domenica, 30 novembre 2003

Ultimo del mese, comincio chiudendo la questione amletica. Terzo e decisivo set. Il servizio a Guildenstern
"Guil: (serio) Qual è il tuo nome?
Ros: Qual è il tuo?
Guil: L'ho chiesto prima io.
Ros: Affermazione! Uno a zero.
Guil: Qual è il tuo nome quando sei a casa?
Ros: Qual è il tuo?
Guil: Quando sono a casa?
Ros: E' diverso, a casa?
Guil: Che casa?
Ros: Non ce l'hai?
Guil: Perchè me lo chiedi?
Ros: Dove vuoi arrivare?
Guil: (con enfasi) qual è il tuo nome?!
Ros: Ripetizione. Due a zero. Match point per me.
Guil:(violentemente) CHI TI CREDI DI ESSERE?
Ros: Retorica! Set e partita!"

 

 

 

 

postato da chinaski77 alle ore 13:28 | link |
domenica, 30 novembre 2003

Stanotte ho raggiunto gli 816000 contatti, e tutti in un mese. Sono veramente felice. Credo sia un record.
postato da chinaski77 alle ore 03:19 | link |
domenica, 30 novembre 2003

Uh. Sono quasi le 3. Stasera ho parlato a lungo con un amico. Lui ha passato due ore a convincermi che non era ubriaco. Io ascoltavo interessato. Continuavo a dirgli: "lo so, che non sei ubriaco". Lui sembrava tranquillizzarsi, ma dopo cinque minuti riattaccava: "Ti assicuro che non sono ubriaco."; oppure: "guardami negli occhi, ti sembro ubriaco?"; e ancora: "so che sembro ubriaco, ma non lo sono". E io seguitavo a rassicurarlo: "lo vedo, che non sei ubriaco." Ma lui insisteva. Insisteva. E insisteva. Solo allora mi è venuto il dubbio.
postato da chinaski77 alle ore 03:06 | link |
sabato, 29 novembre 2003

Stanotte ho riportato il primo set, adesso mi sembra giusto dare a Rosenctranz la possibilità di riscatto. Ecco il secondo.
"Ros: Non ho intenzione di continuare a giocare, se vai avanti così."
Guil: A chi sta?
Ros: Eh?
Guil: Fallo! Niente grugniti. Uno a zero.
Ros: Chi parte?
Guil: Perchè lo vuoi sapere?
Ros: Perchè no?
Guil: Che importanza ha?
Ros: Fallo! Niente sinonimi! Uno pari.
Guil: In nome di Dio, che diavolo stai facendo?
Ros: Fallo! Niente retorica. Due a uno.
Guil: A che serve tutto questo?
Ros: Non ci arrivi da solo?
Guil: Dici a me?
Ros: C'è qualcun altro, qui?
Guil: Chi?
Ros: Come faccio a saperlo?
Guil: Perchè me lo hai chiesto, allora?
Ros: Dici sul serio?
Guil: Era retorica, quella?
Ros: No.
Guil: Affermazione! Due pari. Set point.
Ros: Che ti prende oggi?
Guil: Quando?
Ros: Cosa?
Guil: Sei sordo?
Ros: Sono morto?
Guil: Sì o no?
Ros: Esiste una scelta?
Guil: Esiste un dio?
Ros: Fallo! Vietati i non sequiturs, tre a due, un set pari."
Inutile dire che Rosencrantz ha dato prova di grande attenzione e conoscenza delle regole. Tuttavia molti commentatori dell'incontro hanno notato varie imprecisioni, un uso abbondante della retorica, quasi sempre lasciato correre.
Notevole il punto del due a due: uno splendido stratagemma che ha tratto in inganno l'avversario.
Quasi incomprensibile l'errore in chiusura, ma forse Guildenstern si sentiva ormai in affanno, a causa del ritmo altissimo che Rosencrantz stava imponendo alla partita. A domani per il terzo set. (A noi sfugge il passaggio "sei sordo?-sono morto?". Ma nel testo originale ha perfettamente senso: sordo=deaf, morto=dead).
postato da chinaski77 alle ore 16:25 | link |
sabato, 29 novembre 2003

Una volta ho conosciuto un ragazzo. Aveva deciso di invertire il giorno con la notte. Ci ha messo un po', ci è arrivato gradualmente, ma alla fine ce l'ha fatta. Stava sveglio quando c'era buio, a cazzeggiare, da solo. Praticamente la notte per lui cominciava appena tornato da scuola. Dormiva tutto il pomeriggio e parte della sera, fino alle ventidue circa. Poi usciva con gli amici. Tornava per le tre, le quattro, a volte prima, se non trovava nessuno. A quel punto forse per lui era primo pomeriggio. Pranzava, credo. Poi stava al computer e si godeva l'alba, finchè alle otto tornava a scuola, dopo aver cenato. Mi dicono che esiste molta gente che fa così, solo che ci è costretta, per via dei turni. Io non lo so. Non ci capisco niente. Adesso però sono le 15:10, e vado a pranzo.
postato da chinaski77 alle ore 15:11 | link |
sabato, 29 novembre 2003

