vicende di due cowboy omosessuali e poi, per non offendere il proprio pubblico eterosessuale o per altri motivi che non mi interessano, abbia tagliato due scene, quella in cui i due si infilzano (in senso metaforico. Se si fossero infilzati con spade e coltelli, uccidendosi, la scena sarebbe rimasta e anzi l’avrebbero usata nel promo) e la scena in cui i due si baciano (stavolta non in senso metaforico, purtroppo). Sono rimaste invece le scene in cui uno dei due o i due scopano le proprie mogli da dietro guardando il Tg5.
Ora. Quando l’ho visto al cinema, a me il film non è piaciuto (ma forse la colpa è dello schermo che faceva questi omosessuali giganteschi e quindi molto minacciosi). Non sono omosessuale. Non mi piace vedere uomini che si baciano e fanno sesso (ohi, non mi piace. Mi viene la pelle d’oca, mi si stringono gli orifizi e mi rientra il pene). Non sono a favore né contro i diritti di nessuno. E tutte le altre possibili stronzate che possono venire in mente.
Però. I film non si tagliano. E non si tagliano sia perché in generale non si tagliano e sia perché in generale non si toccano le cose fatte dagli altri, soprattutto considerando che chi le taglia è spesso un incapace privo del più piccolo talento o sensibilità artistica che non saprebbe mettere insieme nemmeno un filmino di compleanno, un biglietto d’auguri, una suoneria di cellulare o che altro, e sia perché non ci si deve permettere di decidere in mia assenza che cosa posso o non posso vedere, che cosa è bene e che cosa è male, eccetera. Più tutta un’altra serie di discorsi altrettanto ovvi (evidentemente non per tutti).
Se esco di casa e sul terrazzo trovo due tizi che si inculano, può essere che gli sparo, ok. Stessa cosa se vedo due cani o due gatti o un tizio e un cane o un gatto (no, beh, questa la filmerei), ma se guardo un film voglio vederlo tutto e voglio vedere tutto, poi eventualmente mi copro da solo.
chinaski77 alle ore 10:49 | link | commenti (337)
lunedì, 08 dicembre 2008

