Come ho detto che mi chiamo
Circa un mese fa ho acquistato del prezioso materiale via internet.
Al momento di scegliere se utilizzare un corriere o il servizio di posta ordinaria, ho scelto quest’ultimo, siccome pagare 9 euro in più per qualche giorno di differenza non mi sembrava una scelta saggia.
Ma, paradossalmente, la pidocchieria si paga.
Il pacco non è arrivato in anticipo, né al giusto momento, né un poco in ritardo.
Il pacco non è arrivato.
Preso dallo sconforto, ho deciso di procurarmelo da solo chiamando l’ufficio postale di Magottam City, che mi ha subito indirizzato al magazzino giacenze. Sempre per telefono ho cercato di conoscere il destino dell’inestimabile pacco.
Poste: “Chinaski77, ha detto?”.
Chinaski: “Sì”.
Poste: “Controllo”.
Chinaski: “Chinaski77”.
Poste: “77, ecco. Nessun pacco. Deve chiamare SDA”.
Chinaski chiama le Poste, questa volta al numero verde universale.
Chinaski: “FGHTR5678”.
Poste: “Il pacco è in giacenza da due settimane nel magazzino postale della sua città".
Poste: “Lei si chiama?”
Chinaski: “Chinaski77”.
Poste (rivolgendosi a una collega): “Questo è il signore che ha chiamato oggi!”
Chinaski (sommesso): “Veramente ho chiamato ieri”.
Collega: “Chi, Benassi?”
Poste: “Ah, si chiamava così? Allora questo è un altro”.
Chinaski: “Sì, ma il mio pacco?”
Poste: “Ora controllo. Lei si chiama?”
Chinaski (calmo): “Chinaski77”.
Poste (scettica): “Chi l’ha detto?
Chinaski: “Il vostro numero verde”.
Poste: “E come fanno a dirlo?”
Chinaski (disorientato): “Beh... Hanno fatto una ricerca sul computer”.
Chinaski: “Una riga sotto”.
Chinaski: “Posso avere il mio pacco?”
Poste: “è stato fortunato!”

I migliori blog con lo sfondo azzurro
Siccome sono sempre molto impegnato e, inoltre, fermamente convinto che il peggior delitto immaginabile per l’uomo sia lo spreco di tempo (per inciso, il mio record al Flipper di Windows è 15.256.000), ritengo opportuno, servendomi della limpida logica che sempre mi contraddistingue, dirimere la questione. Qualunque essa sia.
Se leggere il tuo blog è come stare parcheggiati sul marciapiede aspettando che si liberi un posto macchina, io sono il rumore delle quattro frecce in sottofondo.
Se non paghi, appiccio il fuoco alla tua sorgente html.
Ah, dimenticavo: divertente il tuo post contro Berlusconi.
L’inserto - L’amore può tutto

Yabadaba…doh!
Tuttavia non posso trascurare che Zio Abrif è verosimilmente ancora traumatizzato dall’ultima volta che è stato un mio passeggero e anche se questo sembrerebbe confermare il suo appunto, io sono convinto che abbia torto.
Sì, è vero, stavamo procedendo a circa
Silenzio.
Chinaski: “Ah, intendevi proprio Linate?”
Silenzio.
Ma, nonostante tutto, sono convinto che abbia torto (non lo dimostrerò con le mie inoppugnabili argomentazioni per ovvi motivi di spazio).
Si sbagliano tutti quanti: non sono che io non so guidare, ma sono loro dei pessimi passeggeri.
E, fatta eccezione per quel piccolo incidente di tre anni fa, il ritiro della patente, il palo con le tariffe di sosta quasi abbattuto, il gatto tagliato a mezzo, l’incidente in motorino, in bicicletta, quello a piedi, la colonna portante appena sfiorata (vernice da due soldi, neanche la tocchi e viene via) l’ammaccatura al paraurti (carrozzeria da due soldi…), quella volta che mi sono ritrovato non so come ad aspettare l’autobus con la macchina, nel bel mezzo di una banchina per pedoni, ecco… fatta eccezione… l’unica cosa di cui mi vergogno soltanto un pochino è:
Chinaski sta procedendo tranquillo, con a bordo un paio di passeggeri. D’un tratto la macchina comincia a produrre sinistri rumori metallici, le marce non entrano, Chinaski accosta e, da grande tecnico qual è, sentenzia:
Chinaski (snob): “Abbiamo rotto il cambio.”

