martedì, 27 febbraio 2007

Il treno Eurostar è in arrivo al binario 2 spicci.

Ore 12.45, stazione di Bologna

Arrivo al binario 6 e scopro che tutti i treni che vanno a Roma sono bloccati e partiranno con un’ora e mezzo di ritardo. Sconsolato, vado a chiedere informazioni all’ufficio assistenza clienti. Trovo un signore dal forte accento bolognese e con una forte filosofia bolognese nei confronti degli accidenti della mia vita.

Chinaski: buongiorno. Io avrei dovuto prendere il treno per Roma delle…
Fs: ah ah ah!
Chinaski: ok.
Fs: …
Chinaski: non c’è un altro treno?
Fs: no.
Chinaski (indicando il monitor): ma il monitor dice che…
Fs: il monitor si sbaglia.
Chinaski: va beh. Allora io…
Fs: sì.

Esco dall’ufficio informazioni e mi metto a fissare il tabellone. Nel frattempo mi si avvicina un tizio in tunica ed Espadrillas.

Tizio: hai una monetina per comprare il biglietto del treno?
Chinaski: no, mi spiace.

Il tizio se ne va comprimendo un pezzo di merda nel minuscolo spazio di un batter di ciglia, mentre io mi chiedo quante monetine servano per un biglietto del treno. Ma forse lui voleva prendere un biglietto da una monetina, ovvero per un treno che parte dal binario 7, settore A, e arriva al binario 7, settore C. Poi mi rendo conto che io, effettivamente, ho un biglietto del treno, ma evito di richiamare il mendicante FS perché temo di presentire come andrebbe:

Chinaski: ehi, tu, amico.
Espadrillas: eh?
Chinaski: se vuoi ti do un biglietto del treno.
Espadrillas: e che ci faccio?
Chinaski: non volevi un biglietto del treno?
Espadrillas: voglio le monetine per comprare un biglietto del treno, non un biglietto del treno.
Chinaski: limpido.

Rimango un altro quarto d’ora a fissare il tabellone. Ci sono sei Eurostar, uno in coda all’altro, tutti al binario 6. Si parla di investimento e di magistrato. Gira voce che la linea potrebbe rimanere interrotta per un paio d’ore per consentire al magistrato gli accertamenti del caso. Poco dopo, pare che l’investito sia proprio il magistrato e che si stia facendo gli accertamenti da solo con un metro snodabile che aveva nel taschino. Le ore d’attesa diventano sei. Poi il magistrato viene notato al bar a sorseggiare un caffè con l’investito e con il treno colpevole dell’investimento. Si danno grandi pacche sulle spalle e ridono. Le ore scendono a tre.
Vengono annunciati novanta minuti di ritardo, poi cinquanta, poi due ore. I passeggeri del treno Eurostar seinovetresette scendono in massa per andare a fare compere in giro per Bologna. Due ore sono tante, in effetti. Lasciano tutti i bagagli sul treno e io so che lo sanno già, come andrà a finire.
Intanto torna il tizio con le Espadrillas.

Espadrillas: scusa, hai due spicci per un caffè?
Chinaski: hai deciso che rimani?
Espadrillas: due spicci.
Chinaski: aspetta… (mette una mano in tasca e accarezza un doblone d’oro)
Espadrillas: allora?
Chinaski: purtroppo no.

Sibila via, aleggiando sulle sue Espadrillas. Torna dopo nove secondi.

Espadrillas: scusa, hai due…
Chinaski: …
Espadrillas: …

E se ne va.
Intanto, dopo venti minuti, il ritardo dell’Eurostar seinovetresette è sceso a cinquanta minuti. Dopo un rapido calcolo, noto che il treno Eurostar seinovetresette avrebbe dovuto partire cinquanta minuti fa. Comincio a correre. Il tizio con le Espadrillas, preso dal panico, comincia a correre anche lui. Gli faccio un cenno con la mano:

Chinaski: presto, si è rovesciato un treno merci di spicci!

