lunedì, 23 gennaio 2006

La montagna dei culi rotti

Sembra che Brokeback mountain, il film che racconta la storia di due cowboy rivali che si picchiano a colpi di pene, vincerà tutti gli oscar disponibili, compreso quello di miglior film straniero (il regista, Ang Lee, è famoso per il suo capolavoro La Tigre e il dragone, ovvero la storia di un maestro di arti marziali cinese che usa gli effetti speciali di matrix anche per pulirsi il sedere).
Così, sono andato a vederlo.

La trama

Ci sono questi due pecorai, Jack e Tom, che trascorrono un’estate in montagna, badando a un gregge e nient’altro. Dopo qualche giorno, Jack invita Tom nella sua tenda, ma Tom rifiuta, allora Jack se ne va a dormire e Tom s’infila nella sua tenda di soppiatto. Jack se ne accorge, gli prende una mano e se la mette sul pacco. Tom gli chiede “che fai, Jack?" ma prima che Jack possa rispondere Tom lo sta già sodomizzando. Il giorno seguente si picchiano. Poi si baciano.
Dopo aver scoperto la propria omosessualità, Tom perde la parola e, da lì in poi, si limiterà a ripetere ossessivamente  “sì”. Ogni tanto vomita.
Terminata l’estate, i due si perdono di vista e si sposano con due donne (meglio precisarlo). Dopo quattro anni si incontrano di nuovo e si baciano. La moglie di Tom li vede e, dopo averci riflettuto un quarto di secolo, lo lascia (anche perché lui voleva montarla sempre da dietro, dopo averle fatto indossare una maschera di Groucho Marx).
Tom, allora, si rintana in una roulotte e ogni tanto trascorre un week-end con Jack, durante il quale i due un po’ si picchiano e un po’ si amano. Spesso litigano perché Jack vorrebbe che andassero a vivere insieme, ma Tom gli fa notare che, visti i tempi che corrono, significherebbe farsi ammazzare. Jack gli ride in faccia e risponde “sei paranoico”.
Alla fine Jack muore, investito da un trattore guidato da un omofobico.

La sceneggiatura

Nel film verranno dette sì e no dieci cose, a ciclo continuo, con lunghi intervalli di silenzio durante il quale vengono mostrati paesaggi suggestivi. I concetti espressi sono:


-        

-        
andiamo a vivere insieme
-        
non posso
-        
mi manchi
-        
devo andare
-        
mi è caduto il portafogli
-        
devo lavorare
-        
il bestiame

Siccome uno dei due protagonisti non parla mai, l’idea di nascondergli il viso con un cappello da cowboy non è stata molto felice. Ogni tanto ci sono dei flashback ma per distinguerli dal presente bisogna tenere a mente un complicato sistema di camicie a quadri, che scandiscono il tempo della narrazione. Il tempo della narrazione si svolge lungo un arco di circa venticinque-trent’anni, ma l’unico segno d’invecchiamento di uno qualsiasi dei protagonisti sono i baffi di Jack. Non c’è nessun riferimento storico o che altro, e sono tutti vestiti da cowboy (anche i bambini).

Il messaggio

Il messaggio del film è poco chiaro.
Ammesso che ci sia, potrebbe essere “gli omosessuali soffrono per colpa di noi eterosessuali, nel 1963”, oppure “se il tuo amico pastore ti chiede di dormire con lui nella tenda perché fuori fa freddo, meglio che crepi assiderato”. Ma anche “se dici che vai a pescare con il tuo migliore amico e invece trascorrete la notte in un motel giocando al dottore, almeno, prima di rincasare, ricordati di passare al mercato a comprare un paio di trote”, oppure “se i pastori, invece di fare l’amore con le proprie pecore, si inculano tra loro, le pecore muoiono per imperizia”.

Conclusioni generali

Gli spettatori eterosessuali rimarranno delusi perché non si vedono scene di sesso tra omosessuali e gli spettatori omosessuali rimarranno delusi perché non si vedono scene di amore tra gli omosessuali. Non si vede niente, in effetti, a parte tutte quelle fattorie.
Il film dura due ore ma sembrano dieci e, a volte, si ha la sensazione che la pellicola si sia inceppata, o che abbiano tolto l’audio.
In questo clima asettico è difficile provare uno straccio di emozione, di qualsivoglia segno. Lo testimonia il fatto che quando uno dei due protagonisti muore, il massimo di reazione indotta è il desiderio di controllare se le chiavi di casa sono ancora nella tasca del cappotto.
Alla fine, dunque, si rimpiange persino Hulk (la storia di un omosessuale colorato e iracondo), precedente opera di questo, come dire, regista.

 


chinaski77 alle ore 17:01 | link |
venerdì, 20 gennaio 2006

L’importanza di chiamarsi Pistecchi

Da un po’ di tempo a questa parte vengo molestato da telefonate grottesche, nelle quali una tizia, che lavora per una non meglio precisata agenzia, va in cerca di un fantomatico signor Pistecchi.
Ogni volta, con garbo, le rispondo che ‘qui non c’è nessun Pistecchi’.
Ogni volta, con garbo, lei se ne infischia.

