Cento modi di perdere a scacchi, vol. 3
Gli scacchi online sono un modo per sfogare il proprio odio precedentemente accumulato ma al tempo stesso un modo per ricaricarsi di prezioso odio superfluo. L’odio viene suscitato dall’assunto implicito e quasi universalmente condiviso che lì sia in ballo non una futile partita di un futile gioco da tavolo, ma la superiorità cerebrale di un individuo sull’altro. Non interessa sapere se questo sia vero, cioè se gli scacchi siano effettivamente un test d’intelligenza o simili, quello che interessa è che, per i due che giocano, vincere significa
essere più intelligente dell’avversario e questa convinzione è così radicata che non ha la minima importanza come maturi la vittoria, cioè non ha importanza se uno perde per il tempo nonostante un vantaggio di nove regine o se uno perde dopo aver dominato in lungo e in largo per colpa della connessione o del telefono o del cimurro, conta solo il risultato e il risultato è che chi ha perso è più stupido.
Per questo, l’odio che una partita a scacchi online può generare è inimmaginabile. Si può passare in brevissimo tempo dal non provare nessun sentimento per l’avversario al desiderare la morte fisica e istantanea e possibilmente cruenta di lui e di tutta la sua famiglia, meglio se comunicata da un
aaaargh! nella chat privata o da un messaggio automatico del server tipo “il vostro avversario è morto malissimo”. Se in alto nella barra dei pulsanti dove puoi scegliere tra le diverse funzioni -
invia applauso, valuta avversario, proponi patta, annulla partita, rifiuta patta, abbandona, ecc. - ci fossero anche i pulsanti “
invia un canchero” o “
manda scossa elettrica adesso!” sarebbero senza ombra di dubbio i pulsanti più cliccati in assoluto e il server perderebbe tutti i suoi iscritti nell’arco di un pomeriggio.