Si accascia dopo i gradini (in discesa) e così rimango solo nella mia corsa contro il tempo. Arrivo sul binario 6 e trovo un treno semi-vuoto, perfettamente funzionante, col motore acceso. Provo con un capotreno:

Chinaski: parte?
Capotreno: non parte nessuno per un’ora e mezzo.
Chinaski: è sicuro?
Capotreno: sicuro: partiamo tra cinquanta minuti…
Chinaski: ma non aveva detto…
Capotreno: fa.
Chinaski: …
Capotreno: in carrozza.

Salgo e vado a sedere. Poco dopo arriva un addetto Fs che tiene il mendicante di prima per la collottola.

Fs: mi scusi, è suo questo?
Chinaski: ah, sì, grazie.
Fs: glielo metto qui in alto?
Chinaski: grazie mille.
Fs: si figuri. Desidera qualcosa da bere?
Chinaski: oh, sì, magari.
Fs: dica.
Chinaski: un tè caldo e qualche biscotto.
Fs: arrivano subito.
Chinaski: ah, mi scusi. Anche una ciotola di spicci per il mio mendicante.
Fs: senz’altro.

Alla stazione di Roma libero il mendicante, che va subito a fare amicizia con altri due colleghi.
Nel frattempo l’altoparlante dà informazioni sui treni, a ciclo continuo.

Altoparlante: il treno intercity delle ore 16.45, proveniente da Napoli e diretto a Milano centrale, è in arrivo al binario 4. Ferma in tutte le stazioni, tranne Milano centrale.

Espadrillas torna, tutto sudato, col fiatone e sporco di fango.

Espadrillas: mi dai due spicci per i videogame?
Chinaski: non ho spicci, mi dispiace.
Espadrillas: dai…

Apro il portafogli e glielo mostro:

Chinaski: davvero, guarda: ho soltanto banconote da cento euro.
Espadrillas: uff.

Altoparlante: il treno intercity delle ore 16.45, proveniente da Napoli e diretto a Milano centrale, è in arrivo al binario 4 e parte dal binario 6.

A Roma Termini c’è una grandissima richiesta di spicci, tanto che ci si potrebbe inventare un business: aprire un negozio dove si vendono spicci di tutte le taglie e per tutte le tasche. Il mendicante entra e deve convincermi a dargli lo spiccio. Oppure paga gli spicci con una bella scusa. In ogni caso, dopo aver sentito tutte le scuse possibili in meno di dieci minuti

- devo telefonare a mio padre
- devo comprarmi un panino
- devo pagarmi l’operazione
- devo comprarmi le medicine
- devo fare il biglietto del treno

Altoparlante: il treno intercity delle ore 16.45, proveniente da Napoli e diretto a Milano centrale, forse è in ritardo.

decido di tentare un rifiuto sperimentale

Mendicante (biascicato): scusa, hai due spicci da offrire in chiesa?
Chinaski: sì, ma mi servono per comprarmi la droga.

Altoparlante: il treno intercity delle ore 16.45, proveniente da Napoli e diretto a Milano centrale, è partito dieci minuti fa.

Infine, prima di ripartire, provo a far scontrare due cercaspicci, per vedere cosa succede.

Cercaspicci: scusa, hai due spicci per la ricerca?
Chinaski: ne ho soltanto uno per comprarmi la droga, mi dispiace. Me l’ha dato quel tipo là: quel rastafariano che sta cercando di adottare Nelson Mandela.
Cercaspicci: ah, grazie.

Altoparlante: il treno intercity delle ore 16.45, proveniente da Napoli e diretto a Milano centrale, ha detto che non viene.

Il cercaspicci va dal Rastafariano.

Cercaspicci: scusa, hai due spicci per la ricerca?
Rastafariano: la ricerca de che?
Cercaspicci: la ricerca di spicci.
Rastafariano (si fruga in tasca): ho uno spiccio da un euro.
Cercaspicci: me lo dai?
Rastafariano: sì.
Cercaspicci: grazie.
Rastafariano: figurati, è solo una monetina. Senti?
Cercaspicci: sì?
Rastafariano: mi servirebbe uno spiccio per adottare Nelson Mandela.
Cercaspicci: oh, che nobile causa. Aspetta, dovrei averlo (si fruga in tasca). Sì, eccolo!
Rastafariano: grazie, troppo gentile.
Cercaspicci: quando vuoi. Anche a me servirebbe uno spiccio, ma per la ricerca.
Rastafariano: guarda, posso prestartelo io…
Cercaspicci: oh, grazie…

E poi, finalmente, viene annunciato il mio treno.

