Absolut magnolia

Neuroscienza del mulino bianco vol. 2
Se è vero che ciascuno è convinto che il proprio cane sia il più intelligente del mondo, è anche vero che il mio, in dieci anni, non è mai riuscito a prendere un biscotto al balzo. Ema, dopo averlo osservato, gli ha diagnosticato un serio problema al cervelletto.
Chinaski: parole sante, tesoro.
Purtroppo, questo modello di pastore non solo non apre chiavistelli e non ripara elettrodomestici, ma sembra incapace di farsi una semplice e schematica mappa mentale del luogo in cui vive o delle situazioni (sempre le stesse) nelle quali si viene a trovare.
Il caso più emblematico è quello dell’innaffiamento serale: il mio cane è indifferente praticamente a tutto, ma impazzisce se vede dell’acqua uscire da una canna di gomma. In particolare, non si stancherebbe mai di morderla, che non è esattamente la prima cosa che ti viene in mente vedendo dell’acqua. Ma a lui piace così e quando ogni sera mio padre si mette ad innaffiare i suoi fiori, il cane, al di là della recinzione, abbaia e soffre. E sarebbe anche comprensibile, in fondo, se non fosse per il fatto che la recinzione è aperta, come illustrato in figura

dove il pallino nero è mio padre, il pallino marrone è il cane, il rettangolo verde è la zona innaffiata e la parte azzurra è la zona coperta dal getto dell’acqua, in un movimento da destra a sinistra e viceversa.
Durante tutto il tempo dell’innaffiamento, il cane rincorre il getto d’acqua muovendosi lungo il segmento ab, ma nonostante la vicinanza del punto a con l’apertura numero
La dimostrazione è che mio padre, se vuole che il pallino marrone capisca il senso dell’apertura, non deve far altro che innaffiare il cemento davanti alla stessa, in modo che acqua, cane e apertura coincidano.
Nonostante questo, Jisus è ancora convinta che il nostro cane sia il più intelligente del mondo e, come ogni padrone che si rispetti, insiste nel guardarlo ammirata e nel ripetere “gli manca la parola”.
Nessuno degli esperimenti finora condotti, però, l’ha convinta che l’animale, per quanto simpatico, affettuoso e bello, sia in realtà mentalmente attardato. Per farlo, e ripensando a come la tecnologia moderna può permettere ad una mente geniale di esprimersi nonostante l’impedimento di un corpo malato, non sarebbe male offrire al mio cane la possibilità di comunicare attraverso una macchina:
Jisus: uh, che bellezza! E come funziona?
Chinaski: beh, è un tantino complicato: sostanzialmente, il cane ci indica le lettere e così compone le parole.
Jisus: ma è meraviglioso! Ho sempre sognato di parlare con lui! Sono emozionatissima!
Chinaski: lo siamo tutti.
Cane: (indica la lettera B)
Chinaski: B.
Jisus: oh, Dio…
Chinaski: ssst! Lasciatelo concentrare.
Cane: (indica la lettera A)
Chinaski: ha indicato
Jisu
Chinaski: silenzio! Avanti, cane.
Cane: (indica la lettera U)
Chinaski: U.
Jisus: …
Chinaski: bau.
Prema il tasto dollaro
Mi ha telefonato un accattone post-moderno. Prima di tutto, voleva ringraziarmi per la generosa offerta di cinque euro fatta l’anno scorso da un imprecisato componente della mia famiglia per certi bambini morti non si sa bene dove ma morti comunque molto male. In secondo luogo, voleva chiedermi gentilmente l’indirizzo per passare a ritirare l’offerta di quest’anno, offerta che lo stesso (o qualche altro, ma non io) componente della mia famiglia aveva promesso (solennemente) di fare per i secoli a venire, grazie.
Se non fosse per internet - con tutte le volte che ho dovuto rifiutare di allargarmi il pene (potevo usarlo come vassoio, forse) e con tutte le volte che ho dovuto deludere la richiesta di un prestito da parte del re dello Zimbabwe - sarei rimasto un momento incerto sul modo di togliermi da quell’impiccio. Ma è per internet, invece, e quindi ho saputo esattamente come sbarazzarmene, dialetticamente:
Chinaski: quale offerta?
Accattone: io qui ho segnato che la sua famiglia vuole fare un’off…
Chinaski: non c’è nessuna offerta.
Accattone: ma…
Chinaski: nessuna offerta.
Accattone: ma i bambini…
Chinaski: me li saluti.
Nel caso del “se può essere così gentile da darmi l’indirizzo, così passo a ritirare l’offerta”, ad esempio, soddisfare la prima parte significa ovviamente accettare la seconda, dal momento che, avendo il mio numero di casa, l’indirizzo non dovrebbe essere un problema. La frase va allora riformulata in “se può essere così gentile da accettare di farmi l’offerta, così passo a ritirare l’offerta”.
Lo stesso vale, chiaramente, per le compagnie telefoniche che chiamano per espormi le loro promozioni (il che traduce la richiesta in “se può essere così gentile da ascoltare la mia offerta, così passo a ritirare la mia offerta”). Le compagnie telefoniche, tuttavia, sono più aggressive degli accattoni, forse perché, essendo note aziende, ritengono di avere l’autorità per romperti le palle. Qualche giorno fa ho ricevuto tre telefonate di spam in meno di venti minuti. Ora, a parte il fatto che non so fino a che punto sia legale disturbare un potenziale (ma non ancora e giammai) cliente, ho notato con disgusto come tutte ignorino la formula che compete alla loro posizione di accattonaggio, che sarebbe:
Compagnia accattona: buongiorno, signor Chinaski. Scusi se la disturbo, sono
Chinaski: no.
Compagnia accattona: il suo rifiuto non fa una piega e mi scuso.
Chinaski: crepa.
Compagnia accattona: senz’altro.
Solo i clienti più abili riescono a raggiungere l’operatore e a sfidarlo in un duello all’ultimo sangue dove il cliente cerca di far capire all’operatore come risolvergli il problema:
Operatore: forse ha sbagliato a digitare la password.
Chinaski: stavo già navigando.
Operatore: il modem è collegato al computer?
Chinaski: no, non ha capito. Stavo navigando e, senza che succedesse niente, è andata via la…
Operatore: ha provato a installare i driver?
Chinaski: …
Operatore: ha collegato il modem alla linea telefonica?
Chinaski: dev’essere quello.
Operatore: succede spesso.
Ho chiamato il signor Bratt per avere qualche delucidazione in più, ma sono stato accolto dalla segreteria telefonica: “Qui è Bratt. Se vuoi acquistare il mio libro, premi 1. Se vuoi parlare con me, premi 2. Se hai una terza opzione che non so immaginare,
Chinaski (sorpreso): “Signor Bratt?”
Voce Bratt: “Sì.”
Chinaski: “Credevo fosse un messaggio registrato.”
Voce Bratt: “E lo è.”
La situazione degli omosessuali oggi, se Socrate fosse resuscitato dopo tre giorni
Platone: fuori.
Uomini: fuori? C’è un fuori?
Platone: certo.
Uomini: e che c’è fuori?
Platone:
Uomini: nientemeno.
Platone: sì.
Uomini: e che dice
Platone: che sono il numero uno.
Uomini: uhm.
Platone: e che devo regnare su tutti voi.
Uomini: ottimo.
Platone: e che, a voler esser proprio puntigliosi, sarebbe meglio che mi accoppiassi con le vostre donne.
Uomini: …
Platone: bendate.
Uomini: ci liberi un secondo?
Platone (sciogliendo le catene): ma… ehm… certo.