H F W J C Y R N
Inoltre, vivere in un mondo perfetto renderebbe assolutamente inutile il clacson, strumento principe del risentimento umano (chi non vorrebbe averne uno impiantato nel corpo, oggigiorno? Per molti sarebbe un passaggio evolutivo, tra l’altro. Conosco un sacco di persone che, quando parlano, non riescono a essere molto più intelligenti di un clacson).
E proprio mentre suonavo il mio clacson mi è capitato di pensare che tante persone, si vede, non hanno il talento del guidatore. La cosa sconcertante, però, è che sembrano saperlo e sembrano provare un senso di colpa per il fatto di essere al volante di un’automobile. Lo si capisce sia da quell’espressione stordita che hanno dipinta in volto durante qualsiasi manovra di parcheggio, sia dal fatto che alla classica domanda “chi ti ha dato la patente?”, invece di rispondere, come mi sembrerebbe scontato, “tua madre”, rimangono in sospetto silenzio, implicitamente ammettendo di non averlo mai capito appieno.
Tutti sappiamo che l’esame per la patente è poco più di un pro forma: ti fanno guidare lungo un percorso che conosci a memoria per cinque minuti. Se riesci a non tamponare i cassonetti dell’immondizia, passi ( la causa principale delle bocciatura agli esami di guida è il panico. Svolti a destra, dice l’istruttore, e il malcapitato tira dritto, dopo aver messo la freccia a sinistra. Parcheggi dietro quella macchina, e il malcapitato cerca di parcheggiare dietro una macchina in corsa. Faccia inversione di marcia, e il malcapitato guida per due chilometri in retro, nella corsia di sinistra). Nonostante questa quasi totale mancanza di selettività, qualche mela marcia rimane impigliata nella rete della misericordia umana e tenuta lontano dalle strade almeno fino alla prova successiva.
Ma una volta conseguita la patente, questi individui passano inosservati per il resto dei nostri giorni, guidando placidamente attraverso procurati sinistri e inspiegabili esplosioni riflesse nei retrovisori. Si accorgono di qualcosa solo quando li tamponi (se non li tamponi, ti vengono adosso loro in retromarcia, colando da un semaforo in leggera salita. A me è successo: un vecchio mi è sgocciolato addosso, piano. E mentre lo fissavo, allibito, mi ha pure mandato a fare in culo).
Ah sì. Ci sarebbe l’esame per il rinnovo, certo.
Ovvero l’unico fenomeno al mondo più finto del wrestling (fatta eccezione per l’eucaristia, s’intende).
Chinaski: D… O… T… T… O… R…
Medico: l’altro occhio, signor Chinaski.
Chinaski: ah, scusi… V… I… E… T… A… T…
Medico (confuso): ma dove sta leggendo?
Chinaski: come?
Medico: dove sta leggendo?
Medico: ha problemi di udito?
Medico: bene. Si segga. Ora deve fare l’autocertificazione.
Chinaski: cioè?
Medico: io le faccio delle domande e credo incondizionatamente alle sue risposte.
Chinaski: fico.
Medico: ha malattie cardiache?
Chinaski: no.
Medico: ha malattie nervose?
Chinaski: sì.
Medico: per favore, non giochiamo. Abusa di alcolici?
Chinaski: qualcuno ha mai risposto sì?
Medico: no.
Chinaski: allora no.
Medico: abusa di sostanze stupefacenti?
Chinaski: qualcuno ha…
Medico: no.
Chinaski: allora no.
Medico: ha malattie mentali?
Chinaski: come potrei saperlo?
Medico: in che senso?
Chinaski: ha mai chiesto a uno psicotico se soffre di malattie mentali?