Chinaski: “Sì?”
Tizia: “Buongiorno!”
Chinaski: “Buongiorno.”
Tizia: “Parlo con il signor Pistecchi?”
Chinaski: “No, mi spiace, ha sbagliato numero.”
Tizia: “Oh, davvero? Be’, posso farle qualche domanda?”
Chinaski: “No, guardi, non mi interessa.”
Tizia: “Come fa a sapere che non le interessa se ancora non sa cosa sto per…”
Chinaski (annoiato): “Mettiamola così: qualsiasi cosa lei abbia da dire, non mi interessa.”
Tizia: “Ah. Che gent…”

Click.

Questo perché io ho una lunga esperienza di maleducazione telefonica. Non esiste molestatore in grado di far breccia nel mio sistema immunitario, che da sempre mi preserva contro il genere umano. Ricordo, ad esempio, quando da ragazzo mio padre mi obbligava a rispondere al telefono nel suo ufficio.

Cliente: “Pronto! Sono B*****, c’è suo padre?”
Chinaski: “No, mi dispiace. È uscito.”
Cliente: “Ma come? Mi aveva detto di chiamare a quest’ora.”
Chinaski: “Mi dispiace.”
Cliente (agitato): “MA IO DEVO PARLARGLI!”
Chinaski: “Però adesso non c’è. Mi dispiace.”
Cliente (fuori di senno): “ARGH! MI AVEVA DETTO DI CHIAMARLO OGGI!!!”
Chinaski: “…”
Cliente: “Senta, quando torna?”
Chinaski: “Non lo so.”
Cliente: “BASTA! E’ DA UN MESE CHE CERCO DI PARARGLI! VADO DA UN ALTRO!”
Chinaski: “Salve.”

Oppure quando mi fermano per strada quei pezzenti che mendicano i miei soldi per qualche giusta causa.

Fricchettone: “Ciao! Ti va di fare un’offerta per i bambini?”
Chinaski: “Quali bambini?”
Fricchettone: “I bambini poveri del terzo mondo.”
Chinaski: “Non credo di avere abbastanza soldi per tutti.”

Passo oltre, scansandolo. Al ritorno, è ancora lì. Mi punta da lontano. Io mi sposto sul marciapiede di destra, lui si sposta sul marciapiede di destra. Io taglio a sinistra, lui taglia a sinistra. Quindi torno al centro, e lui mi si para davanti, dicendo:

Fricchettone: “ALT! Cavallo in L9?”
Chinaski (disgustato): “Non esiste L9.”
Fricchettone: “Eh eh… che ne so? Io non gioco a scacchi!”
Chinaski (scansandolo): “Ma io sì.”

Per cui, alla luce di questa mia, come dire, predisposizione, credo che, la prossima volta che chiama quella tizia di prima, risponderò in maniera più creativa, scegliendo una tra le seguenti.


1.

Chinaski: “Sì?”
Tizia: “Buongiorno!”
Chinaski: “Buongiorno.”
Tizia: “Parlo con il signor Pistecchi?”
Chinaski: “No, ha sbagliato.”
Tizia: “Be’, posso farle qualche domanda?”

Chinaski: “Certamente.”
Tizia: : “Bene! Che professione svolge?”
Chinaski: : “Sono maresciallo dei carabinieri.”


2.

Chinaski: “Sì?”
Tizia: “Buongiorno!”
Chinaski: “Buongiorno.”
Tizia: “Parlo con il signor Pistecchi?”
Chinaski: “No, ha sbagliato.”
Tizia: “Be’, posso farle qualche domanda?”
Chinaski: “Non possiamo passare direttamente alla fase in cui lei mi chiede dei soldi e io le auguro un cancro?”

3.

Chinaski: “Sì?”
Tizia: “Buongiorno!”
Chinaski: “Buongiorno.”
Tizia: “Parlo con il signor Pistecchi?”
Chinaski: “In persona.”

 Nota: diffido il Peggiore dal chiamarmi spacciandosi per il signor Pistecchi.

chinaski77 alle ore 19:08 | link |
giovedì, 05 gennaio 2006

E l'uomo non fornicherà telefonicamente (Tessalonicesi, 4:5)


 

Ho intenzione di cambiare, con l’anno nuovo, e diventare una persona migliore.
Per prima cosa, basta battutacce sui bambini che muoiono di fame. Anzi, giusto ieri mi è venuta voglia di trasferirmi in Africa (si trovano tutti lì, no? tutti i pomeriggi, intendo) e dedicare la mia vita a fare del bene.


