mercoledì, 30 novembre 2005

Come ho detto che mi chiamo

Circa un mese fa ho acquistato del prezioso materiale via internet.
Al momento di scegliere se utilizzare un corriere o il servizio di posta ordinaria, ho scelto quest’ultimo, siccome pagare 9 euro in più per qualche giorno di differenza non mi sembrava una scelta saggia.
Ma, paradossalmente, la pidocchieria si paga.
Il pacco non è arrivato in anticipo, né al giusto momento, né un poco in ritardo.
Il pacco non è arrivato.
Preso dallo sconforto, ho deciso di procurarmelo da solo chiamando l’ufficio postale di Magottam City, che mi ha subito indirizzato al magazzino giacenze. Sempre per telefono ho cercato di conoscere il destino dell’inestimabile pacco.

Chinaski: “Salve, mi chiamo Chinaski77 e vorrei sapere se avete in deposito un…”.
Poste: “Chinaski77, ha detto?”.
Chinaski: “Sì”.
Poste: “Controllo”.

Un minuto di silenzio in memoria del pacco. Poi…

Poste: “Non c’è nessun pacco a suo nome, signor… ehm…”.
Chinaski: “Chinaski77”.
Poste: “77, ecco. Nessun pacco. Deve chiamare SDA”.

Il giorno dopo Chinaski chiama SDA, che lo schifa all'istante, rispedendolo al mittente.
Chinaski chiama le Poste, questa volta al numero verde universale.

Poste: “Codice di spedizione?”.
Chinaski: “FGHTR5678”.
Poste: “Il pacco è in giacenza da due settimane nel magazzino postale  della sua città".

A questo punto esco di casa, attraverso la strada e faccio il mio ingresso nel magazzino postale.

Chinaski: “Sono venuto per il mio pacco”.
Poste: “Lei si chiama?”
Chinaski: “Chinaski77”.
Poste (rivolgendosi a una collega): “Questo è il signore che ha chiamato oggi!”
Chinaski (sommesso): “Veramente ho chiamato ieri”.
Collega: “Chi, Benassi?”
Poste: “Ah, si chiamava così? Allora questo è un altro”.
Chinaski: “Sì, ma il mio pacco?”
Poste: “Ora controllo. Lei si chiama?”
Chinaski (calmo): “Chinaski77”.

La donna si allontana e comincia a cercare sugli scaffali. Poi torna a mani vuote, scuotendo il capo.

Poste: “Non c’è. L’avranno rispedito al mittente”.

Immagine dei suoi figli che scartano il pacco.

Chinaski: “Ma se mi hanno detto che è qui”.
Poste (scettica): “Chi l’ha detto?
Chinaski: “Il vostro numero verde”.
Poste: “E come fanno a dirlo?”
Chinaski (disorientato): “Beh... Hanno fatto una ricerca sul computer”.

La donna assume un'espressione volatile.

Chinaski: “Non può fare anche lei una ricerca sul comp…”

Chinaski si guarda intorno: la cosa più tecnologica che c’è è un temperamatite a manovella.

Poste: “Qui il suo pacco non c’è. Guardi, le faccio vedere il registro”.

La donna apre il registro con i pacchi in giacenza e i nomi dei destinatari. Chinaski scorge subito il suo.

Chinaski: “Eccomi lì”

La donna osserva il registro e dice, seccata.

Poste: “Lei si chiama Bandini?”
Chinaski: “Una riga sotto”.

La donna si ferma a fissare la scritta Chinaski77. La sfiora col dito, forse sperando che si cancelli. Poi si riprende e diventa professionale.

Poste: “Afferma di essere lei?”
Chinaski: “Posso avere il mio pacco?”

La donna torna allo scaffale e  trova subito il pacco. Lo alza al cielo ed esclama, trionfante:

Poste: “Eccolo!”

Chinaski digrigna un sorriso artefatto.. La donna gli consegna il pacco e soggiunge:

Poste: “è stato fortunato!”