Medico: sì.
Chinaski: e che cosa le ha risposto?
Medico: che non si fanno certe domande alla regina dei rospi.
Chinaski: ah. Allora no. Stiamo bene.
Medico: bene. Mi indichi un oggetto di colore giallo.
Chinaski (indicando nel vuoto, alle spalle del medico): là!
Medico (voltandosi, perplesso): intende dire quel libro?
Chinaski: vede altri oggetti gialli, dottore?
Medico: beh, c’è anche il mio cellulare.
Chinaski: intendevo proprio quello.
Medico: Bene. Da ultimo, le mostro un foglio prismatico. Ci sono delle figure nascoste, lei mi deve dire quali.
Medico: sì.
Chinaski: un cane.
Medico: sì.
Chinaski: e dita umane. Tante.
Medico: …
Chinaski: posso andare?
Medico: sì. Se ne vada.
Non riesco a capire quale sia la vagina
Attenzione: non fate niente di ciò che vi dico. Soprattutto quella cosa della vasectomia. Vi ricordo inoltre che il sesso è ammissibile soltanto dopo il matrimonio, e per fini riproduttivi. Qualsiasi violazione sarà punita poi, quando sarete troppo sepolti per filarvela.
I testi riportati sono stati inventati e ogni riferimento a fatti, persone o categorie sociali è assolutamente casuale.
Per ogni dubbio rivolgetevi a personale medico competente.
Soprattutto per quella cosa della vasectomia.
Nel frattempo, ho pensato di scrivere qualche piccola guida per dissipare i dubbi di tanti giovani alle prese con certi sempiterni quesiti. Come la droga, il lavoro, la religione.
O il sesso, da cui parto.
Spero di rendere un buon servizio alla comunità.
Se avete un pene inferiore agli
Se avete un pene inferiore ai
Se anche dopo molti anni continuate a perdere sangue dalla vagina dopo un rapporto sessuale, dite al vostro partner di smetterla di usare un tubo di palle da tennis per fare bella figura.
Se lui vi risponde che non usa nessun tubo, possa Dio aver pietà di voi.
E, comunque, possa Dio aver pietà di voi in ogni caso, visto che la penetrazione a fini edonistici è severamente vietata da tutte le religioni.
Lo sperma, così viene anche chiamato, contiene spermatozoi, cioè microscopici vermicelli simili ai germogli di soia. Lo scopo di queste bestioline è di infilarsi dentro la vostra ragazza e generare un altro essere umano che, nella migliore delle ipotesi, comincerà ad essere simpatico soltanto vent’anni più tardi.
Tuttavia, ricordate che gli spermatozoi sopravvivono soltanto in un ambiente caldo e umido, quindi non preoccupatevi se avete schizzato il divano e poi ci si siede vostra madre.
A meno che il vostro divano sia caldo e umido, ovvio.
Ecco alcune domande trovate in rete, come le avrei risposte.
Cosa devo fare? È possibile che sia come tutti gli altri, che appena mi vede in faccia si pente? Premetto che sono brutta e grassa.
Dovevi dirlo subito: cominciare la lettera con “Salve, sono brutta e grassa”. Anche qui hai commesso lo stesso errore, vedi? Prima hai rapito la nostra attenzione e poi ci hai dato la mazzata (ci passa la voglia di aiutarti, se sei brutta e grassa).
Perché hai mandato una foto vera, sei stupida? Dovevi mandare foto fasulle, foto fasulle di una bellissima donna che non sei tu. Altroché. Ma che vi insegnano a scuola? E poi mandare lei all’appuntamento, ma dando il tuo numero di telefono. Capisci? Potevi nasconderti nel bagagliaio.
Invece hai rovinato tutto.
Adesso però non insegna più.
Tuttavia, si ricorda il caso di uno spermatozoo schizzato sulla poltrona di un cinema nel marzo del 1977.
Se era fecondante?
Poi, un bel giorno, puf! È scomparso.
Adesso usano il suo pene come idrovora in un cantiere di Abbiategrasso.