Altoparlante: il treno intercity delle ore 16.57, proveniente da Reggio Calabria e diretto a Milano centrale, è in arrivo al binario coff… coff…

chinaski77 alle ore 10:23 | link |
mercoledì, 21 febbraio 2007

Morte (cerebrale) apparente

Non so gli altri, ma io tendo a non prendere troppo in considerazione la morte dei miei genitori. Onestamente, a parte i capelli bianchi di mio padre, mi sembrano sempre gli stessi. Poi, però, loro cominciano a fare discorsi strani, e tu, con la preoccupazione che si addice a un figlio, cerchi di dar loro conforto.

Madre: vorrei essere cremata.
Chinaski: prima o dopo morta?
Padre: io voglio essere seppellito.
Madre: no: tu ti fai cremare come me.
Chinaski: mi sembra giusto, pa’.
Padre: bah.
Chinaski: senti, Jisus (madre di Chinaski, ndC), perché non vi fate cremare contemporaneamente?
Madre: mmh…
Chinaski: così sei sicura che non si risposa.
Madre: ma perché dai per scontato che muoia prima io?
Chinaski: sensazioni.

Continuando nel discorso, vengo a sapere che Jisus, da buona cristiana, non teme la morte. Però teme la morte apparente, ovvero chissà perché è convinta che la seppelliranno e che si risveglierà in una bara, al buio, sottoterra. Così, passa gran parte del tempo a elaborare stratagemmi per evitare una simile eventualità e nel corso degli anni questi stratagemmi, va detto, si sono fatti sempre più ingegnosi.
La prima soluzione, risalente a cinque o sei anni fa, era di tipo classico e consisteva nel farsi seppellire in una bara accessoriata (ho di recente scoperto che un tizio ha brevettato questa idea):

Chinaski: accessoriata, come?
Madre: mi dovete seppellire con un cellulare.
Chinaski: …
Madre: satellitare.
Chinaski: ah, ora sì. E poi?
Madre: una pila.
Chinaski: per fare?
Madre: per digitare i numeri.
Chinaski: giusto.
Madre: una bombola d’ossigeno con mascherina.
Chinaski: c’è proprio tutto.
Madre: e gli occhiali.
Chinaski: mai morire senza.

Il problema di questo metodo è abbastanza intuitivo

Squilla il telefono.

Chinaski: sì?
Madre: figliolo!
Chinaski: chi parla?
Madre: sono tua madre, rediviva!
Chinaski: oggesù. Che religione?
Madre: eh?
Chinaski: che religione? Presto!
Madre: sono ancora nella bara.
Chinaski: ah.
Madre: mi vieni a prendere?
Chinaski: arrivo. Quanto ossigeno hai ancora?
Madre: per un’ora circa. Sbrigati.
Chinaski: sì.

Dopo tre quarti d’ora, squilla di nuovo il telefono.

Madre: sì?
Chinaski: Jisus?
Madre: sì?
Chinaski: è venuto papà?
Madre: no.
Chinaski: gli avevo detto di venire a prenderti.
Madre: non è venuto. Si sarà dimenticato: sai com’è fatto tuo padre.
Chinaski: uhm. Quanto ossigeno ti rimane?
Madre: sei minuti.
Chinaski: va beh.

La seconda soluzione, come detto, è quella della cremazione. Eliminando il corpo si elimina la possibilità di un risveglio. Niente risveglio, niente morte apparente. Anche qui, però, qualche accorgimento è necessario.

Madre: prima di infilarmi nel forno, aprite la bara e mi fate l’anestesia. Bella forte.
Chinaski: ma sei morta.
Madre: per sicurezza.
Chinaski: nessuno farà mai l’anestesia a un cadavere. È folle.
Madre: ne ho già parlato al medico.
Chinaski: ma ti terrorizza proprio questa cosa della morte apparente, eh.
Madre: le mie ceneri andranno tenute in un’urna aperta.
Chinaski: …
Madre: soffro il chiuso.