Il bambino Fdp

Non è che mi piaccia aspettare, fare le code, stare a marcire in sala d’attesa insieme alle esalazioni di altre dieci-quindici persone sconosciute con le quali non ho assolutamente niente da spartire, però, se devo farlo, lo faccio, senza battere ciglio, senza lamentarmi e a volte persino senza cercare di evitarlo e senza cercare accorgimenti per ridurre il tempo di attesa al minimo, limitandomi a portarmi appresso un libro che leggo o fingo di leggere con molto ma molto impegno e con l’aria di uno che ha intenzione di leggerlo tutto e di leggere e non fare altro.
Prima che sguinzaglino il bambino Fdp, le mie possibilità di lettura sono molto ridotte ma tengo duro e anche se con un ritmo penoso riesco a continuare. Di fianco a me si siede un signore anziano che puzza di armadio lasciato tre anni sotto un portico e dentro di me una voce continua a ripetere che non sta bene, non sta bene, non sta bene fare le pulci alle persone, trovare sempre da ridire, così per un attimo provo a passare in rassegna i miei difetti e mi rendo conto che se lui puzza di armadio e io profumo spontaneamente di bagnoschiuma alla vaniglia questo non è un buon motivo per sentirmi superiore o per criticarlo o per sentirmi infastidito dalla sua vicinanza, che anzi sarà un bravissimo vecchietto molto simpatico e probabilmente in una situazione diversa io potrei desiderare di trascorrere del tempo con lui o di averlo come nonno, e forse il puzzo di armadio è accidentale, dipende magari da quello che oggi gli ha cucinato sua moglie, forse pantofole stufate o carcassa di cane, anche se la mia sensazione è che sua moglie non sia più tra noi o sia perlomeno invalida e che lui sia dunque un vecchio abbandonato che non ha più nessuno lì a fargli tutti gli appunti necessari a mantenere il minimo decoro o a garantirsi le proprietà organolettiche di base di ogni essere umano. Ma alla fine il disturbo non è poi molto perché il vecchio se ne va rapidamente e al suo posto si siede una signora dall’aspetto tutto sommato normale, il che, vista la media dei presenti, mi sembra decisamente un punto a favore.
Ma qui lo sguinzagliano.
Il bambino Fdp è un uragano. La sua performance farà registrare un tempo record di un’ora e trentanove minuti, cioè tutto il tempo intercorso tra il suo ingresso nella stanza e il secondo ceffone. Per prima cosa, come ogni buon uragano che si rispetti, non sta fermo un attimo: un tarantolato, come si dice, e in effetti sembra proprio uno a cui abbiano versato un migliaio di tarantole o di grilli o di code di lucertola urticanti direttamente nei vasi sanguigni e infatti continua a correre, a scrollarsi, a saltellare, a buttarsi per terra, a rimbalzare da una superficie all’altra. In particolare sembra fatto di gomma, come forse tutti i bambini, ma di una gomma più dura, forse una gomma speciale per bambini stronzi che si rinforza con le sollecitazioni e con gli urti.
Mentre la mamma lo richiama meccanicamente e senza convinzione – il bambino Fdp avrà cinque anni e io penso che sia un miracolo che quella donna dopo cinque anni non si sia appesa a un lampadario o abbia resistito alla tentazione di centrifugarlo con il bucato o di cuocerlo nel forno – lui sfrutta tutto lo spazio libero al centro della stanza per allestire una puntata personale e no-stop di Amici, che a mio modo di vedere potrebbe effettivamente essere tra le cause responsabili se non del carattere (per quello deve essere successo qualcosa durante la gravidanza) almeno delle modalità di espressione del carattere, cioè il ballo, il canto, le piroette e il tirare i capelli alla gente. In certi punti di particolare attività, il bambino Fdp riesce a rompere le palle in tutti i modi consentiti a un’entità corporea, ovvero: corre; rotea; corre roteando da un punto all’altro della stanza andando a sbattere o urtando tutti i presenti, con i tentacolini aperti a stella marina e un meccanismo autoindotto tipo palio del saraceno, per il quale se il colpo del primo braccio va a vuoto vieni comunque beccato di ritorno dal colpo del secondo e alle brutte ti prendi una ginocchiata o un calcio; mentre corre roteando e urtando, urla e canta, probabilmente per rompere le palle a quelli che si godono i dieci secondi in cui non verranno colpiti o importunati; sputa, sputacchia, sbruffa, perde muco e comunque sbava come usano fare tutti i bambini e certi cani. A questo punto manca solo che vomiti, mi dico, innaffiando a getto tutti i presenti, e che rilasci certi altri liquidi, ma non lo fa.
La reazione dei presenti è per la prima mezz’ora di sostanziale simpatia, in maniera direttamente proporzionale all’età e relativamente al sesso, è ovvio. Il massimo gradimento viene raggiunto dalle nonne e via via scema fino ad arrivare a me che ne desidero la soppressione. La donna apparentemente normale seduta vicino a me comincia a dare segni di approvazione con dei mugolii continui e ripetuti che mi fanno sospettare un qualche danno alla corteccia. Dopo mezz’ora la simpatia è ridotta al 30% e dopo un’ora nessuno apprezza più il bambino Fdp né la sua impareggiabile vitalità, anzi siamo tutti spaventati perché di sicuro non è normale avere tutte quelle energie in corpo e non fermarsi neanche un secondo per tirare il fiato o per fare il punto della situazione su quello che si sta facendo. Qualcuno si lascia scappare qualche commento suggestivo di perdita di pazienza o mani che prudono, cose come “anche a casa fa così?” o “è sempre così?” o “ma non si ferma mai?”, e sospetto che anche gli altri comincino a sospettare di avere a che fare con un bambino Fdp leggermente handicappato o se non altro con un forte disturbo della personalità.
La madre sorride come se fosse un dono del Signore avere un bambino vispo oppure come se uno scarabeo stercorario stesse pazientemente nidificando nel suo lobo occipitale destro, ma intorno all’ora e mezzo di iperattività decide finalmente di intervenire e “ordina” al bambino Fdp di andare a sedersi vicino a lei e di stare “fermo”.
Il bambino Fdp dice “no” e va però a sedersi, anche se dalla parte opposta, senza però smettere di fare rumore con la bocca per mezzo di pernacchie e spruzzi. La madre, invece di fare l’unica cosa sensata, cioè alzarsi, prenderlo per le orecchie, portarlo a sedere e colpirlo pubblicamente per destabilizzargli l’amor proprio, accetta la situazione e si gode i successivi due minuti in cui suppone non le sia richiesto intervenire, comunque con l’aria di una che sa che è normale che il bambino sia così e che c’è solo da portare pazienza e che è inutile prendersela.
Intanto il mio odio si è spostato dal bambino Fdp, che a questo punto non è altro se non una vittima di genitori incapaci di organizzare un minimo programma educativo basato sulla normale e solitamente spontanea commistione di amore e disciplina, alla madre. Sul finire della performance e venuto il loro turno, la madre si alza, prende il bambino Fdp per un braccio e lo trascina vicino alla porta. Il bambino Fdp manifesta ancora cariche elettriche incontrollate e continua a cantare, a una distanza dalla mia persona di circa cinquanta centimetri. Se la prende con una pianta e comincia a smantellarla spogliandola delle foglie. La gente mormora. La donna di fianco a me non mugola più. Io guardo la madre e la madre guarda il bambino Fdp e il bambino Fdp non guarda nessuno. Arriva il primo ceffone e il bambino Fdp rimane per un attimo disorientato, ma poi capisce che l’evento gli può aprire nuovi orizzonti e nuove opportunità di dare sfogo alla sua irrequietudine e perciò comincia letteralmente a ululare esagerando di gran lunga il dolore che può avergli inflitto il colpo ma avvicinandosi di molto al dolore che vorrei infliggergli io adesso. Quando torna calmo, e lo fa da un istante all’altro, cerca di avvicinarsi a delle riviste sparse su un tavolino nei miei pressi, ne fa cadere un paio, arriva il secondo ceffone, al che il bambino Fdp assume finalmente un’espressione normale, serena, non piange, non si agita, non sbava. Allunga un dito e mi tocca il ginocchio. Mi guarda. Lo guardo. Mi sorride. Gli sorrido. Una luce gli si sta per riaccendere nello sguardo, fa per alzare la manina sporca verso di me e io stacco impercettibilmente la mano destra dal bordo del libro ma la porta si apre e lui e sua madre vengono risucchiati dentro.
chinaski77 alle ore 09:26 | link |