Chinaski alza le spalle. Poi corre a casa tutto eccitato e, senza neanche togliersi il cappotto, smonta l’imballaggio, scava nel polistirolo e dispone il contenuto sul tavolo, osservando il suo acquisto, commosso:


chinaski77 alle ore 14:40 | link |
venerdì, 18 novembre 2005

I migliori blog con lo sfondo azzurro

Come dovreste sapere (se solo la smetteste un secondo di giocare al dannato Flipper di Windows), sono uscite queste classifiche sui 100 blog italiani più linkati e, come spesso succede quando c’è una classifica, un bel po’ di gente si è messa gli occhialetti da meditazione, cominciando subito appresso a discutere del vero significato dell’essere blogger.
Siccome sono sempre molto impegnato e, inoltre, fermamente convinto che il peggior delitto immaginabile per l’uomo sia lo spreco di tempo (per inciso, il mio record al Flipper di Windows è 15.256.000), ritengo opportuno, servendomi della limpida logica che sempre mi contraddistingue, dirimere la questione. Qualunque essa sia.

Il senso della vita, la dimostrazione dell’esistenza di Dio e altre pinzillacchere

La domanda sulla bocca di tutti è:

che cosa significa questa classifica dei 100 blog più linkati d’Italia?

Da cui seguono, come generate da spore di muffa:

perché non sono presente in classifica? Perché sono presente? Perché, se sono presente, quel tizio è avanti (o indietro) a me? Perché, se non sono presente, non lo sono? In che senso va letta la classifica? Dall’alto in basso o viceversa? Nel caso sia dall’alto in basso, è adesso il momento di applicare quella cosa che ha detto Gesù? E, se sì, quante possibilità ci sono che i primi non siano presenti in classifica ma, diciamo, di lato? I primi quattro blog classificati andranno a giocarsi un torneo di blogger con i migliori blogger del mondo? E che cosa si vince? Chi è Beppe Grillo?

Per rispondere a tutti questi dubbi, ritengo essenziale esporre una schematica tipologia dei possibili link ipertestuali. Troppo spesso, infatti, si trascura che un link, lungi dal rappresentare un indicatore qualitativo del blog correlato, serve soltanto ad aumentare le possibilità di farsi fare un pompino (la classifica dei 100 blogger più spompinati d’Italia sarebbe senza dubbio di grande interesse, tra l’altro).

Link onanistico

Avrei potuto dire classico. Ti linko perché m’interessano i contenuti del tuo blog. Se io sono un filosofo, tu parli di giusnaturalismo. Se sono un cinefilo, tu parli di neorealismo. Se sono un idraulico, tu, evidentemente, parli di tubi.
Se leggere il tuo blog è come stare parcheggiati sul marciapiede aspettando che si liberi un posto macchina, io sono il rumore delle quattro frecce in sottofondo.

Link autoriferito

Ti linko perché il tuo blog mi definisce, anche se non riesco a leggerlo. Un po’ come comprare un macintosh.

Link filantropico

Siccome la filantropia è un bluff, il link filantropico, dopo una lunga peregrinazione psicologica, mi dovrebbe ritornare un fracco di gratificazione. È un favore che faccio ai miei lettori e questo dovrebbe attenuare la sensazione che provo al mattino, quando mi sveglio, come se il peso specifico della mia presenza su questo pianeta fosse pari a quella del pulviscolo atmosferico che c’è nel mio soggiorno.

Link camorristico

Io ti linko se tu mi linki. Se tu mi hai linkato, io ti linko. Se ci siamo linkati ma il tuo link mi porta 1 contatto giornaliero mentre il mio te ne porta 20, mi devi all’incirca 19 euro tondi.
Se non paghi, appiccio il fuoco alla tua sorgente html.

Link sessuale maschile

Ti linko perché voglio farti un complimento affinché tu mi faccia un pompino. Se potessimo saltare la trafila commento-mail-chat-telefono-blogaperitivo e passare subito al pompino, sarebbe meglio. Ah, dimenticavo: divertente il post sul tuo criceto.

Link sessuale femminile

Ti linko perché voglio che tu mi faccia complimenti affinché io ti faccia un pompino. Ma va bene anche solo la trafila commento-mail-chat-telefono-blogaperitivo e tralasciare il pompino.
Ah, dimenticavo: divertente il tuo post contro Berlusconi.