Il giorno prima

Chinaski e Pussycopy stanno sdraiati sul divano a guardare la televisione. Passa uno spot di quelli che incitano a fare del bene (solo Visa e Mastercard), con tutti quei bambini sfortunati circondati da centinaia di mosche sfortunate e certe storie orribili fatte apposta per spezzarti il cuore (Jingalin ama il calcio ma non ha le gambe. Butambo ama la musica ma non ha le orecchie. Eninaia ama il tennis ma non ha le braccia. Eghelaga ama la matematica ma non ha il cervello. Nessuno ama la vagina) Chinaski ha una rivelazione e dice:

Chinaski: voglio andare in Africa e fare qualcosa per quei bambini.
Pussycopy: certo.
Chinaski: tu vieni con me?
Pussycopy: ehm.
Chinaski: e mi lasci andare così?
Pussycopy: beh… ma chi sono io, per fermarti?
Chinaski (sconsolato): per me era molto importante…

Lo spot successivo reclamizza l’uscita in fascicoli di “aerei militari da costruire”.

Chinaski: voglio fare qualcosa per quegli aerei.
Pussycopy: sono aerei di plastica.
Chinaski: ah! Gli aerei sono di plastica, i bambini sono di plastica… perché nessuno mi prende sul serio?

Dopo i bambini viene l’altro anello debole della catena: i vecchi. Non mi prenderò più gioco dei vecchi, a cominciare dalla signora Gamboni, il gigantesco cotton fioc che vive al piano di sopra.

Il giorno prima

Chinaski: è da un po’ che non vedo la signora Gamboni. E le sue imposte sono sempre chiuse. Forse è andata a fare uno di quei viaggi che fanno sempre i vecchi.
Pusycopy: si chiama ‘morire’, tesoro.

 
Aveva ragione quel tizio, laggiù alla casa di riposo:

Tizio: molti pensano che queste persone siano inutili…
Chinaski: purtroppo è così.
Tizio: e invece, vedrai, possono darti tantissimo.
Chinaski: sei una bella persona.

Chinaski trascorre i successivi dieci mesi di servizio civile nascosto in ascensore, il maggior tempo possibile. Quando gli capita di uscire, spesso s’imbatte nella signora Luisa, una donna con qualche problema alla memoria breve.

Luisa: buongiorno! Lei è il dottore?
Chinaski: no.
Luisa (depressa): Oh… e quando viene il dottore?
Chinaski: mai.
Luisa (depressissima): oh…

Chinaski rimane a fissarla per trenta secondi. Poi…

Luisa: buongiorno! Lei è il dottore?
Chinaski: no.
Luisa (depressa): Oh… e quando viene il dottore?
Chinaski: stasera.
Luisa (felicissima): Bene!
Chinaski: Io sono il dottore.
Luisa (intimorita): è lei?
Chinaski: no.
Luisa (depressa): oh… e quando vie…
Chinaski: domani.
Luisa (serena): bene.

Altri trenta secondi.

Luisa: buongiorno! Lei è il dottore?
Chinaski: non ci sono più dottori.
Luisa (terrorizzata): come mai?
Chinaski: siamo in guerra.
Luisa (quasi in lacrime): in guerra?
Chinaski: sì, contro i tedeschi.
Luisa (lacrimando): oh mio Dio!
Chinaski: è terribile. Ci useranno come cavie.
Luisa (disperata): oh no, no, no, no…

Passa un’infermiera.

Infermiera: Smettila, Chinaski. Non è un giocattolo.
Chinaski: scusi…

Infine, smetterò di prendermela con i cattolici, che proprio non se lo meritano.
Per prima cosa, ai cattolici non importa nulla di Gesù, Dio e l’asinello. La loro religiosità è soltanto una posa, una pagliacciata e, in fondo, non sono altro che persone come voi e me, persone che cercano di arrivare alla fine della giornata con la giusta quantità di cibo e alcol in corpo. Il cattolico italiano medio dedica a Dio meno di un’ora all’anno. Cazzo, persino la diarrea richiede più tempo.
Faccio dunque pubblica ammenda perché ho preso un abbaglio.
Il nuovo obiettivo saranno dunque le sette minori, come quei tizi che rifiutano le trasfusioni di sangue perché il sangue è un altro individuo e non vogliono introdurre un altro individuo nel proprio corpo (le loro donne la pensano diversamente, però), che hanno tanto a cuore veri problemi come la piaga del sesso telefonico (ah, io ho perso un cugino per colpa del sesso telefonico) e che non solo pretendono la divisione istantanea delle coppie gay, ma anche delle coppie etero che convivono (il prossimo passo è pretendere la divisione dell’uomo dal proprio pene, che verrà custodito in una cassetta di sicurezza fino al giorno del matrimonio).

Insomma, c’è tanto su cui lavorare, e tutto verrà raccolto nel mio libro, di prossima uscita, che si intitolerà:

Geova Reloaded  (la storia di un vecchio testimone di Geova che viene salvato dalla trasfusione di sangue del proprio convivente, un bambino negro morto di fame conosciuto telefonicamente)

chinaski77 alle ore 11:23 | link |
mercoledì, 04 gennaio 2006

chinaski77 alle ore 18:46 | link |

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