Ho assistito ad una scena che mi ha fatto pensare parecchio, almeno 10 minuti. Ho assistito alla scena, per dire che vi ho preso parte. Voglio dire, molte persone non immaginano nemmeno che certe cose succedano. O forse lo immaginano, ma pensano: "ah, al diavolo! devo smetterla di farmi delle paranoie". Invece non si è sempre paranoici. Tavolta dici qualcosa, o telefoni a qualcuno, e hai la netta sensazione di esserti reso troppo vulnerabile.
E' solo per compassione verso te stesso, che dopo averci rimuginato sopra, scrolli le spalle e pensi: "ah, al diavolo! devo smetterla di farmi delle paranoie".
Si, forse devi smetterla. Io, nel dubbio, mi faccio i cazzi miei.
postato da chinaski77 alle ore 14:43 | link |
sabato, 29 novembre 2003

A distanza di anni, ancora ricordo come Guildenstern umiliò Rosencrantz, nel primo set del gioco delle domande.
"Ros: Potremmo giocare alle domande.
Guil: A che pro?
Ros: Per allenarci!
Guil: Affermazione! Uno a zero.
Ros: Hai barato!
Guil: E come?
Ros: Non avevo ancora cominciato.
Guild: Affermazione. Due a zero.
Ros: Contava, quello?
Guil: Cosa?
Ros: Contava?
Guil: Fallo! Niente ripetizioni. Tre a zero. Primo set a..."
Tuttavia, a onor del vero, va detto che in questa prima frazione Guildenstern giocò molto sulla sorpresa, strategia tipica di un giocatore esperto.

postato da chinaski77 alle ore 02:27 | link |
sabato, 29 novembre 2003

Certi momenti sono irreali, ti fanno sentire un mondo che puoi solo sfiorare, di tanto in tanto. Tutto quello che c'è da vivere, forse la parte migliore, e che rimane sempre nascosto, ai margini della nostra esistenza. Sempre troppo forte, o troppo debole, per i nostri ruvidi sensi. Niente metafisica, niente idealismo, niente anima e sogni del cazzo. Pur sempre chimica, in ogni caso. Esperienza. Ma da un lato c'è il suono, e dall'altro la sua eco. Roba così.
A voler guardare, non saprei dire quanto durano certe sensazioni, né se ci si può davvero fidare. Forse sono soltanto il riverbero di un neurone.
Certi momenti sono diversi, sensazioni che non fai in tempo a cogliere, che il tuo cervello non sembra in grado di elaborare, né i sensi filtrare. Ti pare di provarle, sono già finite. Ma quando capita, ti ritrovi a pensare che c'è una parte della tua vita che non riesci a vivere, una parte che potrebbe essere migliore, più forte, più vera.
E a volte mi domando se non sia questa, la causa della mia malinconia.
postato da chinaski77 alle ore 01:26 | link |
venerdì, 28 novembre 2003

È che i discorsi alla fine sono due. Primo, la ragione sta con la maggioranza. Se tutti dicono che non pagare almeno un giro è da pidocchi, chi non paga un giro è un pidocchio, e questo perchè essere o non essere un pidocchio è un giudizio della maggioranza, che alla fine si fa le regole da sola, alla faccia di chi vuol fare di testa sua. Secondo, Harry è un maledetto alienato, tenendo conto del punto di cui sopra. La maggioranza l’aveva sempre schiacciato. Ognuno vive dentro se stesso, e così cerca di tirar fuori il meglio che ha, modellandolo sulle aspettative degli altri. Molto semplice. Se rispetti questa regola, e le regole del gioco, allora sarai un tipo in gamba. In questo caso, essere un tipo in gamba sembra dannatamente importante. E così, una volta che hai la patacca di tipo in gamba, fai tutta una serie di cose, per continuare ad esserlo: pagare da bere almeno una volta l’anno. Andare alle cene di chi ti invita e invitare a tua volta chi ti ha invitato, nel caso ti capiti di organizzare una cena per i cazzi tuoi. Fare la faccia seria se qualcuno ti sta dicendo che qualcun’altro ha un cancro o roba del genere. Provare almeno una volta a settimana un po’ di compassione per chi sta peggio, senza però invidiare chi sta meglio. Portare rispetto. Rispettare le celebrazioni e le ricorrenze, il che significa vestirsi bene a natale e a pasqua. Uscire e fare baldoria l’ultimo dell’anno, andare ai matrimoni, se ce ne sono, e ai funerali, se c’è scappato il morto. Star fuori fino a tarda notte il sabato, perchè la gente lavora, durante la settimana, e così al sabato va per discoteche e fa le ore piccole, e tu devi adeguarti, altrimenti...altrimenti poi vi dico cosa. Non saprei, che altro? Ah, sì...non farsi mantenere, non essere pigri fino alla patologia, prestare soccorso agli amici, se ne hanno bisogno, e tutto il resto, mi sta venendo sonno, con questa roba. Altrimenti, altrimenti non sei un tipo in gamba. Altrimenti sei fuori, sei un corpo estraneo, e i corpi estranei vanno asportati chirurgicamente. Perchè la diversità spaventa. Ha sempre spaventato molto, e spaventa anche i diversi, non credete. Ci spaventiamo a vicenda, noi maledetti alienati. Facciamo le cose al contrario. Siamo attaccati morbosamente alle nostre paranoie, amiamo continuare a parlare con il nostro coniglio immaginario, e anche se proviamo a dare spiegazioni, tanto non ci capiscono, perchè è provato che c’è un modo giusto, di vivere ogni vita dannata, e io ne sono convinto. Sono convinto che quando accumuli troppe stranezze, quando non ci stai più dentro, e hai perso l’equilibrio di cui si parlava, facendo troppe concessioni a te stesso e nessuna alla società, finisce che rimani da solo, con i ragni a farti compagnia. La polvere si accumula, e tu cominci a respirare male. La luce diventa fioca, e un giorno, un giorno qualsiasi, inaspettatamente, muori. Facile che ti trovino per via del puzzo. Al che ti prendono, ti seppellisono con il minimo degli onori, e poi vanno avanti.
postato da chinaski77 alle ore 02:05 | link |
venerdì, 28 novembre 2003

