Dei delitti del pene
Secondo un recente studio che mi sono inventato, il trenta percento dei preti ha cercato o pensato di abusare di un minorenne, di un maggiorenne o di entrambi contemporaneamente, il sessanta percento ha avuto rapporti sessuali con organismi bipedi e quadrupedi consenzienti, mentre tutti quanti si masturbano regolarmente, specie nel confessionale:
Prete: uhm, capisco. Davanti o dietro?
Donna: ma…
Prete: mi serve per calcolare la penitenza.
Personalmente non sono molto indignato o stupito dalle pratiche sessuali dei preti, prima di tutto perché combinano quotidianamente guai notevolmente peggiori predicando ogni genere di scemenza e, in secondo luogo, perché alla fine sono uomini come tutti gli altri, dotati di istinti come tutti gli altri e capaci di commettere qualsiasi schifezza – e non – come tutti gli altri. Ne faccio più un problema di coerenza, diciamo, nel senso che se mi vieni a dire che non dovrei fare sesso prima del matrimonio, poi non ti puoi scopare mio figlio. A meno che tu e mio figlio non siate sposati, intendo. Così, pensando e ripensando a tutte queste cose, mi è venuta in mente una soluzione niente male, ovvero logica ed efficace: siccome per diventare prete occorre una forte vocazione; siccome diventare prete significa non sposarsi più e soprattutto rinunciare per sempre ai piaceri della carne; siccome diventare prete significa quasi sempre venire a contatto con minorenni innocenti e indifesi, e siccome coi minorenni innocenti e indifesi va spesso a finire malissimo, ho pensato che la cosa più sicura e naturale, quella che accontenterebbe tutti indistintamente, è castrarli (non i minorenni). Proprio così. Vuoi davvero diventare prete e dedicare la tua vita a Dio e alla misericordia? Allora hai un pene in eccedenza.
In questo modo, inoltre, riusciremmo anche a capire chi ha davvero la vocazione:
Uomo (con sguardo sognante): oh, sì!
Commissione: non le dispiace non sposarsi, non metter su famiglia, non portare i bambini al…
Uomo (felice): no.
Commissione: ma… non le interessa nemmeno il sesso?
Uomo (estatico): penso solo a Dio!
Commissione: bravo. Allora ci vediamo martedì mattina per l’evirazione.
Uomo (vomitando la colazione ma tenendo tutto in bocca): uhmb…
Commissione: problemi?
Uomo (mostrando il pollice alzato): mno…
Tuttavia, per quanto queste soluzioni siano tutte buone, applicabili e coerenti, ho il sospetto che l’unica possibilità di vederle realizzate la si avrebbe se venisse trovata qualche precisa disposizione nella bibbia. E forse, a pensarci, è stato davvero così, ma i compositori del testo sacro hanno probabilmente pensato a un refuso:
Gerolamo: cosa?
Sofronio: questo passo che dice ‘tutti i figli di Dio, dopo il primogenito, devono recidersi immediatamente il pene. Se il primogenito non nasce dopo il primo congiungimento carnale, il pene va reciso egualmente e dato in pasto alle nutrie’.
Gerolamo: uhm. Fa un po’ vedere.
Sofronio: ci sono quelli incisi su pietra.
Gerolamo: da’ qua.
Scudo anti-tumore
Avere una ragazza medico ha i suoi vantaggi ma non quei tipici vantaggi che la gente senza una ragazza medico di solito si crede, ovvero sfruttarla come grosso scudo anti-tumore. Si tratta di vantaggi d’altro tipo. Non necessariamente vantaggi, a dire il vero. Ad esempio, sono venuto a sapere che i medici sono addestrati a mantenere tranquillo il paziente, il che suona molto come mantenere tranquillo l’animale o chiedermi di scrivere le iniziali sui vestiti che lascio nello spogliatoio in modo da poterli riprendere dopo aver fatto la doccia e prima di tornare alla mia baracca. Questo ha portato a una degenerazione del già snervante dialogo con il mio medico di famiglia riguardo la più piccola imprecisione biologica:
Dottore (palpando): uhm…
Chinaski: sarà mica un…
Dottore: no.
Chinaski: oddio, lo sapevo.
Dottore: ho detto no.
Chinaski: povero me.
Dottore: …
Chinaski: è la fine…
Piuttosto, nel malaugurato caso, il medico dirà cose leggermente diverse per interagire con il tumore senza agitare l’organismo ospite:
Paziente: è la fine.
Dottore: sì.
Ema: scusa, risbadiglia un po’.
Chinaski: perché?
Ema: niente, guardavo l’ugola.
Chinaski: che ha?
Ema: niente.
Chinaski: morirò?
Ema: beh, sì.
Chinaski: d’ugola?!
Ema: sì?
Chinaski: ho un…
Ema: è la morte.
Chinaski: ma anche se…
Ema: la morte.
Chinaski: ma non l’hai nemmen…
Ema: mor-te!
Chinaski: scusa.
Ema: bravo ragazzo.
Nuovo post
È così triste venire sul blog di Chinaski e vedere che neanche oggi ho scritto.