mail
hcchinaski77@gmail.com
link
comablog
arkmode
cloridrato di sviluppina
peggiore
bandini
controkarma
il mio libro


Ristorantopoli
leggo


la mia libreria su anobii


Ristorantopoli su anobii
best of
ho scritto un libro
Chinaski alla radio
hoc est sim sala bim
mike bongiorno
arripati d’joucu
consigliami un libro
il blog ansiolitico
no, prego
wololo
soglia, mezza soglia, soglia marina
uh,uh
non c'è gioia nel mio pad
cose più alte
la signora Maccellow
tutto ok a parte le ruote
i nuovi arrivatei
genealogia fallimentare
la montagna dei culi rotti
oh, sob
non riesco a capire quale sia la vagina
morte di un blogger metropolitano
la signora Clelia e la signora Maria
diritto di recesso
campioni del mondo
come ti senti?
fumare è pericoloso
e questo lo chiamiamo teologo
questo post è come un figlio
zimbello dentro
la transizione irrappresentabile
mai dire quando si laurea Chinaski
si è laureato Chinaski
help a nuvoletta
sulle possibilità di avere un futuro
la parabola della partita a poker
buone ferie!
il mio amico Gesù
dopo l'attesa viene la fretta
la rabbia che viene dalla fame
archivio
oggi
novembre 2009
ottobre 2009
settembre 2009
agosto 2009
luglio 2009
giugno 2009
maggio 2009
aprile 2009
marzo 2009
febbraio 2009
gennaio 2009
--- 2008 ---
--- 2007 ---
--- 2006 ---
--- 2005 ---
--- 2004 ---
--- 2003 ---


Creative Commons License

Macchianera Blog Awards 2009 - Vincitore