"In the New York Herald, November 26, year 1911, there is an account of the hanging of three men
They died for the murder of Sir Edmund William Godfrey - Husband, Father, Pharmacist and all around gentle-man resident of - Greenberry Hill, London.
He was murdered by three vagrants whose motive was simple robbery. They were identified as:
Joseph Green
Stanley Berry
and Nigel Hill
Green, Berry and Hill.
And I would like to think this was only
A matter of chance."
postato da chinaski77 alle ore 01:20 | link |
giovedì, 27 novembre 2003

Le risposte dell'amore. In una delle mie peregrinazioni, dopo il test sub-norme, ho trovato una simpatica paginetta, dove c'era un libro magico.
1) concentrati 10 o 15 secondi su una domanda
2) toccati la fronte e contemporaneamente clicca sul libro
3) la tua energia aprirà la pagina con la risposta corretta

Ok. Proviamoci.
Di seguito riporto le mie domande, le risposte del libro magico, ed un mio breve commento
D) Quante possibilità ho di fare sesso, questa notte?
R) Prenditi più tempo.
(Ancora di più?)
D) Perchè l'ultima volta lei se n'è andata?
R) Non importa, hai un bell'aspetto.
(Non importa...facile dirlo per te che sei un libro...)
D) Riuscirò a conquistare la ragazza che mi piace?
R) Vorresti davvero che fosse per sempre?
(Anche una botta e via...)
D) Va bè...almeno dimmi come posso conquistarla.
R) Metti il tuo profumo migliore.
(Tutto qui? E io che pensavo che fosse una cosa complicata.)
D) Metto il profumo e poi?
R) Sbrigatela a parole.
(Pensavo a cazzotti.)
D) Tipo che devo girarci intorno fino a stordirla?
R) Chiedilo ufficialmente.
(A suo padre, magari...)
D) Nel frattempo che faccio?
R) Soddisfa la tua voglia di giocare.
(Come sei sottile...)
D) Riusciremo ad essere felici?
R) Bisognerà scendere a compromessi.
(Sai che novità.)
D) Lei è quella giusta?
R) Metti il tuo profumo migliore.
(...)
D) Dimmi libro magico, sarai mica un bluff?
R) Bisognerà scendere a compromessi.
(Ho capito. Vado a ubriacarmi.)
postato da chinaski77 alle ore 18:11 | link |
giovedì, 27 novembre 2003

Ho visto che va un casino di moda postare testi di canzoni. Voglio farlo anch'io.

I take her to the aquarium, she says shark
I take her to the planetarium, she says dark
I take her to the seaside
Where she likes to spin and twirl
She says sure and cool and yeah
She's my monosylabic girl
I take her to the university, she says huh
I take her to anniversary, she says one
I take her to jewelry store
I say diamonds, she says pearl
Oh everyone knows I'm in love
With a monosylabic girl