Negli ultimi giorni, però, dopo aver ascoltato al telegiornale la notizia di una donna che si è conservata nel solaio grazie a una finestra aperta, Jisus ha definitivamente cambiato idea:

Madre: ecco! Voglio essere lasciata in solaio, con una finestra aperta.
Chinaski: ma ti decomponi.
Madre: no, no. Vedrai. Però abbassate la zanzariera, se no entrano le bestioline.
Chinaski: ma nemmeno ce l’abbiamo, un solaio.
Madre: …
Chinaski: …
Madre: …
Madre: costruitelo.

chinaski77 alle ore 12:47 | link |
venerdì, 02 febbraio 2007

Idolatrina

Un paio di domeniche all’anno, su qualche canale di second’ordine danno un film con Walter Matthau dove Walter Matthau è un giudice della Corte Suprema che stronca un film pornografico senza averlo mai visto e così finisce per litigare con una giudichessa – come la chiama– la quale invece pensa che il film, o qualsiasi altra cosa, prima di essere stroncato debba essere perlomeno visto. E questo mi sembra giusto, per quanto Walter Matthau sia praticamente il mio idolo.
E siccome tempo fa mi sono ritrovato a esprimere un giudizio negativo su una trasmissione televisiva senza averla mai vista, una sera ho pensato che sarebbe stato gentile da parte mia, prima di continuare a demolirla, guardarla.
Il meccanismo della trasmissione, se ho capito bene, è semplice: persone con storie orribilmente tragiche scrivono alla conduttrice esprimendo il desiderio di incontrare un proprio idolo (nessuno vuole incontrare Walter Matthau, comunque. A parte il fatto che è morto), così l’idolo in questione si sorbisce un po’ di miserabile vita vera e magari piange o, in ogni caso, sta lì e subisce e sopporta cinque minuti di una disgrazia che, in cuor suo, nemmeno lo sfiora.
Che, come format, non è affatto male, a pensarci. È abbastanza tipico pensare o anche desiderare che ogni colpo di fortuna debba essere controbilanciato da una sventura, come quando ho detto a una persona ordinaria che Marlon Brando, una volta, si è comprato un’intera isola per due spiccioli e la persona ordinaria mi ha risposto “sì, ma guarda cosa gli è successo, dopo”. Allora, è ovvio, il meccanismo è questo: sei Marlon Brando? Bene, tua figlia si bucherà. Sei Marlon Brando e compri un’isola? Allora guarda cosa ti è successo, dopo. Vuoi ancora davvero essere Marlon Brando? Non credo proprio (ma eventualmente c’è l’inferno).
Il suddetto programma si basa sullo stesso principio: pagare dazio per la vita da sballo che stai conducendo. Cerchiamo di farti recuperare quel sano senso di colpa cristiano e la cosa più sorprendente è che funziona. Questi personaggi smodatamente famosi e sfacciatamente ricchi si fanno abbracciare e abbracciano persone qualsiasi di cui non gli frega niente, ascoltano le loro storie e si commuovono e, talvolta, piangono. Ah, che spettacolo meraviglioso.
Beh, no, a dire il vero. I vincenti non dovrebbero mai piangere, altrimenti smettono di essere vincenti e se è vero che tanto non hanno comunque bisogno di noi, non è per niente vero il contrario.
Ecco perché (non c’è nessuna logica, in realtà) ho meditato vendetta e visto che ormai sono una celebrità, quando verrò invitato a quel programma saprò esattamente cosa fare, mi sembra.

Conduttrice: questa sera è qui con noi… Chinaski Settantasette!

Applausi sommessi. Entra Chinaski. Ha una scarpa slacciata.

Conduttrice: buonasera, Chinaski. Benvenuto.
Chinaski: ciao.
Conduttrice: siediti lì, per favore.
Chinaski: dove? Qui?
Conduttrice: sì, lì.

Chinaski si siede su un divanetto. Entra un uomo sulla sedia a rotelle. Si porta appresso un attrezzo per la respirazione artificiale, una foto di una donna probabilmente morta e un cane  che gli sta mordendo una caviglia.

