Forme di socializzazione
Ad ogni modo, la scena presa in considerazione con quello scarto di macelleria quale è il Bortecca è la scena classica, ovvero quando tu stai parlando con due persone e sorridi e sei gentile e tutto quel genere di cose, poi uno dei due si allontana e, non appena ha girato le spalle, ancora prima che abbia lasciato la stanza, tu hai già dismesso il sorriso di circostanza per sostituirlo con un sorriso viscido con il quale accompagni un commento estetico o un aneddoto velenoso o qualsiasi altra cosa ti serva per spurgarti del disagio che hai dentro, ma in quel preciso istante lui si volta e allora tu devi scegliere rapidamente una strategia depistante o dissimulatoria, come ben rappresentato in figura:

I metodi finora conosciuti sono i seguenti:
1. Cambiare discorso
Tizio: allora io vado, ciao amici!
Chinaski: ciao, carissimo!
Ascoltatore: ciao!
Ascoltatore: già.
Chinaski: ma lo sai che sua madre esce con un cavallo sifilitico?
Ascoltatore: davvero?
Chinaski: sì, lo sanno tutti. Esce con un cavallo sifilitico a macchie…
Ascoltatore: eh? Ma il cavallo?
Chinaski: no, no, eh eh… ma che hai capito? A Rapallo. È lì che c’è un dermatologo bravissimo per le mie macchie, ti dicevo.
Chinaski: si fotte i cavalli, hai capito bene.
2. Pietrificazione
3. Contropiede
Ascoltatore: davvero?
Chinaski: sì, lo sanno tutti. Esce con un cavallo sifilitico a macchie…
Ascoltatore: …
Chinaski: e che mi dici di quella volta che hanno trovato suo padre a letto con il figlio, cioè con lui. Ah ah. Incredibile.
Tizio: …
Ascoltatore: …
Chinaski: della sorella down non parlo neanche, invece.
Com'è bello passeggiar con Mary
Immagino che una cosa così sarebbe il sogno di chiunque. Pensa a quello che potresti fare, oltre a non morire, è ovvio. Ad esempio potresti salvare un sacco di vite, magari girando per le strade della città e fermando il tempo e intervenendo per districare situazioni complicate, tipo gente finita nei tombini, gente che sta per essere investita dalle automobili o rapinata dai rapinatori, gente che rischia di morire dissanguata e altri pasticci che non riesco a figurarmi. Tu potresti studiare medicina, prendere tutte le specializzazioni e fare pratica per secoli su cani e gatti cristallizzati, poi tornare agli uomini e salvarli tutti. Diventeresti una specie di super-eroe extratemporale, diciamo.
Un altro uso è quello di evitare le guerre nel mondo. Lo stato sceriffo manda quindicimila soldati per fare guerra allo stato canaglia? Molto bene. Tu fermi il tempo, vai là dove sono e glieli riporti indietro tutti, uno a uno. Poi prendi gli aerei sulle portaerei, togli il freno a mano e glieli fai precipitare sul fondo marino. Splosh. Dopodiché vai da quelli dello stato canaglia e gli togli i candelotti di dinamite dal sedere e ci metti un mazzo di rose rosse. Cose così. Come dite? Non ha senso, da un punto di vista fisico, che le cose si muovano mentre il tempo è fermo? Ma certo che non ha senso. È il bello dell’orologio magico.
Io però lo userei per altri scopi (ognuno ha i suoi bisogni), ad esempio per creare situazioni imbarazzanti. Fermerei il tempo e partirei subito alla volta di Roma, entrerei in Vaticano e andrei a cercarmi la cristallizzazione del Papa, mi caricherei il Papa su una carriola e me lo porterei appresso per la città fino ad arrivare in una stanza d’albergo. Poi uscirei di nuovo e andrei a prendere un travestito, due professioniste e un cane o un animale esotico, che so, un panda bruno. Li spoglierei tutti e li metterei tutti a letto in pose oscene. Poi andrei a prendere uno spacciatore e lo porterei anche lui in albergo, piazzandolo su una sedia con i pantaloni abbassati e spruzzerei coca ovunque. Poi uscirei di nuovo e andrei a prendere Enrico Mentana con la sua troupe e li piazzerei nella stessa camera d’albergo del Papa e di quegli altri, lì pronti con telecamere, riflettori e tutto, attaccherei i fili e sistemerei le luci e poi tornerei a casa, andrei a sedermi in poltrona davanti al televisore e farei ripartire l’orologio e zac, edizione straordinaria del Tg5. Credo che sarebbe molto divertente.