postato da chinaski77 alle ore 01:58 | link |
giovedì, 27 novembre 2003

Incuriosito dall'argomento, ho fatto una breve ricerca. Breve, perchè mi sono fermato al secondo sito che ho trovato. Breve, anche perchè mi sono fermato alla seconda pagina del secondo sito. C'era un test. Ah, l'argomento è la depressione. C'era un test, dicevo. Non che abbia mai dato molto peso, a simili sciocchezze. E neanche stavolta. Il problema con questo genere di cose, è che ci sono le risposte preconfezionate, e io non riesco mai a ritrovarmici, nelle risposte preconfezionate. Dopo aver letto le istruzioni, sono rimasto perplesso di fronte alla frase: "il test non è valido se compilato dopo aver letto il criterio di valutazione". Be', ma mica c'è bisogno di leggere il criterio di valutazione, per manipolare il risultato. Se in un test sull'omosessualità, mi viene chiesto di scegliere tra Courtney Cox, Annie Lennox, e Pippo Baudo, mica ci metto tanto a ottenere il profilo che più mi rasserena. Mi sono prodotto in una leggera smorfia autocompiacente, ed ho proseguito. Ovviamente, ho fatto una fatica del diavolo a scegliere le risposte. La peggiore, quella sull'insoddisfazione. Le opzioni oscillavano tra l'essere soddisfatti di sè, e l'essere annoiati. Oscillavano...O uno, o l'altro. Io non sono soddisfatto di me, ma mica mi annoio. Anzi, me la spasso tutto il giorno. Forse è questo il problema: dovrei spassarmela di meno e annoiarmi di più. Bah...Comunque, ho faticosamente risposto a tutte le domande. Dalla A alla U. Circa a metà, ho avuto il netto presentimento di aver ceduto il passo al pilota automatico, che sarebbe il super-ego, suppongo. Non mi sono opposto. Non riuscivo a fregare mia nonna, pace all'anima sua, figuratevi se riesco a fregare un super-ego. Poi arrivo alla fine. Clicco su "tabulazione dei dati". Questo mi ha dato un po' di speranza. Voglio dire: tabulazione dei dati suona molto come: "adesso vatti a prendere un caffè che il nostro super-(ego)-cervellone ti processa qualche miliardo d'informazioni per secondo, per poi fornirti un giudizio psichiatrico attendibile, una lista di cose da fare e altre da non fare più, e un dipinto che rappresenti il tuo modo di essere, del tipo se sei un Kokoschka o un Modigliani. Clicco su "tabulazione dei dati", e in due secondi si carica un html. "Fate la somma dei punteggi. Da 0 a 9, siete nella norma. Ho fatto 15. Non sono nella norma.

Grazie al cazzo.

postato da chinaski77 alle ore 01:50 | link |
mercoledì, 26 novembre 2003

Poco tempo fa un'amica mi ha scritto parlandomi dei blog. In pratica secondo lei c'è un tasso di pessimismo un po' troppo elevato. Ora ripenso ai miei due ultimi post, e devo dire che in effetti non ha tutti i torti. E' per questo che ho deciso di andare a dormire con un'immagine positiva. Ieri al bar si festeggiava il cambio di gestione. Il tutto è degenerato in una vera a propria razzia. Clienti ubriachi dietro, sopra e sotto al bancone. Sui tavoli. Al cesso. Io sono entrato, mi hanno fatto un beverone che sapeva di benzina, e nel giro di un quarto d'ora ero in condizioni pessime, anche perchè non sono quel gran bevitore. Verso le undici mi aggiravo per il locale in camicia, una parrucca in testa, e un limone stretto in mano. Vorrei essere ricordato così.
postato da chinaski77 alle ore 01:59 | link |
mercoledì, 26 novembre 2003

Ci sono giorni in cui non ti va di sorridere. O meglio: ci sono giorni in cui non ti va di sorridere quando un altro ti guarda, e dice qualcosa per cui ci si aspetta che tu sorrida. Ed è chiaro, sono gli stessi giorni in cui non ti va ti pensare, o di fingere d’essere interessato, o interessante, quando non importa se è venerdì, o sabato, o martedì pomeriggio, è che tu non hai voglia, ecco tutto. Alcuni la chiamano depressione. Credo ci sia un equivoco al riguardo. La depressione ti fa pensare a qualcosa che sta sotto. Ma Harry non si sente sotto, anzi, al contrario. Harry si sente sopra, sopra tutti gli altri, perchè è una specie di trasfigurazione, è vedere attraverso le persone, è vedere le cose in maniera diversa, anche se magari non migliore. Il guaio è che poi ci si sente soli. E allora sì, allora si finisce un poco sotto. Dev’essere per quello che la chiamano depressione.
postato da chinaski77 alle ore 01:48 | link |
mercoledì, 26 novembre 2003

Adeguarsi.
Mai essere il dannato alligatore albino.
Se no è peggio.
Il tempo passa, di volta in volta.
La bellezza delle parole.
La musica, e tutto il resto.
Niente da fare.
Giornate su giornate.
Tristi depressioni insensate. Silenzi. Lunghi silenzi e basta.
La trascrizione di un'altro decesso.

postato da chinaski77 alle ore 01:37 | link |
lunedì, 24 novembre 2003

Non so che abbiano fatto della scena in cui il tizio mette quell'altro tizio nell'arnese per macinare la carne.