Link estetico

Hai un bellissimo template. Peccato per tutte quelle scritte.

Link parentale

Sei un mio amico, il mio fidanzato, l’amico del mio fidanzato, mio padre, mia madre, il mio cane. Ci linkiamo e commentiamo a vicenda, adoperando un linguaggio gergale a tutto il mondo incomprensibile. Il blog è un’alternativa al cellulare e uso i commenti per dirti che sono arrivato: aprimi il cancello.

Link autoritario

Devi aver fatto qualcosa, nella tua vita, che ti ha procurato l’etichetta di mio personalissimo guru. Linkerei qualsiasi cosa tu faccia… ah, se solo si potesse cliccare la merda.

Note: la lista termina qui perché devo caricare la lavastoviglie. Colgo l’occasione per ringraziare le 300 e passa persone che mi hanno linkato, non voglio sapere il motivo. A dicembre dividerò con loro il premio in denaro.

chinaski77 alle ore 11:03 | link |
lunedì, 14 novembre 2005

L’inserto - L’amore può tutto

In attesa del nuovo corto di Smeriglia, ho finalmente ottenuto il permesso di pubblicare una spassosissima sceneggiatura originale, intitolata L’amore può tutto non so se mi spiego.

Nota legale: Tutti i diritti appartengono alla Coma Film e sono regolarmente depositati presso mia zia.

chinaski77 alle ore 11:05 | link |
venerdì, 11 novembre 2005

Yabadaba…doh!

Zio Abrif, dopo aver letto l’ultimo post, mi ha gentilmente fatto notare che io guido che è uno schifo.
Tuttavia non posso trascurare che Zio Abrif è verosimilmente ancora traumatizzato dall’ultima volta che è stato un mio passeggero e anche se questo sembrerebbe confermare il suo appunto, io sono convinto che abbia torto.
Sì, è vero, stavamo procedendo a circa 70 chilometri orari lungo una graziosa stradina della periferia milanese, chiacchierando di gusto del più e del meno, quando all’improvviso lui interrompe la sua stessa conversazione, con la placida flemma che sempre lo contraddistingue, chiedendo:

Abrif: “Pensi che ti fermerai, al semaforo?”

Pigio sul freno tipo Fred Flinstone, inchiodando stridulo e sverniciando il cemento.
Silenzio.

Chinaski: “Non pensavo fosse un semaforo.”

Sì, poi, sulla tangenziale, ho dato prova di un certo autismo (che, ho scoperto, non è il termine generico per indicare la capacità di un guidatore), ignorando diversi cartelli e segnalazioni e spaventando i passeggeri.

Abrif: “Svolta per Linate.”

Tiro dritto.

Abrif: “Ma no! Perché non hai girato?”
Chinaski: “Ah, intendevi proprio Linate?”

Sì, poi, in zona più centrale, all’improvviso Zio Abrif interrompe la sua stessa conversazione, con la placida flemma che sempre lo contraddistingue, dicendo:

Abrif: “Il semaforo.”

Pigio sul freno tipo Mika Salo, inchiodando sibilante e scatramando l’asfalto.
Silenzio.

Chinaski: “Ah. Quindi vale per tutti i semafori, quella cosa del rosso.”

