lunedì, 31 luglio 2006

Chiusura estiva

chinaski77 alle ore 10:46 | link |
giovedì, 13 luglio 2006

Persone sensibili alla cinetosi

Siccome Domenech, il Ct della nazionale francese, ha convocato i giocatori in base ai segni zodiacali, lasciando a casa tutti gli Scorpione e lasciando in panchina Trezeguet che, pur essendo Bilancia, ha valori Scorpione; siccome io ho smesso di credere nell’astrologia siccome il mio oroscopo è da vent’anni che mi ripete che il lavoro va a gonfie vele e io, se tutto va a gonfie vele, non lavorerò nemmeno per i prossimi venti; siccome, infine e però, Trezeguet è entrato in campo in finale per una serie di circostanze curiose (il giocatore che lo precedeva in lista si è fatto ammonire e squalificare in semifinale per un fallo assurdo a venti secondi dalla fine) e per una serie di circostanze curiose (il primo rigorista della Francia che si fa espellere perché Materazzi gli ha detto che sua madre fa le bombe col culo) ha tirato un rigore discretamente importante e, guarda un po’, lo ha sbagliato, ecco:
ho deciso di dare un’ultima possibilità a questa, come dire, disciplina, prendendo le caratteristiche del mio segno, ovvero l’Acquario, e confrontandole con ciò che realmente sono. Riporto le suddette e il mio commento.

 
Le caratteristiche dell’Acquario


I nati nel segno dell' Aquario sono interessanti. Hanno maniere naturalmente affascinanti, e benché piuttosto riservati e timidi in certi casi possono essere estroversi e creare una buona impressione sulle persone che conoscono.

Può darsi che io sia interessante per qualcuno (c’è gente che registra La signora in giallo) ma di certo non ho maniere naturalmente affascinanti, a meno che per qualcuno non sia naturalmente affascinante un tizio che gioca a scacchi bevendo screwdriver e augurando il cancro nero agli occhi della madre del suo avversario. Beh. Vista quella cosa della signora in giallo, probabilmente sì.
Il resto è vero: sono riservato e timido ma in certi casi (alcolismo) posso essere estroverso. Ma non creare una buona impressione sulle persone che conosco, soprattutto perché, di solito, non conosco nessuno.

Sono onesti e sì conquistano amici leali.

I miei amici sono dei diserbanti umani. Però sono onesto, è vero.

L'altruismo e la grande umanità sono una delle loro caratteristiche principali.

Ah ah, Cristo santo. Dico soltanto che, quando devo fare qualcosa per qualcuno, prima mi chiedo dove sta il mio guadagno e poi, visto che l’unico guadagno possibile sarebbe non dover fare qualcosa per qualcuno, rimango dove sono.

Possiedono una buona dose di spirito d'avventura.

Ma se prendo un Travelgum anche per andare in bagno…

I nati nell'Aquario detestano la meschinità negli altri.

Vero ma impreciso. Toglierei “la meschinità ne”.

Hanno molto coraggio e spesso sono audaci sino alla temerarietà.

Quando c’è stata una rapina al mio bar, non sono scappato: mi sono vaporizzato. Sullo scatto ho bruciato tre calciatori freschi di preparazione atletica, mi sono nascosto in un cespuglio e sono rimasto lì fino alla sentenza della Cassazione.

Dimenticano magari il nome di una persona alla quale sono stati presentati, ma ricorderanno a lungo certi particolari che ad essa si riferiscono.

È vero. E spesso certe si mostrano risentite (il nome di un uomo neanche lo chiedo). Ma un giorno avrò fortuna e incontrerò una ragazza che si chiama Seno.

Le persone nate in questo segno non devono dimenticare gli esercizi fisici adatti per tenere in allenamento il fisico.

A parte che faccio così poco movimento che quando tossisco mi esce uno sbuffo di polvere dal naso, mi sembra che il precetto sia un po’ generico. E non è l’unico:

- l'amore ha una parte importante nella vita dei nati nel segno dell'Aquario

- devono guardarsi dalle sregolatezze nella dieta

- le facoltà della memoria dipendono dall'attenzione dedicata nella fase acquisitiva della cultura o dell'informazione.