 

 

 

 

 

 

postato da chinaski77 alle ore 16:52 | link |
lunedì, 24 novembre 2003

Questa mattina ho scritto alla RAI insultandoli. Poco dopo mi è saltato tutto. Forse hanno censurato anche me.
postato da chinaski77 alle ore 13:07 | link |
lunedì, 24 novembre 2003

MOTEL ROOM
Carl Showalter and Gaear Grimsrud are in the twin beds having sex with two truck-stop hookers.
CARL: Oh, Jesus, yeah.
HIS HOOKER: There ya go, sugar.
GRIMSRUD: Nnph.
HIS HOOKER: Yeah. Yeah. Oh, yeah.

EXT. ROAD
A young woman is trapped inside the twisted wreckage, injured. Snow swirls in the headlights of the wreck. Grimsrud raises his gun and fires.

postato da chinaski77 alle ore 11:42 | link |
lunedì, 24 novembre 2003

La RAI ha tagliato Fargo. La RAI taglia film come Fargo. E Casinò. La RAI pensa che, alle 2 di notte, noi non possiamo permetterci di vedere due tizi che scopano con due puttane. Non si vede un capezzolo e non si vede un culo, in quella scena, ma per un motivo che non riesco a comprendere, l'hanno tagliata. Forse perchè era sesso senza amore. La RAI pensa che, alle 2 di notte, noi non siamo pronti per vedere un tizio che spara ad una tizia. Anche se non si vede niente, se non il tizio che punta la pistola e spara. Nemmeno si vede uno schizzo di sangue. Che poi, sinceramente, se anche si vedesse lo schizzo di sangue, io non capisco. La RAI non ha potuto tagliare la scena in cui il tizio spara in testa a quel'altro tizio. Si vede tutto. Persino lo zampillo che gli zampilla dal cranio. La Rai non ha potuto tagliare quella scena perchè altrimenti non si capiva un cazzo. Sono andato a letto, schifato. Non so che abbiano fatto della scena in cui il tizio mette quell'altro tizio nell'arnese per macinare la carne. Poi c'erano altri tizi che sparavano ad altri tizi. Ma Fargo non è Distretto di Polizia o Protestantesimo. Non è merda. Fargo è cinema puro, è arte. Ci fanno vedere Marzullo e non ci fanno vedere Fargo. Io sono convinto che Marzullo sia nocivo e diseducativo. Adesso per colpa della RAI ho la bile nera per due giorni. Sto pensando a qualche azione di rappresaglia. Mi sento profondamente offeso.

 

 

 

 

 

 

 

postato da chinaski77 alle ore 11:09 | link |
lunedì, 24 novembre 2003

Quasi quasi ho deciso. Domani scelgo uno stereotipo, ne studio i costumi, il gergo, i gusti e le ambizioni. Adotterò la sua morale, e mi comporterò di conseguenza. E giudicherò di conseguenza. A meno che sia uno stereotipo amorale. Ammesso che esita la parola "amorale". Ma esiste, ho controllato il dizionario, quindi sto a posto. Ancora non so quale però. Mi piacerebbe provare a fare il buddhista, così potrei far finta che non me ne frega un cazzo. Però lo stereotipo buddhista è troppo passivo, rischio di accumulare conflitti irrisolti, che poi si tramutano in nevrosi. Allora forse potrei scegliere il giovane ragazzo ska(zzato). Però questo finirebbe per l'inaridirmi, e poi mi farebbe comprare i cd di quella Avril Lavigne, che mi suggerisce di andare in skate-board anche se qui in Italia manco c'è, la cultura dello skate-board. Non sarebbe male lo stereotipo dell'uomo impegnato. Sapete, quei tipi sempre indaffarati, anche se poi vai a vedere cosa fanno, e scopri che scaricano applicazioni flash da siti giapponesi. No. Mi sa che non la faccio, questa cosa dello stereotipo. Cioè, mi tengo il mio.
postato da chinaski77 alle ore 01:03 | link |
domenica, 23 novembre 2003

Quando le risorse, cui si vorrebbe accedere tramite una rete clientelare, sono ulteriori punti di raccordo della rete stessa, siamo in presenza di una morbosa degenerazione sociale. Inoltre è interessante il fatto che ogni singolo elemento della rete ha bisogno di far parte attivamente del sistema, anche nel caso in cui tenda a farlo collassare, il che è una forma di prostituzione. C'è un che di malato, in tutto questo. Ma forse mi sfugge qualcosa. E poi non credo che il sistema possa collassare.
postato da chinaski77 alle ore 16:57 | link |
domenica, 23 novembre 2003

"I'd like to share a revelation that I've had during my time here. It came to me when I tried to classify your species. I've realized that you are not actually mammals. Every mammal on this planet instinctively develops a natural equilibrium with the surrounding environment. But you humans do not. You move to an area and you multiply and multiply until every natural resource is consumed and the only way you can survive is to spread to another area. There is another organism on this planet that follows the same pattern. Do you know what it is? A virus. Human beings are a disease, a cancer of this planet. You are a plague. And we are... the cure."
postato da chinaski77 alle ore 14:02 | link |
sabato, 22 novembre 2003