Per non parlare di tutto quello che i miei malcapitati compagni di viaggio non hanno prontamente percepito (il tram che ci ha quasi accartocciati, il motorino lasciato barcollante sulla riga di mezzeria, il quarto di senso unico preso leggermente di traverso, la corsia preferenziale riservata solo a me e, infine, tutti quei pedoni gesticolanti insulti).
Ma, nonostante tutto, sono convinto che abbia torto (non lo dimostrerò con le mie inoppugnabili argomentazioni per ovvi motivi di spazio).
Solo che, adesso che Abrif mi ha fatto il coming out, tutti seguono a ruota, e stanno saltando fuori decine di passeggeri insoddisfatti. Chi si lamenta perché freno troppo tardi, perché guido a strattoni tipo Automan, perché quando faccio le curve è possibile riassaporare la colazione.
Si sbagliano tutti quanti: non sono che io non so guidare, ma sono loro dei pessimi passeggeri.
E, fatta eccezione per quel piccolo incidente di tre anni fa, il ritiro della patente, il palo con le tariffe di sosta quasi abbattuto, il gatto tagliato a mezzo, l’incidente in motorino, in bicicletta, quello a piedi, la colonna portante appena sfiorata (vernice da due soldi, neanche la tocchi e viene via) l’ammaccatura al paraurti (carrozzeria da due soldi…), quella volta che mi sono ritrovato non so come ad aspettare l’autobus con la macchina, nel bel mezzo di una banchina per pedoni, ecco… fatta eccezione… l’unica cosa di cui mi vergogno soltanto un pochino è:


Chinaski sta procedendo tranquillo, con a bordo un paio di passeggeri. D’un tratto la macchina comincia a produrre sinistri rumori metallici, le marce non entrano, Chinaski accosta e, da grande tecnico qual è, sentenzia:

Chinaski: “Abbiamo rotto il cambio.”

I passeggeri, ignoranti, lo guardano ammirati e sospirano. Chinaski scende dal veicolo e fa un breve giro di telefonate. Contatta suo padre a almeno tre differenti meccanici, dicendo a tutti:

Chinaski: “Abbiamo rotto il cambio.”

Mentre si attendono i soccorsi, passa per caso un vecchietto contadino, che cerca d’interessarsi del problema.

Agricolo: “Cosa c’è?”
Chinaski (snob): “Abbiamo rotto il cambio.”

Il vecchio gira intorno al veicolo, entra nel veicolo, prova a inserire una marcia. Sbuffa disprezzo, poi smonta.

Agricolo: “Ci hai messo la benzina?”


chinaski77 alle ore 10:50 | link |
martedì, 08 novembre 2005

H F W J C Y R N

Non tutti possiamo eccellere in tutte le discipline, lo capisco.
Inoltre, vivere in un mondo perfetto renderebbe assolutamente inutile il clacson, strumento principe del risentimento umano (chi non vorrebbe averne uno impiantato nel corpo, oggigiorno? Per molti sarebbe un passaggio evolutivo, tra l’altro. Conosco un sacco di persone che, quando parlano, non riescono a essere molto più intelligenti di un clacson).
E proprio mentre suonavo il mio clacson mi è capitato di pensare che tante persone, si vede, non hanno il talento del guidatore. La cosa sconcertante, però, è che sembrano saperlo e sembrano provare un senso di colpa per il fatto di essere al volante di un’automobile. Lo si capisce sia da quell’espressione stordita che hanno dipinta in volto durante qualsiasi manovra di parcheggio, sia dal fatto che alla classica domanda “chi ti ha dato la patente?”, invece di rispondere, come mi sembrerebbe scontato, “tua madre”, rimangono in sospetto silenzio, implicitamente ammettendo di non averlo mai capito appieno.
Tutti sappiamo che l’esame per la patente è poco più di un pro forma: ti fanno guidare lungo un percorso che conosci a memoria per cinque minuti. Se riesci a non tamponare i cassonetti dell’immondizia, passi ( la causa principale delle bocciatura agli esami di guida è il panico. Svolti a destra, dice l’istruttore, e il malcapitato tira dritto, dopo aver messo la freccia a sinistra. Parcheggi dietro quella macchina, e il malcapitato cerca di parcheggiare dietro una macchina in corsa. Faccia inversione di marcia, e il malcapitato guida per due chilometri in retro, nella corsia di sinistra). Nonostante questa quasi totale mancanza di selettività, qualche mela marcia rimane impigliata nella rete della misericordia umana e tenuta lontano dalle strade almeno fino alla prova successiva.
Ma una volta conseguita la patente, questi individui passano inosservati per il resto dei nostri giorni, guidando placidamente attraverso procurati sinistri e inspiegabili esplosioni riflesse nei retrovisori. Si accorgono di qualcosa solo quando li tamponi (se non li tamponi, ti vengono adosso loro in retromarcia, colando da un semaforo in leggera salita. A me è successo: un vecchio mi è sgocciolato addosso, piano. E mentre lo fissavo, allibito, mi ha pure mandato a fare in culo).
Ah sì. Ci sarebbe l’esame per il rinnovo, certo.
Ovvero l’unico fenomeno al mondo più finto del wrestling (fatta eccezione per l’eucaristia, s’intende).