Chinaski: oh, cristo santo.
Conduttrice: brutta roba, eh?
Chinaski: già.
Conduttrice: pensa che il cane ha la scabbia.
Chinaski: uhm.
Uomo (tendendo le braccia, una delle quali è di plastica): Chinaski!
Chinaski: che sta facendo?
Conduttrice: dovresti abbracciarlo.
Chinaski: magari questo lo by-passiamo.

La conduttrice tira fuori una lettera e comincia a leggere

“Cara Conduttrice, ti scrivo perché, da quando mia moglie è morta e poi scappata con un altro, con tutto che mi sono preso il cimurro da questo cane che mi ha morso nel 1994 e che i medici non hanno potuto staccare perché non ho i soldi per pagarmi l’operazione (mi hanno licenziato in quanto disabile) e nessuno mi ha più voluto assumere perché il servizio sanitario non copre il cane, l’unica fonte di gioia della mia vita è il blog di Chinaski Settantasette e io vorrei tanto incontrarlo prima di perdere la vista (i medici mi hanno detto di aspettarmelo). Spero che mi aiuti, ciao.”

Conduttrice: triste, no?
Chinaski: ho sentito di peggio.
Uomo (tendendo le braccia, ora entrambe di plastica): Chinaski!
Conduttrice: su. Hai firmato, ricordi?
Chinaski: uff (abbraccia l’uomo)
Uomo: e il cane?
Chinaski: il cane, cosa?
Uomo: devi accarezzare il cane.
Chinaski: eh?
Conduttrice: è nel contratto.
Chinaski: sì, ma non avrete la mia compassione.
Uomo: tu intanto accarezza.

Chinaski accarezza il cane.

Conduttrice: vedi che se vuoi ragioni?
Chinaski: posso andare, adesso?
Conduttrice: sì.
Uomo: ma non ha pianto!
Chinaski: scordatelo.
Conduttrice: in effetti hanno pianto tutti, anche Gattuso.
Chinaski: per piangere voglio il doppio.
Conduttrice: non posso accontentarti, mi spiace.
Uomo: quanto gli date?
Conduttrice: cento euro.
Chinaski: ma questa roba va in onda?
Uomo: va beh, dai. Gli altri cento li metto io.

(tira fuori cento euro e li dà a Chinaski)

Uomo: tieni, pezzente
Conduttrice: avanti.
Chinaski: sì, ma non saranno lacrime sincere.
Uomo: intanto piangi.
Chinaski (piangendo): mi fate schifo.
Uomo (accarezzando il cane): oh… sì. Così.

chinaski77 alle ore 20:19 | link |

mail
hcchinaski77@gmail.com
link
comablog
arkmode
cloridrato di sviluppina
peggiore
bandini
controkarma
il mio libro


Ristorantopoli
leggo


la mia libreria su anobii


Ristorantopoli su anobii
best of
ho scritto un libro
Chinaski alla radio
hoc est sim sala bim
mike bongiorno
arripati d’joucu
consigliami un libro
il blog ansiolitico
no, prego
wololo
soglia, mezza soglia, soglia marina
uh,uh
non c'è gioia nel mio pad
cose più alte
la signora Maccellow
tutto ok a parte le ruote
i nuovi arrivatei
genealogia fallimentare
la montagna dei culi rotti
oh, sob
non riesco a capire quale sia la vagina
morte di un blogger metropolitano
la signora Clelia e la signora Maria
diritto di recesso
campioni del mondo
come ti senti?
fumare è pericoloso
e questo lo chiamiamo teologo
questo post è come un figlio
zimbello dentro
la transizione irrappresentabile
mai dire quando si laurea Chinaski
si è laureato Chinaski
help a nuvoletta
sulle possibilità di avere un futuro
la parabola della partita a poker
buone ferie!
il mio amico Gesù
dopo l'attesa viene la fretta
la rabbia che viene dalla fame
archivio
oggi
novembre 2009
ottobre 2009
settembre 2009
agosto 2009
luglio 2009
giugno 2009
maggio 2009
aprile 2009
marzo 2009
febbraio 2009
gennaio 2009
--- 2008 ---
--- 2007 ---
--- 2006 ---
--- 2005 ---
--- 2004 ---
--- 2003 ---


Creative Commons License

Macchianera Blog Awards 2009 - Vincitore