Non ho mai voluto darmi delle arie da pensatore. Non sono un pensatore. Io scrivo, tutto qua. Scrivo quello che mi viene in mente, possibilmente nel momento in cui mi viene in mente. Pensare è uno sforzo cui non sono abituato. Mi piace parlare però, e questo a volte è più difficile di quanto sembri. Nel senso che è difficile trovare qualcuno con cui parlare. Forse è per questo che scrivo. Un po’ come inchiodare le persone ad una sedia. O forse come parlare con un muro.
postato da chinaski77 alle ore 15:19 | link |
sabato, 22 novembre 2003

Il problema era la mancanza di ambizioni, obiettivi e tutto il resto. Gli mancava un lavoro che lo stancasse e che gli facesse godere del sabato e della domenica. Gli mancava.
Gli mancava una meta da raggiungere, un debito da pagare, un galeone da costruire, o un dente da otturare.

Il problema è che la vita a volte si dimentica di te, e tu di lei. Come due amanti che senza saper dire perchè, si sono stancati di essere amanti, e si lasciano andare.
A volte è triste essere vivi in una giornata di novembre.
Ma essere morti sarebbe peggio, credo.

postato da chinaski77 alle ore 13:52 | link |
sabato, 22 novembre 2003

Giovedì davano Matrix. Mi chiedevo: quel tizio che mangia la bistecca e vuole tornare in Matrix, magari come persona famosa, ma senza ricordare nulla del suo passato nel vero mondo, mi pare finisca per schiantarsi col solito problema. Voglio dire: che senso ha la trasmigrazione dell'anima, se non si possono ricordare le vite passate? Pare ovvio che la vita presente sia comunque l'unica vita disponibile. Per me, la prossima volta posso anche essere una cimice. Questo non mi tratterrà dall'ucciderle ogni volta che me le ritrovo tra i piedi. (A proposito, vi sconsiglio di usare una racchetta da tennis, per abbatterle mentre ronzano in circolo attorno al lampadario. Succedono cose sgradevoli. Parlo per esperienza personale).
postato da chinaski77 alle ore 13:28 | link |
venerdì, 21 novembre 2003

La gente mi parcheggia davanti al cancello. Ormai è diventata una barzelletta. La cosa che mi fa impazzire è che hanno un casino di spazio dove mettersi, ma danno l'impressione di voler entrare in casa mia direttamente con la dannata automobile. Di solito li maledico e cerco di farmi spostare l'intralcio. Oggi però ci si è messo anche un mio parente. Lui non ha voluto essere ambiguo, ed ha posteggiato contro il cancello d'ingresso. Sono andato a dirglielo: mi ha dato le chiavi cercando di spiegarmi qualcosa, ma io non sono stato a sentire. Quando ho provato ad aprire la macchina, mi è rimasto in mano tutto il cilindro della serratura. Ho pensato a quanto è facile passare dalla ragione al torto e anche che, d'ora in poi, se rientro a casa e trovo qualcuno che mi ostruisce il passaggio, io lo blocco parcheggiandogli nel bagagliaio, ingoio le chiavi, e mi do alla macchia.
postato da chinaski77 alle ore 19:39 | link |
venerdì, 21 novembre 2003

Per questioni che forse si rifanno ad un'eredità medievale, sono restio a parlare di questa cosa. Tuttavia questo è il dramma del blog, nel senso che una volta che ce l'hai, non ti lascia più intimità. E non c'è più niente che sia solo tuo.
I funerali.
Stavo pensando che io non voglio organizzare funerali, nella mia vita. Non mi va di stare in ballo tre giorni per ottenere come unico risultato quello di prolungare il dolore più di quanto sia necessario. Il che non è cinismo. Tutto il contrario. Non c'è nulla da celebrare, quando muore una persona cara. E non credo che agitarsi attorno ad un cadavere sia un modo per esorcizzare non so cosa. L'argomento m'indispone. Ho l'impulso di toccarmi genitali, mentre scrivo. Ma non che sia necrofilo. Per scaramanzia, intendevo. E non saprei dire perchè mi è venuto in mente di parlarne, nè quale sia l'effetto che possa produrre su chi legge. Forse anche voi vorreste toccarvi i genitali.
Che schifo di pervertiti, che siete.
postato da chinaski77 alle ore 14:58 | link |
venerdì, 21 novembre 2003

Alcune persone mi hanno scritto criticandomi per non aver messo i nomi, sotto le due foto. Me ne scuso, e rimedio subito: Dio è quello alla vostra destra. Steinitz quello alla destra del blog. Un ragazzo, invece, mi ha scritto dicendomi che il mio è uno scherzo e che quelle sono le foto della medesima persona. Gli ho risposto dicendo che a quei tempi molti portavano la barba così.
Ai tempi di Dio, intendo.

postato da chinaski77 alle ore 11:47 | link |
venerdì, 21 novembre 2003

"...The men's magazine also asked about remorse. Yeah, I guess I'm sorry about the pain I caused other people...but I don't regret anything. Not a thing. I used to. I used to regret being the barber...I dont know where I'm being taken. I don't know what waits for me, beyond the earth and sky. But I'm not afraid to go.Maybe the things I don't understand will be clearer there, like when a fog blows away.Maybe Doris will be there.And maybe there I can tell her...all those things...they don't have words for here."

postato da chinaski77 alle ore 01:09 | link |
venerdì, 21 novembre 2003

Chiudo il discorso con le foto dei due partecipanti.