Chinaski si reca all’esame per il rinnovo della patente. Per prima cosa gli viene chiesto se deve guidare con lenti. Lui sospetta che potrebbe dire “no” e tornarsene comodamente a casa. Ma dice sì, senza motivo. Viene dunque passato alla visita, dove un medico che ha tutta l’aria di essere anche un veterinario e un avvocato, nonché istruttore di scuola guida a tempo perso, lo sottopone a un rigoroso controllo psicofisico.
E sottolineo rigoroso.

Medico (porgendo un cartoncino): si metta in quell’angolo.

Chinaski prende il cartoncino e va all’angolo.

Medico: si copra l’occhio destro con il cartoncino e legga questa fila di lettere.
Chinaski: D… O… T… T… O… R…
Medico: l’altro occhio, signor Chinaski.
Chinaski: ah, scusi… V… I… E… T… A… T…
Medico (confuso): ma dove sta leggendo?
Chinaski: come?
Medico: dove sta leggendo?

Chinaski si avvicina a un passo dal medico.

Chinaski: cosa?
Medico: ha problemi di udito?

Chinaski annuisce, il medico si rabbuia. Chinaski scuote il capo, il medico sorride.

Chinaski: no, no.
Medico: bene. Si segga. Ora deve fare l’autocertificazione.
Chinaski: cioè?
Medico: io le faccio delle domande e credo incondizionatamente alle sue risposte.
Chinaski: fico.
Medico: ha malattie cardiache?
Chinaski: no.
Medico: ha malattie nervose?
Chinaski: sì.
Medico: per favore, non giochiamo. Abusa di alcolici?
Chinaski: qualcuno ha mai risposto sì?
Medico: no.
Chinaski: allora no.
Medico: abusa di sostanze stupefacenti?
Chinaski: qualcuno ha…
Medico: no.
Chinaski: allora no.
Medico: ha malattie mentali?
Chinaski: come potrei saperlo?
Medico: in che senso?
Chinaski: ha mai chiesto a uno psicotico se soffre di malattie mentali?
Medico: sì.
Chinaski: e che cosa le ha risposto?
Medico: che non si fanno certe domande alla regina dei rospi.
Chinaski: ah. Allora no. Stiamo bene.
Medico: bene. Mi indichi un oggetto di colore giallo.
Chinaski (indicando nel vuoto, alle spalle del medico): là!
Medico (voltandosi, perplesso): intende dire quel libro?
Chinaski: vede altri oggetti gialli, dottore?
Medico: beh, c’è anche il mio cellulare.
Chinaski: intendevo proprio quello.
Medico: Bene. Da ultimo, le mostro un foglio prismatico. Ci sono delle figure nascoste, lei mi deve dire quali.

Mostra il foglio.

Chinaski: una stella.
Medico: sì.
Chinaski: un cane.
Medico: sì.
Chinaski: e dita umane. Tante.
Medico: …
Chinaski: posso andare?
Medico
: sì. Se ne vada.

chinaski77 alle ore 12:01 | link |
mercoledì, 02 novembre 2005

Non riesco a capire quale sia la vagina

Attenzione: non fate niente di ciò che vi dico. Soprattutto quella cosa della vasectomia. Vi ricordo inoltre che il sesso è ammissibile soltanto dopo il matrimonio, e per fini riproduttivi. Qualsiasi violazione sarà punita poi, quando sarete troppo sepolti per filarvela.
I testi riportati sono stati inventati e ogni riferimento a fatti, persone o categorie sociali è assolutamente casuale.
Per ogni dubbio rivolgetevi a personale medico competente.
Soprattutto per quella cosa della vasectomia.