- bevono liquidi


Insomma, non ci siamo.
Gran parte delle cose non sono vere e altre sono vere perché, appunto, troppo generiche. Quelle vere e dettagliate sembrano per lo più casuali, mentre non saprei prendere posizione rispetto a una frase come “questo segno protegge le caviglie”.
I soliti difetti della vaticinazione, dunque.
Tuttavia, a volte mi chiedo se non sia questa la chiave per la felicità terrena: ovvero adeguarsi alle caratteristiche del proprio segno. Questo significa che se cominciassi a viaggiare, a essere altruista, ad amare i bambini (sì, c’era anche questa), a ricordarmi il nome delle persone e a fare attività fisica , potrei raggiungere l’ideale di una piena autorealizzazione.
Poi, dopo qualche anno, disgraziatamente infelice, facendo forza sulle mie caviglie andrei a piedi in Francia, pedinato e circondato da bambini rompicoglioni e da centinaia di amici che mi chiedono favori, arriverei fino a casa di quel giocatore e, ricordando perfettamente il suo nome, potrei dirgli, stremato:

Chinaski: senti, David.
Trezeguet: sì?
Chinaski:  per quel rigore nel 2006...
Trezeguet: sì.
Chinaski:  nessuno ti ha mai detto che devi crepare male?
Trezeguet: un sacco di persone, perché?
Chinaski:  niente. Volevo solo fartelo sapere.

chinaski77 alle ore 12:56 | link |
martedì, 04 luglio 2006

Campioni del mondo come volontà e rappresentazione

Stasera c’è questa semifinale, insomma, Italia-Germania 4-3.
Nonostante io stia aspettando una vittoria dell’Italia al mondiale da circa 68 anni (nel 1982 ne avevo 5 e pensavo fosse una finale di Coppa delle coppe tra il Madrid e il Bernabeu. Anche se questo contrastava con il fatto che mia nonna, storicamente non interessata al calcio, dopo la partita fosse andata ad arrampicarsi su un palo della luce avvoltolata in una bandiera dei Savoia gridando tre volte “non ci prendono più!”) e nonostante abbia promesso che, in caso di vittoria, darò fuoco al bar (il barista lo scopre ora. Ciao Ste), io non potrò godermela fino in fondo e per il semplice fatto che il mattino dopo l’eventuale (certa) finale azzurra, dovrò presentarmi alle 8 in facoltà per sostenere un esame di filosofia.

Ora, dal momento che, in caso di finale, non posso tifare contro e considerando che non posso, in caso di vittoria, salutare tutti e poi andarmene a ripassare l’utilitarismo benthamiano nel silenzio del mio salotto, mentre fuori impazzerà la festa e salteranno tutte le norme giuridiche, compresa quella che impone di pagare le prostitute, e considerando infine che non posso andare dal professore, domani, e chiedergli di spostare l’esame, perché andrebbe in questo modo:

Chinaski entra nell’ufficio del professore. Il professore lo guarda, severo. Chinaski ha dei coriandoli blu tra i capelli.

Chinaski: salve.
Prof: sì?
Chinaski: ecco. Non so se lo sa, però ieri abbiamo battuto la Germania.
Pro
f: ah, sì, ho sentito.
Chinaski: sentito?

 Il professore lo guarda, senza capire.

Chinaski: va beh. Ecco. Lei ha inavvertitamente messo il suo appello lunedì mattina.
Prof: me lo ricordo benissimo. Alle 8, puntuale.
Chinaski: ehm… sì.
Prof: e quindi?
Chinaski: no, niente. Lei guarderà la finalissima, domenica sera?
Prof: la seguirò sul televideo.
Chinaski: ma porc… sul televideo, eh? Bene, bene… e se vince l’Italia?
Prof: ah, speriamo. Sarei contento.
Chinaski: contento.
Prof: sì.
Chinaski: bello.
Prof: sì.

 
ecco, considerando tutto questo, sarò costretto a

(rullo di tamburi)

registrarla

(pernacchio).

Registrare la finale dei mondiali per guardarla il giorno dopo, dunque, significa arrivare al giorno dopo senza saperne il risultato, un’operazione che mi è nota per averla sperimentata con i Gran Premi di Formula 1, quando correvano in Giappone alle 6 del mattino e io mi affidavo alla differita del pomeriggio (dal momento del mio risveglio, era vietato accendere la televisione, la radio o collegarsi in rete. Era vietato sorridere o mostrarsi depressi, cantare l’inno tedesco e, soprattutto, per chi aveva già visto la gara, sedersi di fianco a me per guardarsi la differita fregandosi le mani e dicendo “rimango solo fino al 23esimo giro”).
Per la finale dei mondiali, però, la cosa si fa seria.