 

 

 

 

 

 

postato da chinaski77 alle ore 00:20 | link |
giovedì, 20 novembre 2003

Aggiunta al precedente post.

In effetti mi riesce difficile pensare che Dio possa perdere. Non tanto per il fatto che è onniscente, per cui può anticipare tutti i piani e le strategie dell'avversario, e non tanto per il fatto che è infallibile, per cui è impossibile che sbagli. Più che altro, per il fatto che se uno trova il modo di pareggiare (il che, in linea teorica, è del tutto possibile), Dio può farlo secco. Questo apre questioni di ordine morale, tuttavia Dio potrebbe essere un egoista etico.

postato da chinaski77 alle ore 13:43 | link |
giovedì, 20 novembre 2003

Wilhelm Steinitz, campione del mondo di scacchi del XIX secolo, sosteneva di poter giocare con Dio, concedendogli il vantaggio di un pedone e del tratto. Per chi storce il naso, presumendo che un simile evento sia impossibile, tengo a precisare che il buon Steinitz era in comunicazione elettrica con il creatore.
Ciò che davvero mi tormenta, è il non sapere chi vincesse.

postato da chinaski77 alle ore 11:45 | link |
martedì, 18 novembre 2003

Il fatto è che dovrei essere a studiare. Domattina ho un esame e invece di stare a sentire che mi dice quel merdoso di Hannerz, sono qui come un ragazzino a leggere blog, postare post, e fumare sigarette una che si accende con l'altra. Domani invece sono libero, e di sicuro non me ne frega niente di scrivere o chissà che altro. Odio queste stronzate. In generale, credo che tutti i miei problemi siano connessi all'apparato digerente. Nel senso che se non mangio, muoio. Non temete, fumo una sigaretta, leggo qualche blog, e poi ri-posto un post.
postato da chinaski77 alle ore 22:54 | link |
martedì, 18 novembre 2003

Questa la dovete sentire.
Ora non so come mi sia tornata in mente, ma è così. Qualche anno fa, ancora facevo il liceo, ero follemente innamorato di una ragazza. Le sono stato dietro non so quanto, eravamo ottimi amici. Però in fin dei conti c’era qualcosa che ci legava in maniera molto più seria, e profonda. Non so dire cosa fosse. Eravamo due spiriti affini. Per cui, trascorrevamo moltissimo tempo insieme. Si ascoltava musica, si guardavano stupide trasmissioni televisive, si fumava sul terrazzo. Poi quando lei era triste, mi piangeva sulla spalla, e io la consolavo teneramente. Quand’era malata le portavo il gelato, e quando stava bene, ridevamo di tutti quei meschini che non avevano un rapporto come il nostro. Dopo qualche mese, non potevamo più fare a meno l’uno dell’altra. Eppure nessuno dei due osava toccare l’argomento. E mi riferisco a quell’argomento là. Poi una sera, prima di andare ad una festa, stiamo passeggiando per una strada buia. Io sono lì scazzato che parlo di tramonti, allora lei mi ferma, mi guarda dritto negli occhi, e mi dice, con un filo di commozione: “Io ti amo.” Al che io rimango un poco spiazzato. Ma non tanto. In fondo, lo sentivo sulla mia pelle. Così, mentre lei è lì che aspetta una risposta, o semplicemente un bacio, io mi guardo la punta delle scarpe e, dopo una pausa teatrale, dico: “Andiamo ora. Faremo tardi.” Lei riprende a camminare, rimaniamo per un po’ in silenzio. Io sono felice come mai m’era accaduto. Lungo la strada ripenso a tutti i momenti trascorsi nell’attesa di quel momento in particolare. Non mi sembra vero. Lei mi ama. Voglio dire: mi ama! Sento scorrermi nelle vene una vita nuova, insieme al mio amore. Poi arriviamo alla festa, cominciamo a bere, ci perdiamo di vista per qualche istante. La ritrovo poco dopo dietro una siepe, seminuda, tra le braccia di un altro.
Forse non mi amava così tanto.

postato da chinaski77 alle ore 21:52 | link |
martedì, 18 novembre 2003

Di tanto in tanto chiedo alle persone come vivono la consapevolezza della propria nullità. Tutti mi rispondono serenamente, chi più, chi meno, facendo un’espressione come se avessi scoperto l’acqua calda. Loro lo sapevano già, prima di me.
Loro sapevano della propria inconsistenza e, cosa che mi dà veramente sui nervi, sapevano già della mia.
Com’è possibile mandar giù un simile boccone?

postato da chinaski77 alle ore 17:37 | link |
lunedì, 17 novembre 2003

GRAHAM (whispers): Do you know what Colleen's last words were before they killed her?