Uno dei miei passatempi preferiti è navigare per forum, in particolare quelli dove la gente rivolge domande a uno specialista. La cosa mi diverte talmente tanto che, quando sarò finalmente laureato in filosofia, aprirò un sito dove rispondere ai dubbi delle persone (es: sono uscito di casa, il mio soggiorno esiste ancora? Ho investito un tizio e non mi sono fermato a soccorrerlo: soffro di solipsismo? È corretto il sillogismo: 1) io sono un uomo; 2 mio padre è un uomo; 3) io sono mio padre?).
Nel frattempo, ho pensato di scrivere qualche piccola guida per dissipare i dubbi di tanti giovani alle prese con certi sempiterni quesiti. Come la droga, il lavoro, la religione.
O il sesso, da cui parto.
Spero di rendere un buon servizio alla comunità.

Le dimensioni del pene

Un pene, per essere definito normale, deve misurare almeno 8 centimetri, dicono i medici. Tuttavia, a meno che non abbiate rapporti sessuali con dei medici, soltanto oltre i 15 centimetri il vostro organo sessuale smette di suscitare ilarità.
Se avete un pene inferiore agli 8 centimetri, allora siete gravemente handicappati, ma non disperate! Pare che soltanto sotto i 5 la vostra donna non raggiunga (è proprio il caso di dirlo) l’orgasmo.
Se avete un pene inferiore ai 5 centimetri, vi posso dare il nome di un ottimo circo.

La masturbazione

La masturbazione è una pratica perfettamente normale, sia per gli uomini che per le donne o i preti. Non fa diventare ciechi, a meno che non ci si indirizzi il pene in faccia.

La penetrazione

La penetrazione può essere inizialmente dolorosa e causare fuoriuscite di sangue dalla vagina. Se vi esce sangue dal pene, invece, possa Dio aver pietà di voi.
Se anche dopo molti anni continuate a perdere sangue dalla vagina dopo un rapporto sessuale, dite al vostro partner di smetterla di usare un tubo di palle da tennis per fare bella figura.
Se lui vi risponde che non usa nessun tubo, possa Dio aver pietà di voi.
E, comunque, possa Dio aver pietà di voi in ogni caso, visto che la penetrazione a fini edonistici è severamente vietata da tutte le religioni.

Fecondazione

Quella cosa biancastra che esce dal pene non è un lubrificante. È il demonio. La materializzazione della Volontà Schopenhaueriana. Dovete impedire a tutti i costi che si depositi nella vagina, pena la riproduzione. Esistono diversi contraccettivi, in commercio, ma il migliore in assoluto è la vasectomia irreversibile.
Lo sperma, così viene anche chiamato, contiene spermatozoi, cioè microscopici vermicelli simili ai germogli di soia. Lo scopo di queste bestioline è di infilarsi dentro la vostra ragazza e generare un altro essere umano che, nella migliore delle ipotesi, comincerà ad essere simpatico soltanto vent’anni più tardi.
Tuttavia, ricordate che gli spermatozoi sopravvivono soltanto in un ambiente caldo e umido, quindi non preoccupatevi se avete schizzato il divano e poi ci si siede vostra madre.
A meno che il vostro divano sia caldo e umido, ovvio.
Per le ragazze: lo sperma ha un buon sapore e non ingrassa.

 

 

Dopo la teoria generale, veniamo alla pratica (no, tiratevi su i pantaloni).
Ecco alcune domande trovate in rete, come le avrei risposte.

Salve, mi chiamo Lucia e vorrei porti una domanda:  dopo un rapporto con il mio ragazzo quando lui "esce" dalla mia vagina esce lo sperma...è normale?

Assolutamente no, Lucia. Lo sperma dovrebbe rimanere dentro la vagina, per sempre. E mi riferisco a tutto lo sperma. E’ così che nascono i bambini: quando c’è abbastanza sperma, diciamo intorno ai 3/4 chili, si forma un nuovo essere umano. Fatti consigliare dal tuo medico il più presto possibile. Nel frattempo cerca di impedire allo sperma di uscire, magari con delle garze.

P.S. non è necessario che il tuo ragazzo entri completamente nella vagina. Di solito basta il pene.

