Persone sensibili alla cinetosi
ho deciso di dare un’ultima possibilità a questa, come dire, disciplina, prendendo le caratteristiche del mio segno, ovvero l’Acquario, e confrontandole con ciò che realmente sono. Riporto le suddette e il mio commento.
Le caratteristiche dell’Acquario
Il resto è vero: sono riservato e timido ma in certi casi (alcolismo) posso essere estroverso. Ma non creare una buona impressione sulle persone che conosco, soprattutto perché, di solito, non conosco nessuno.
- devono guardarsi dalle sregolatezze nella dieta
- le facoltà della memoria dipendono dall'attenzione dedicata nella fase acquisitiva della cultura o dell'informazione.
- bevono liquidi
Gran parte delle cose non sono vere e altre sono vere perché, appunto, troppo generiche. Quelle vere e dettagliate sembrano per lo più casuali, mentre non saprei prendere posizione rispetto a una frase come “questo segno protegge le caviglie”.
I soliti difetti della vaticinazione, dunque.
Tuttavia, a volte mi chiedo se non sia questa la chiave per la felicità terrena: ovvero adeguarsi alle caratteristiche del proprio segno. Questo significa che se cominciassi a viaggiare, a essere altruista, ad amare i bambini (sì, c’era anche questa), a ricordarmi il nome delle persone e a fare attività fisica , potrei raggiungere l’ideale di una piena autorealizzazione.
Poi, dopo qualche anno, disgraziatamente infelice, facendo forza sulle mie caviglie andrei a piedi in Francia, pedinato e circondato da bambini rompicoglioni e da centinaia di amici che mi chiedono favori, arriverei fino a casa di quel giocatore e, ricordando perfettamente il suo nome, potrei dirgli, stremato:
Trezeguet: sì?
Chinaski: per quel rigore nel 2006...
Trezeguet: sì.
Chinaski: nessuno ti ha mai detto che devi crepare male?
Trezeguet: un sacco di persone, perché?
Chinaski: niente. Volevo solo fartelo sapere.
Campioni del mondo come volontà e rappresentazione
Nonostante io stia aspettando una vittoria dell’Italia al mondiale da circa 68 anni (nel 1982 ne avevo 5 e pensavo fosse una finale di Coppa delle coppe tra il Madrid e il Bernabeu. Anche se questo contrastava con il fatto che mia nonna, storicamente non interessata al calcio, dopo la partita fosse andata ad arrampicarsi su un palo della luce avvoltolata in una bandiera dei Savoia gridando tre volte “non ci prendono più!”) e nonostante abbia promesso che, in caso di vittoria, darò fuoco al bar (il barista lo scopre ora. Ciao Ste), io non potrò godermela fino in fondo e per il semplice fatto che il mattino dopo l’eventuale (certa) finale azzurra, dovrò presentarmi alle
Prof: sì?
Chinaski: ecco. Non so se lo sa, però ieri abbiamo battuto
Pro
Chinaski: sentito?
Prof: me lo ricordo benissimo. Alle 8, puntuale.
Chinaski: ehm… sì.
Prof: e quindi?
Chinaski: no, niente. Lei guarderà la finalissima, domenica sera?
Prof: la seguirò sul televideo.
Chinaski: ma porc… sul televideo, eh? Bene, bene… e se vince l’Italia?
Prof: ah, speriamo. Sarei contento.
Chinaski: contento.
Prof: sì.
Chinaski: bello.
Prof: sì.
(rullo di tamburi)
registrarla
(pernacchio).
Per la finale dei mondiali, però, la cosa si fa seria.
Il mattino seguente, però, c’è il tragitto in università e poi l’esame. E qui sarà veramente dura.
Dovrò imparare il percorso a memoria, in modo da poterlo fare alla cieca (in caso di vittoria, tutte quelle persone sbronze con i capelli tinti di azzurro addormentate sui marciapiedi potrebbero suggerirmi il risultato. Per non parlare delle macchine ribaltate, degli elettrodomestici fracassati dai terrazzi e degli studenti francesi (o portoghesi) impiccati ai crocicchi). I tappi nelle orecchie saranno ancora indispensabili, ovviamente, anche se purtroppo dovrò togliermelii per sentire le domande del professore.
Prima di quel momento, comunque, tutte le persone che si avvicineranno per chiedermi qualcosa verranno scacciate da un lapidario “va via!”, perché sappiamo benissimo come si evolvono certe conversazioni:
Chinaski: certo, ecco.
Tizio: contento per ieri sera?
Chinaski: spero che tu muoia.
Chinaski: certo, ecco.
Tizio: devo aver perso il mio accendino in piscina la notte scorsa.
Chinaski: grazie.
Chinaski: sì ma non dirmi altro.
Tizio: eh?
Chinaski: non dire niente.
L’ultimo scoglio, ovviamente, è il professore stesso. Ma quante possibilità ci sono che una persona che segue la finale dei mondiali sul televideo si metta a parlarne, all’esame, tra un Heidegger e l’altro?
Chinaski:…
Prof: allora?
Chinaski: guardi, purtroppo non mi viene in mente.
Prof: uhm. Mi mette in una situazione difficile.
Chinaski: lo so, mi scusi.
Prof: va bene, dai. In un qualsiasi altro giorno l’avrei bocciata, ma oggi…
Chinaski: per favore, no…