Merrill turns and stares quietly at his brother.

GRAHAM (whispers): She said, "See", and then her eyes glazed a bit and she said... "Tell Merrill to swing away."

Merrill's mouth opens a bit. Graham turns and chuckles at his expression.

GRAHAM (whispers): Do you know why she said that?

Merrill nods, "No."

GRAHAM (whispers): Because the nerve endings in her brain were firing as she died, and some random memory of us at one of your baseball games popped into her head. (beat) There is no one watching out for us Merrill. We're all on our own.

postato da chinaski77 alle ore 21:13 | link |
domenica, 16 novembre 2003

È così, mi ritrovo con la mia macchina per le strade piovose, in una notte d’autunno. Non credevo potesse capitarmi ancora, senza motivo. Ma è successo. La normalità è una conquista difficoltosa, ed io non sono del tutto normale, questo è chiaro. La normalità è solo un miraggio, per il povero Harry bello. Ma questo mi dà motivo di sorridere. Non il fatto del miraggio, no. Quello mi fa solo pensare. Intendevo la notte, con la pioggia e tutto il resto. io che mi trascino da un semaforo all’altro, passando per strade deserte che avevo dimenticato. La gente sta dentro alle case. La gente dentro alle case ed io qua fuori, come un non so cosa, un disperato, senza disperazione. È come farsi un giro nel passato, senza i travagli del passato però. Soltanto un giro. Per vedere. Ripenso a certe cose della mia vita. Non che siano state tante. Penso al fatto che mi ero ripromesso di andare a dormire presto, per essere riposato e prendere la vita per le palle, o il toro per le corna. E invece sono quasi le due, e io sono a troppi chilometri dal mio cesso, e dal mio letto. Non credo che la vodka faccia bene, ad uno come me. Divento euforico per quindici minuti, e poi tutte le mie paranoie esistenziali si moltiplicano per mille, e finisco a scrivere...sì, lo so. Vi chiedete come faccio ad essere contemporaneamente in macchina e davanti alla tastiera. Ho una tastiera in macchina. Mi faccio un semaforo e butto giù una riga. Una cosa così. Ma non importa. E non è di questo, che voglio parlare. Come sempre, del resto. Non sono quasi mai riuscito a dire quello che volevo dire, nella mia vita. E questo è un problema di comunicazione. Sì, insomma, non è colpa mia. A volte non ho detto ciò che pensavo, a volte sì, a volte sono stato zitto. Ma non ci ho mai preso. È impossibile, prenderci. Quella volta lei non mi parlava ed io sentivo che stava per lasciarmi e l’ho lasciata andare. Mi sembrava giusto, e mi sembrava bello. Non era nè l’uno, nè l’altro. Giusto sarebbe stato aprire quella cazzo di bocca, e dirle che io non potevo più vederla, perchè ormai non era più questione di farsi una scopata di tanto in tanto. Ormai io volevo addormentarmi con lei e svegliarmi con lei, farmi preparare le frittelle con lo sciroppo d’acero, come nei jefferson, o giù di lì. Per cui avrei dovuto dirle che poteva anche risparmiarsele le sue stronzate e avrei dovuto dirle dove poteva mettersele, le sue frittelle. Ma non l’ho fatto. Sono stato zitto e l’ho lasciata andare. Voi penserete che non fa nessuna differenza. Avete ragione. Nessuna merdosa differenza. Era tanto per dire. E poi tante altre volte. Tipo quelle sere d’estate o quella notte d’inverno, che ora voi non potete afferrare, ma credetemi, è meglio così. Tanto è sempre la stessa storia. Occasioni mancate. Mi piacerebbe scrivere qualcosa sulle occasioni mancate, ma più passa il tempo e più mi viene il dubbio che in fondo non sono poi questo grande scrittore. Non so scrivere quello che voglio, e mi sento sempre in balia di queste stronzate. Adesso vado a letto. Fanculo a me.
postato da chinaski77 alle ore 23:44 | link |
domenica, 16 novembre 2003

“Sappiamo chi siamo solo quando sappiamo chi non siamo, e spesso solo quando sappiamo contro chi siamo”. L’ha detto un tizio, un certo Huntington.

Ed io gli credo.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 





















 

postato da chinaski77 alle ore 23:40 | link |
sabato, 15 novembre 2003

Quando sei giovane, le tue potenzialità sono infinite.

Potresti essere Einstein, potresti essere Di Maggio.

Poi arriva un momento in cui “potresti essere”

va a sbattere contro ciò che sei stato.

Non eri Einstein.

Non eri niente.

E' un brutto momento."

postato da chinaski77 alle ore 19:04 | link |

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