Sto con un ragazzo che ho incontrato in chat. Ad un certo punto, quando gli ho mandato la mia foto, lui è sparito.  Adesso lo sto aspettando in chat ma non viene.
Cosa devo fare? È possibile che sia come tutti gli altri, che appena mi vede in faccia si pente? Premetto che sono brutta e grassa.

Cara.
Dovevi dirlo subito: cominciare la lettera con “Salve, sono brutta e grassa”. Anche qui hai commesso lo stesso errore, vedi? Prima hai rapito la nostra attenzione e poi ci hai dato la mazzata (ci passa la voglia di aiutarti, se sei brutta e grassa).
Perché hai mandato una foto vera, sei stupida? Dovevi mandare foto fasulle, foto fasulle di una bellissima donna che non sei tu. Altroché. Ma che vi insegnano a scuola? E poi mandare lei all’appuntamento, ma dando il tuo numero di telefono. Capisci? Potevi nasconderti nel bagagliaio.
Invece hai rovinato tutto.

ho un pene molto piccolo vorrei sapere se la circoncisione lo fa crescere o altrimenti quali altri metodi potrei provare?

Da dove ti è venuta quest’idea? Devi essere disperato. Prova a incollarci sopra un pene più lungo.

ho 13 anni e ogni volta che un ragazzo mi chiede di baciarlo non riesco a dirgli di no anche se per lui provo una minima attrazzione. é un problema secondo voi?? come mi dovrei sentire e cosa posso fare per rimediare?rispondetemi vi prego!

C’era una tizia, alle medie, che si comportava così. Li baciava tutti. Poi ha cominciato a masturbarli tutti. A spompinarli tutti.  E infine a scoparli tutti.
Adesso però non insegna più.

Se una ragazza a sedici anni rimane incinta e il suo ragazzo è maggiorenne, a chi aspetta la decisione di tenere il bambino? I genitori possono obbligarti ad abbortire? grazie spero di avere presto una risposta

La decisione aspetta il bambino.

credo che il mio ragazzo sia gay ma lui dice di no... c'è un modo per scoprire se è gay?

Portalo a fare shopping. Se dopo due ore che lo trascini per negozi a provare abiti che non comprerai lui sta ancora sorridendo, allora può darsi.

Tempo effettivo della vita dello spermatozoo a contatto dell'aria, per esempio su una mano dopo essersi puliti con un fazzoletto quanto vive, pur non avendo tracce di sperma sulle mani, minuti ore??? e il suo effetto fecondante????

Gli spermatozoi non sopravvivono fuori dalla vagina (bella scusa, prova a usarla con le ragazze, in discoteca. Scusa, scopiamo? Il mio pene non sopravvive fuori dalla vagina), quindi dovresti poter stare tranquillo.
Tuttavia, si ricorda il caso di uno spermatozoo schizzato sulla poltrona di un cinema nel marzo del 1977.
Se era fecondante?

il mio ragazzo quando abbiamo un rapporto nn riesce ad infilarmi dentro il pene come mai?vi prego rispondete

Provate con la vagina.

E' vero che masturbarsi eccessivamente può provocare a lungo andare una diminuzione del volume dei testicoli (per diminuzione progressiva dello sperma)?

Sì, verissimo. Anzi, peggio. Quando finisci lo sperma e i tuoi testicoli sono ormai due piccole lenticchie disidratate, l’uretra comincia a pescare liquidi altrove. Finiti i liquidi si passa ai solidi. Cartilagini, tessuti, eccetera. Un mio amico si è masturbato così tanto che alla fine eiaculava ossa.
Poi, un bel giorno, puf! È scomparso.
Adesso usano il suo pene come idrovora in un cantiere di Abbiategrasso.

ho provato ad avere un rapporto sessuale, ma non sono riuscita. poi ho provato a masturbarmi,ma non riesco a capire quale sia la vagina, c'è un modo per riconoscerla e individuarla?

Non credo di poter trovare una battuta che faccia più ridere della tua domanda.


chinaski77 alle ore 13:13 | link |

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