Prima di tutto, mi serviranno dei tappi da mettere nelle orecchie (meglio due asciugamani bagnati, forse). Dovrò chiudere tutte le imposte per evitare di vedere le fiamme dei cassonetti incendiati e mettere una mascherina per evitare di accorgermi delle vibrazioni dei lampadari (i lampadari possono dirti non solo chi ha segnato, ma persino se il giocatore era effettivamente in fuorigioco passivo). Dovrò staccare il telefono e spegnere il cellulare e non accenderli per ventiquattr’ore. Infine andare a letto.
Il mattino seguente, però, c’è il tragitto in università e poi l’esame. E qui sarà veramente dura.
Dovrò imparare il percorso a memoria, in modo da poterlo fare alla cieca (in caso di vittoria, tutte quelle persone sbronze con i capelli tinti di azzurro addormentate sui marciapiedi potrebbero suggerirmi il risultato. Per non parlare delle macchine ribaltate, degli elettrodomestici fracassati dai terrazzi e degli studenti francesi (o portoghesi) impiccati ai crocicchi). I tappi nelle orecchie saranno ancora indispensabili, ovviamente, anche se purtroppo dovrò togliermelii per sentire le domande del professore.
Prima di quel momento, comunque, tutte le persone che si avvicineranno per chiedermi qualcosa verranno scacciate da un lapidario “va via!”, perché sappiamo benissimo come si evolvono certe conversazioni:

 Caso 1)

Tizio: scusa, hai da accendere?
Chinaski: certo, ecco.
Tizio: contento per ieri sera?
Chinaski: spero che tu muoia.

Caso 2)

Tizio: scusa, hai da accendere?
Chinaski: certo, ecco.
Tizio: devo aver perso il mio accendino in piscina la notte scorsa.
Chinaski: grazie.

Caso 3)

Tizio: scusa, hai da accendere?
Chinaski: sì ma non dirmi altro.
Tizio: eh?
Chinaski: non dire niente.

Il tizio fa spallucce, si volta e se ne va, mostrando la schiena nuda, perché la sua camicia è a brandelli, e la scritta “campioni del mondo” tra le scapole, incisa probabilmente con un temperino a serramanico.


L’ultimo scoglio, ovviamente, è il professore stesso. Ma quante possibilità ci sono che una persona che segue la finale dei mondiali sul televideo si metta a parlarne, all’esame, tra un Heidegger e l’altro?

Prof (dopo mezz’ora d’esame): ok, le faccio l’ultima domanda, vediamo se almeno sa questa. Mi parli dell’utilitarismo di Bentham.
Chinaski:…
Prof: allora?
Chinaski: guardi, purtroppo non mi viene in mente.
Prof: uhm. Mi mette in una situazione difficile.
Chinaski: lo so, mi scusi.
Prof: va bene, dai. In un qualsiasi altro giorno l’avrei bocciata, ma oggi…
Chinaski: per favore, no…

Fulmineo, Chinaski si tappa le orecchie con le mani e non sente il professore che dice:

Prof (gaio): … visto che abbiamo vinto i mondiali, le do un bel 18!

Chinaski annuisce, fingendo di capire, e sorride sforzato. Quando la bocca del professore si chiude, si toglie le mani dalle orecchie. Il professore lo guarda per un lungo istante, poi alza le braccia e dice:

Prof: Toni, Toni, Del Piero!

 

chinaski77 alle ore 00:27 | link |

mail
hcchinaski77@gmail.com
link
comablog
arkmode
cloridrato di sviluppina
peggiore
bandini
controkarma
il mio libro


Ristorantopoli
leggo


la mia libreria su anobii


Ristorantopoli su anobii
best of
ho scritto un libro
Chinaski alla radio
hoc est sim sala bim
mike bongiorno
arripati d’joucu
consigliami un libro
il blog ansiolitico
no, prego
wololo
soglia, mezza soglia, soglia marina
uh,uh
non c'è gioia nel mio pad
cose più alte
la signora Maccellow
tutto ok a parte le ruote
i nuovi arrivatei
genealogia fallimentare
la montagna dei culi rotti
oh, sob
non riesco a capire quale sia la vagina
morte di un blogger metropolitano
la signora Clelia e la signora Maria
diritto di recesso
campioni del mondo
come ti senti?
fumare è pericoloso
e questo lo chiamiamo teologo
questo post è come un figlio
zimbello dentro
la transizione irrappresentabile
mai dire quando si laurea Chinaski
si è laureato Chinaski
help a nuvoletta
sulle possibilità di avere un futuro
la parabola della partita a poker
buone ferie!
il mio amico Gesù
dopo l'attesa viene la fretta
la rabbia che viene dalla fame
archivio
oggi
novembre 2009
ottobre 2009
settembre 2009
agosto 2009
luglio 2009
giugno 2009
maggio 2009
aprile 2009
marzo 2009
febbraio 2009
gennaio 2009
--- 2008 ---
--- 2007 ---
--- 2006 ---
--- 2005 ---
--- 2004 ---
--- 2003 ---


Creative Commons License

Macchianera Blog Awards 2009 - Vincitore